L'Arcadia

L’autore

Igor’ Kotjuch è nato nel 1978 a Võru, piccola cittadina dell’Estonia meridionale. Il padre era autista e la madre cucitrice: un vita familiare semplice, ma serena, caratterizzata da lunghe conversazioni con i figli. Il padre amava molto leggere, in casa c’era una notevole biblioteca. Attualmente vive a Paide (Estonia centrale). Nel 2005, presso l’università di Tartu si è laureato in lingua e letteratura estone. Nell’anno accademico 2004/2005 ha frequentato il corso di traduzione orale e scritta all’università di Tallinn. È dottore di ricerca in filosofia. Lavora nel campo dell’educazione come insegnante e come organizzatore di eventi letterari e interdisciplinari.
Si è accostato alla letteratura, traducendo in russo la poesia estone. Nei primi anni 2000 ha frequentato la scuola di traduzione letteraria, guidata dal poeta russofono Boris Baljasnyj. Con gli studenti dell’Università di Tartu, che frequentavano quella stessa scuola, nel 2003 ha fondato l’unione letteraria «Vozdušnyj zmej» [L’aquilone].
È poeta, traduttore, critico letterario ed editore. Scrive versi in russo e in estone. Traduce in russo i poeti estoni, in estone i poeti russi (e i propri versi). Ha pubblicato nelle riviste «Raduga», «Chronos», «Vozdušnyj zmej», «LiteraRus», «Vozduch», nell’antologia Osvoboždënnyj Uliss. Sovremennaja russkaja poezija za predelami Rossii [Ulisse liberato. La poesia russa contemporanea oltre i confini della Russia] (Moskva 2004). Ha pubblicato le raccolte poetiche in russo: Kogda nas
tupit zavtra? [Quando giungerà il domani?] (Tallinn 2004), Popytka partnerstva [Tentativo di partenariato] (Võru 2008), Estonskij dizajn: stichi 2009 – 2013 [Il design estone: versi 2009 – 2013] (Tallinn 2013), Estestvenno osobennyj slučaj: stichotvorenija v proze [Un caso naturalmente speciale: poesie in prosa] (Paide 2017),  The Isolation Tapes (2022), Arkadija [L’Arcadia] (Paide 2024).
È fondatore e redattore principale della casa editrice Kite e della rivista online «Novye oblaka». Nel 2004 ha vinto il premio della rivista estone «Looming» per la migliore raccolta poetica. Il fondo Eesti Kultuurkapital (Capitale della cultura d’Estonia) gli ha conferito il premio per la poesia nel 2014 e per le poesie in prosa nel 2018.
Kotjuch è stato tradotto in estone, finlandese, svedese, norvegese, inglese, spagnolo, arabo, croato, ungherese, bulgaro, francese, ecc.. Suoi versi sono usciti in traduzione italiana nel volume Scrivi! (
Roma 2018), Il cielo mi lecca gli occhi (Grottaminarda 2021) e La guerra che è in noi (Macabor 2022).

I testi

Igor’ Kotjuch, poeta, traduttore, critico letterario ed editore, è una delle figure predominanti nell’attuale panorama letterario estone. Ha a cuore l’ambiente di lingua russa e la cultura estone: «Sono un abitante russofono dell’Estonia».
Appartiene alla cosiddetta “diaspora della poesia russa”, interessante cerniera tra Occidente e Oriente. Si distingue infatti tra poesia russa (russkaja poezija) e “poesia russofona” (russkojazyčnaja poezija), cioè i poeti che scrivono in russo nel cosiddetto “estero vicino” (lo spazio ex sovietico).
L’Arcadia, a cui è dedicato questo volume, è l’Ucraina: l’autore nell’infanzia vi trascorreva i mesi estivi (la nonna abitava nella regione di Černihiv). Egli riscopre sé stesso, accostandosi a uno spazio immaginario, dai tratti paradisiaci, composto dai ricordi della terra ucraina e dalle persone che lo circondavano. All’Arcadia è contrapposto il presente (gli anni 2014-24), immerso in un incubo persistente. È quindi la perdita del paradiso, che comporta il trauma. «L’ Arcadia è accanto. È dietro l’angolo, proprio sulla soglia, alla pagina successiva».

Igor’ Kotjuch

L’Arcadia 

Traduzione dal russo
di Paolo Galvagni 

ISBN-13: 978887536600-1

2026

pp. 124

cm 15×21

€ 16,00

[che vuoi ottenere coi tuoi versi]

che vuoi ottenere coi tuoi versi
con le letture in città lontane e vicine
con gli annunci degli interventi
con le fotografie dopo gli interventi
con la citazione delle tue interviste

che vuoi ottenere coi tuoi versi
che ti lodi un critico rinomato
che si entusiasmi di te un anonimo commentatore
che ti paghino il viaggio e l’albergo
e ti diano un onorario

che
vuoi
ottenere
coi
tuoi
versi

che abbiano la potenza di un colpo di cannone
che abbiano la velocità di una raffica di mitra
che abbiano la precisione di uno sparo di pistola

che vuoi ottenere coi tuoi versi
che la tua opinione sia ascoltata
che il tuo nome diventi famoso

che ti rispettino

ecco l’estate
ecco il prato pervaso dal sole
tutto brilla e riluce
corri sull’erba
come un bambinello
o una fanciullina
col retino per catturare farfalle
ma no non ci sono

qui non ci sono

05.05.2015

* * *

[la gente si stupisce dell’allarme aereo…]

la gente si stupisce dell’allarme aereo a pietroburgo.
gli addestramenti.
la gente a pietroburgo si stupisce:
questa città non merita di essere distrutta.
è troppo bella.
ha sopportato troppo.

la gente si stupisce dello sciacallaggio degli occupanti a cherson.
la vendetta di chi ha perso.
la gente a cherson si stupisce:
questa città non merita di essere distrutta.
le sue strade.
i musei.
i ristoranti.

è umanamente comprensibile.
su pietroburgo.
su cherson.
ma la guerra ha un aspetto belluino.
se ne frega della storia e dell’estetica, dell’etica e delle maniere, della logica formale.
la guerra è un bulldozer inferocito.
la guerra distrugge tutto e tutti.
«fermate la musica», – cantava un estone una volta.
io chiedo:
fermate il bulldozer della guerra
fermate i folli, che hanno scatenato la guerra

08.11.2022

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