i libri

Ivana Melloni

 

Giovani di Garbagna

alla battaglia di

San Martino

24 Giugno 1859

 

Il contributo di un paese

alle Campagne Risorgimentali

2011

ISBN-13: 978-88-7536-267-1

pp. 100

cm 15x21

€ 12,00

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Ivana Melloni vive tra Garbagna (AL) e Torino, dove per anni ha insegnato lettere negli Istituti Tecnici Commerciali e nel Liceo Economico Sperimentale. Con l’Istoreto e l’I.T.C. “Quintino Sella” di Torino ha contribuito alla costituzione della Rete degli Archivi della scuola, alla pubblicazione dei relativi lavori e alla realizzazione di corsi di formazione per l’uso didattico degli archivi scolastici. Nell’ambito del Progetto Storia ’900 – Polo Centro di Torino ha partecipato nel 2005 all’indagine “Il senso del tempo – Indagine sui giovani e la storia al passaggio nel nuovo millennio”, con le scuole aderenti e con la consulenza scientifica di Roberta Santi del Corep e Riccardo Marchis dell’Istoreto.

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Una piazza attraversata tante volte e poi, un giorno, per caso, la lettura di due nomi, incisi sulla base del monumento che la città di Tortona dedicò ai caduti del circondario nelle guerre per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia, suscita la voglia di sapere. Comincia così una ricerca, condotta tra archivi e musei, che, incrociando i principali avvenimenti della politica del Regno Sardo con le inevitabili ricadute sulla vita quotidiana di Garbagna, piccolo borgo della Val Grue, nel Tortonese, porta all’identificazione dei suoi 87 giovani che fecero una o più delle sette campagne dal 1848 al 1870 per l’Indipendenza italiana. Nel gruppo di coloro che parteciparono alla Campagna del 1859, quella che più diffusamente è chiamata seconda guerra d’indipendenza, l’attenzione si sofferma sui dieci garbagnoli che ebbero in sorte di partecipare fisicamente, il 24 giugno 1859, alla battaglia di San Martino, la più cruenta di tutto il Risorgimento, dove due di loro persero la vita. Mentre, contemporaneamente, nella vicina Solferino l’esercito francese affrontava gli austriaci, quello sardo li fronteggiava a Madonna della Scoperta e, con la massima concentrazione di brigate, a San Martino. Durante quattordici interminabili ore, sotto un sole ardente e poi sotto una pioggia e un vento impetuosi, i soldati e i tanti volontari inquadrati nell’esercito portarono per sette volte l’assalto alla collina del Roccolo, roccaforte austriaca, e solo a sera ebbero ragione di un nemico superiore per uomini e mezzi. Il coraggio, la determinazione e l’eroismo dimostrati fecero loro guadagnare il rispetto dell’avversario, in precedenza beffardo, e di tutta Europa. Si dice che l’esercito, entrato sardo in battaglia, ne sia uscito italiano e per questo la battaglia di San Martino è considerata la più importante del nostro Risorgimento. I dieci soldati di Garbagna, e con loro tutti i giovani e giovanissimi che lottarono per l’Italia, diventano quindi il simbolo, come scrisse Massimo Mila, di “… quel tipo di italiano, tutto d’un pezzo, duro come la roccia, raro a vedersi, in verità, ma che c’è e salta fuori solo quando ce n’è bisogno, nei momenti supremi”, quali furono, nel tempo, il Risorgimento, la battaglia sul Piave, la Resistenza.

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