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Una piazza attraversata tante
volte e poi, un giorno, per caso, la lettura di due nomi, incisi sulla base del
monumento che la città di Tortona dedicò ai caduti del circondario nelle guerre
per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia, suscita la voglia di sapere. Comincia
così una ricerca, condotta tra archivi e musei, che, incrociando i principali
avvenimenti della politica del Regno Sardo con le inevitabili ricadute sulla
vita quotidiana di Garbagna, piccolo borgo della Val Grue, nel Tortonese, porta
all’identificazione dei suoi 87 giovani che fecero una o più delle sette
campagne dal 1848 al 1870 per l’Indipendenza italiana. Nel gruppo di coloro che
parteciparono alla Campagna del 1859, quella che più diffusamente è chiamata
seconda guerra d’indipendenza, l’attenzione si sofferma sui dieci garbagnoli che
ebbero in sorte di partecipare fisicamente, il 24 giugno 1859, alla battaglia di
San Martino, la più cruenta di tutto il Risorgimento, dove due di loro persero
la vita. Mentre, contemporaneamente, nella vicina Solferino l’esercito francese
affrontava gli austriaci, quello sardo li fronteggiava a Madonna della Scoperta
e, con la massima concentrazione di brigate, a San Martino. Durante quattordici
interminabili ore, sotto un sole ardente e poi sotto una pioggia e un vento
impetuosi, i soldati e i tanti volontari inquadrati nell’esercito portarono per
sette volte l’assalto alla collina del Roccolo, roccaforte austriaca, e solo a
sera ebbero ragione di un nemico superiore per uomini e mezzi. Il coraggio, la
determinazione e l’eroismo dimostrati fecero loro guadagnare il rispetto
dell’avversario, in precedenza beffardo, e di tutta Europa. Si dice che
l’esercito, entrato sardo in battaglia, ne sia uscito italiano e per questo la
battaglia di San Martino è considerata la più importante del nostro
Risorgimento. I dieci soldati di Garbagna, e con loro tutti i giovani e
giovanissimi che lottarono per l’Italia, diventano quindi il simbolo, come
scrisse Massimo Mila, di “… quel tipo di italiano, tutto d’un pezzo, duro come
la roccia, raro a vedersi, in verità, ma che c’è e salta fuori solo quando ce
n’è bisogno, nei momenti supremi”, quali furono, nel tempo, il Risorgimento, la
battaglia sul Piave, la Resistenza.
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