Terrestre Celeste

L’autrice

María Cecilia Graña è nata in Argentina, ha conseguito il dottorato di ricerca (Ph.D. in Romance Languages) presso l’Università di Harvard, avendo tra i professori Octavio Paz. Dal 1980 si è stabilita in Italia, dove ha lavorato come lettrice, ricercatrice e, dal 2000 in poi, professore associato di Lingua e Letterature Ispanoamericane presso l’Università di Verona. È stata relatrice di tesi di dottorato a Verona, ed è stata membro di comitati per la discussione di tesi di dottorato in Spagna, Svezia, Messico. Ha insegnato come Visiting Professor all’Università di Tucson (USA).
La sua attività di ricerca ha riguardato il tema della città nella letteratura argentina (La utopía el teatro, el mito. Buenos Aires en la narrativa argentina del siglo XIX, Bulzoni, Roma 1991), la letteratura della diaspora e della frontiera; si è occupata della diaristica e del genere fantastico. Ha partecipato a progetti di ricerca internazionali sulla poesia femminile dell’America Latina (Università di Granada) e sulla poesia civile (Università di Vigo-Santiago di Compostela).
È stata responsabile del progetto di ricerca «El poema largo moderno en sus manifestaciones hispanoamericanas» (Università di Verona, 2003-2007) pubblicando su riviste nazionali e internazionali. Ha coordinato alcune pubblicazioni sul poemetto.
Insieme a Bianca Tarozzi ha tradotto e curato l’antologia al femminile, Un lungo respiro. Otto poemetti sudamericani del Novecento (Mistral, Loynaz, Orozco, Castellanos, Varela, Peri Rossi, Russotto, Romano Sued), per l’editore Arco Iris, Salerno 2018.
Ha curato e coordinato le traduzioni di Tra due specchi. 18 racconti fantastici di scrittrici latinoamericane, Fahrenheit 451, Roma 2004.
Scrive e pubblica poesie fin dagli anni Settanta.
Nel 2020 ha pubblicato la raccolta Puertas, Huesos de Jibia, Madrid- Buenos Aires.

I testi

In questa raccolta un io interroga sé stesso e un mondo che non gli risponde. Insoddisfatto, cerca di esplorare con le parole i diversi elementi della natura. Così la sezione “Terrestre” ci parla del respiro del mondo, delle montagne e delle acque, della fauna e della flora che ci circondano. Una misteriosa complessità caratterizza in modo più evidente la seconda sezione “Celeste”, dove un io fragile e solo nell’oscurità della notte si confronta con le stelle a cui chiede riparo.
L’io che guarda il mondo in questa raccolta lo fa come la “flessibile ginestra” leopardiana; osserva la fauna, la flora e la dinamicità degli eventi naturali, e sa che presto lei stessa avrà fine. Lo sguardo non rinuncia a manifestare il suo stupore di fronte allo spazio cosmico, a verificare la propria piccolezza sotto la vastità del cielo stellato.
Un sentimento contemporaneo muove e commuove le parole in Terrestre Celeste: la coscienza di trovarsi di fronte a un bivio o a una soglia, mentre la terra sta abbandonando l’essere umano e si scorda del suo ruolo di madre protettrice o di cornucopia di abbondanza. L’io poetico continua tuttavia a sentirla infinitamente, e vuole fissare ciò che la natura le ha dato e continua a offrirle: la bellezza e la serenità a dispetto delle dolenti realtà che le accompagnano.
L’autrice dopo le ricerche accademiche svolte sulle grandi forme nella poesia qui ha preferito testi brevi nei quali si condensa un’immagine.

* * *

Aria densa

Il mondo respira,
respira con forza.
C’è un’aria densa,
inspirare
è una fatica.

«Alle quattro siamo rimasti senza
ossigeno;
lo smog copriva la città».

Asmatico,
il mondo non sa
cosa fare.

Disperato,
apre le sue fauci,
inghiotte il cielo;
inala lo spazio.

* * *

Temporale

Finestre colpite dall’acqua;
un violento temporale
agita gli alberi;
dà un manrovescio il vento
strappa i rami;
il fango assedia la casa.

Immagino in lontananza il mare
che colpisce gli scogli;
nel ritorcersi crollato e disciolto
è un titano che lotta
tentando di recuperare una forma.

* * *

Gazza ladra

Dormivano gli amanti sull’amaca
intrecciati in un solo abbraccio.
D’improvviso dall’orecchio
madreperla della dama
cadde a terra un gioiellino.
Nel vederlo, gazza ladra
impudente lasciò il ramo
e colse al volo il pendente.

* * *

Via Lattea

Vedo come il cielo sposta,
lentamente,
pianeti, stelle e comete.
Pastore incerto,
non sa bene dove va.
Attraversa la Via Lattea
e i suoi inquieti capretti
gli scappano per arrivare,
curiosi, sulla terra.

* * *

Orione

Che può fare l’anima
per trovare pietà
nell’universo?
In che modo convincere
le stelle,
soprattutto quelle
di Orione, perché mi accolgano
con la loro luce, la loro musica,
e mi diano riparo?

María Cecilia Graña

Terrestre Celeste

Cura e traduzione dallo spagnolo
di María Cecilia Graña

ISBN-13: 978887536621-6

2026

pp. 122

cm 13 x 20,5

€ 14,00

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