|
Erminia
Passannanti ha conseguito un Ph.D. in letteratura italiana
presso lo University College London (2004) con una tesi di
dottorato sull’opera di Franco Fortini (Essay Writing,
Lyric Diction and Poetic Translation in the Work of Franco
Fortini, UCL, 2004). Ha pubblicato la monografia Poem
of the Roses. Linguistic Expressionism in the Poetry of
Franco Fortini (Troubador, 2004). Ha co-edito il volume
di letteratura ed estetica Vested Voices (Troubador,
2006). È ideatrice e curatrice dell'antologia di poesia e
scrittura saggistica, Poesia del Dissenso (Troubador,
2004, vol. I; Joker, 2007, Vol. II). Si occupa di cinema:
suoi saggi editi in sillogi esegetiche sul cinema di
Pasolini includono studi sull’uso dell’iconografia sacra in
La ricotta. Attualmente conduce una ricerca sulla
censura cinematografica e la Chiesa Cattolica presso la
Brunel University (London, UK). È docente di ruolo di Lingua
e Letteratura Inglese.
0
|
|
L'argomento principale di
questo studio - i rapporti di Pier Paolo Pasolini con la
società cattolica e la censura, in veste di controverso
autore imputato del crimine di avere ideato soggetti
cinematografici blasfemi aventi a tema il sacro, quali La
ricotta, Il Vangelo secondo Matteo, Teorema
- evidenzia quanto il nostro autore avesse allegorizzato e
teorizzato già negli anni Sessanta la crisi spirituale in
cui sarebbe caduto il Paese, calcolandone l'estensione
rispetto al crescente potere politico dei media del Vaticano
e dello Stato. Pasolini per primo aveva accusato tali organi
d'informazione di appoggiare un sistema governativo
costituito prevalentemente su interessi economici e
strategie d'assoggettamento delle masse, piuttosto che su
principi religiosi e civili, un sistema tenuto in piedi
tramite l'abbassamento degli standard culturali. Anticipando
le odierne critiche mosse ai domini massmediatici delle
società postcapitalistiche, Pasolini additava furiosamente
nel Salò come i media diano espressione solo alle voci del
potere, raccontando sostanzialmente la realtà come piace ai
padroni, per raggiungere un'omologazione dell'opinione
pubblica, uniformandola, nel caso italiano, ai dettati del
governo e della Santa Sede. Una decadenza che, dal crollo
del regime fascista in poi, ancora corrompe il senso della
democrazia e della libertà su cui dovrebbe fondarsi la
Repubblica italiana. Si vuole analogamente sollecitare
riflessioni sul perdurare in Italia di forme di controllo
dell'informazione e delle rappresentazioni artistiche,
attuate tramite leggi e commissioni censorie, che vanno
oltre il dettato Costituzionale in merito al diritto di
critica, di cronaca e di rappresentazione (Art. 21). La
censura in Italia ha ancora ampio margine, strumenti e
liceità d'azione per colpire, per vie dirette o traverse, le
manifestazioni di pensiero che disturbano, anche in campo
artistico, il potere costituito, minacciandone l'autorità.
0
|