i libri

Cesare Panizza

 

L'antifascismo

al lavoro

 

Profilo biografico

di Luciano Guerzoni

 

con un testo di Carla Nespolo

 

Nuova serie n. 15

2020

ISBN 13: 978887536453-3

pp. 76, con immagini

cm 15x21

€ 10,00

 

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L'autore

Cesare Panizza, dottore di ricerca in storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino, collaboratore dell’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”, per il quale è coordinatore del comitato scientifico di «Quaderno di storia contemporanea», è docente a contratto di storia contemporanea all’Università del Piemonte Orientale, sede di Alessandria. Studioso di storia dell’antifascismo e degli intellettuali italiani, il suo volume Nicola Chiaromonte. Una biografia (Donzelli, 2017) ha vinto il premio Acqui Storia 2018 e il Premio Matteotti 2019. La sua ultima pubblicazione – Dalle belle città date al nemico. Il partigianato in provincia di Alessandria (Falsopiano-ISRAL, 2020) – è un’analisi del profilo socio-demografico della Resistenza alessandrina sulla base dei dati contenuti nel database “Partigianato piemontese e società civile”, alla cui revisione ha collaborato nel 2016 nell’ambito del progetto di ricerca sulla presenza dei partigiani meridionali nella Resistenza piemontese sostenuto dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale in occasione del 70° della Liberazione.

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I testi

 

Questo volume raccoglie la vita di un prezioso antifascista. Luciano Guerzoni nel corso della sua lunga militanza politica ha sempre tenuto la barra dritta delle radici: Resistenza e Costituzione. Così, fin da ragazzo, ha intrapreso un percorso di attivismo democratico che dalla FGCI lo ha portato a ricoprire importanti cariche di partito e istituzionali: Segretario del Partito comunista dell’Emilia-Romagna, Presidente della Giunta regionale e Senatore della Repubblica. Con un rigore che ha marcato ogni azione e operazione al servizio dei diritti e della convivenza civile. L’ultima intensa tappa della sua vita è stata l’ANPI di cui è stato prima componente della Segreteria nazionale e poi Vicepresidente nazionale vicario fino alla morte avvenuta nell’agosto del 2017. Grazie al suo incarico organizzativo, l’Associazione ha potuto radicarsi in tutta Italia. Lo storico Cesare Panizza, col concorso delle testimonianze dei familiari e di coloro che hanno lavorato “gomito a gomito” con Guerzoni, propone un profilo biografico di grande interesse e completezza di informazioni che aspira ad essere non solo un’opera memorialistica ma anche la proposta di un serio e appassionato modello di impegno antifascista.

 
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Dirigente ANPI

Con grande rammarico di Guerzoni, lo scioglimento della legislatura non permette di dibattere in aula il lavoro della Commissione sulle cause dell’occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti, cosa che avrebbe consentito di dare maggiore rilevanza istituzionale e pubblicità mediatica a un tema passato rapidamente in secondo piano nel dibattito politico e giornalistico. Ciò nonostante, Guerzoni continua negli anni successivi tenacemente a lavorare affinché un formale passaggio parlamentare sancisse da parte dell’aula l’acquisizione dei risultati raggiunti dalla Commissione d’inchiesta. In tal senso un risultato è colto nella XVI Legislatura grazie alla sensibilità del deputato del Partito democratico Andrea De Maria – anch’egli proveniente dalle file del Pci e a lungo sindaco di Marzabotto – che collabora con la Confederazione italiana tra le associazioni combattentistiche e partigiane alla stesura di una mozione sul tema delle stragi nazi-fasciste, con esplicito richiamo ai lavori della Commissione. Il testo impegna Parlamento e governo alla piena valorizzazione dei luoghi di memoria relativi alle vicende del secondo conflitto mondiale, nonché ad ottenere dalla Repubblica federale tedesca l’esecuzione delle sentenze di condanna dei criminali di guerra pronunciate in Italia – sollevando il problema del risarcimento per i crimini commessi durante l’occupazione del nostro Paese – e la prosecuzione dell’impegno congiunto dei due paesi per la ricostruzione della memoria storica con il rinnovo del “Fondo italo-tedesco per il futuro”. Il 6 dicembre del 2016 alla Camera la mozione raccoglie un’amplissima maggioranza (411 voti favorevoli, 3 astenuti, uno contrario): è un successo frutto di un lavoro di paziente tessitura che Guerzoni realizza non più però nei panni dell’uomo di partito, ma in quelli di Vicepresidente nazionale vicario dell’Anpi.
Alla fine della XIV legislatura, Guerzoni accetta con il consueto senso di responsabilità verso il partito, senza polemiche, ma con un comprensibile dispiacere personale, la sua mancata ricandidatura alle politiche dell’aprile 2006. Trova però le ragioni di un rinnovato entusiasmo politico e civile facendosi gradualmente coinvolgere nell’attività dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Guerzoni – come abbiamo visto – è da sempre vicino, non solo idealmente, all’associazione, nella quale peraltro molti sono gli amici conosciuti nel corso di una vita politicamente lunga e intensa: il bolognese Lino “William” Michelini, operaio meccanico, classe 1922, combattente nella VII Brigata Gap Garibaldi “Gianni”, protagonista della battaglia di Porta Lame, medaglia d’argento al valor militare, per anni Presidente dell’Anpi provinciale di Bologna e dirigente nazionale, scomparso nel 2014; Carlo Smuraglia, anconetano, classe 1923, partigiano nel reggimento Cremona alle dipendenze operative dell’VIII armata britannica, docente universitario e senatore, che nella XII Legislatura è assieme a Guerzoni vicepresidente del gruppo parlamentare dei Progressisti al Senato, e che dell’Anpi successivamente diviene – dal 2011 al 2017 – Presidente nazionale; la già citata Aude Pacchioni, classe 1926, militante nella brigata partigiana “Diavolo” con il nome di Mimma, una vita dedicata alla costruzione della democrazia nelle file del Partito comunista con importanti ruoli a livello locale e nazionale, in quegli anni Presidente dell’Anpi provinciale di Modena. Con il loro esempio, perlopiù indirettamente, lo convincono che l’Anpi sia la sede naturalmente più consona per proseguire la sua storia d’impegno politico e civile, tanto più in continuità diretta con gli interessi che hanno attraversato la sua attività parlamentare e su un fronte – quello della memoria della guerra di Liberazione e della difesa dei valori della Costituzione – che da tempo Guerzoni ha individuato come strategico per la salute della democrazia italiana. È probabilmente proprio il desiderio di dare continuità al lavoro svolto nella Commissione che si era occupata delle stragi nazi-fasciste a precipitare questo proposito. Ne abbiamo un’ulteriore testimonianza nell’interesse con cui segue per l’Anpi di Modena la vicenda del processo per le stragi di Monchio, Susano e Costrignano apertosi nel 2005 presso il Tribunale militare di Verona e conclusosi con un esito solo parzialmente soddisfacente con la sentenza di appello pronunciata nel 2013.

L’ingresso attivo di Guerzoni nell’associazione coincide con un fondamentale snodo della sua storia recente: al Congresso di Chianciano, il XIV, nel febbraio 2006, è approvata una modifica allo statuto dell’Associazione che permette l’iscrizione ad essa anche dei non combattenti, consentendo «a coloro che appartengono a generazioni che, per ragioni di età, non hanno partecipato alla guerra di Liberazione, ma che si sono comunque riconosciuti nei valori della Resistenza e della Costituzione, schierandosi nel movimento antifascista del Paese, di militare nell’Anpi a pieno titolo, con il diritto, per ciascuno di loro, di eleggere e di essere eletto ai livelli più elevati della organizzazione dell’Associazione». La decisione di coinvolgere e responsabilizzare le generazioni più giovani scioglie il nodo relativo alla stessa sopravvivenza dell’associazione. Assunta in un momento ritenuto critico per la democrazia italiana, visti i continui attacchi che la carta costituzionale – e la costituzione materiale democratica del Paese – hanno subito nel corso di cinque anni di governo di centro-destra, con quella svolta l’Anpi dimostra ancora una volta quella vitale capacità di adattamento ai cambiamenti in corso e quella determinazione a rifiutare ogni logica autoreferenziale che le hanno permesso nel corso della sua lunga storia di giocare un ruolo attivo nella società italiana. Se ne ha una conferma qualche mese dopo quando anche con il contributo dell’associazione, nel giugno 2006, la riforma costituzionale promossa dal centro-destra, che l’Anpi ritiene lesiva dell’equilibrio fra i poteri disegnato dalla Carta del 1948, viene respinta dal voto referendario.
Al Congresso di Chianciano cui partecipa in qualità di delegato dell’Anpi di Modena, Guerzoni viene eletto fra i componenti del Comitato nazionale. Nel suo intervento – proprio in vista della battaglia elettorale e poi referendaria – Guerzoni lucidamente invita a valutare come l’azione diseducativa dei governi berlusconiani abbia certo cambiato e in peggio il Paese, ma come nei suoi aspetti più deleteri abbia suscitato anche una inaspettata capacità di resistenza della società da cui è possibile ripartire a patto che le forze politiche che si rifanno all’antifascismo sappiano interpretare correttamente queste istanze, dimostrandosene all’altezza. Pur senza scendere sul terreno degli schieramenti politici, Guerzoni indica così per l’Anpi un ruolo positivo di mediazione fra società e partiti, federando sul piano culturale e identitario forze e istanze altrimenti fra loro diverse.

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