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Diciannove poeti lituani contemporanei

 

Cura, note e traduzione dal lituano di Pietro U. Dini
 

 

 

2020

ISBN-13 978887536455-7

pp. 186

cm 15x20,5

€ 16,00

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Giedrė Kazlauskaitė

Jurgita Jasponytė

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Ilzė Butkutė

Vytautas Stankus

Indrė Valantinaitė

Mindaugas Nastaravičius

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Aušra Kaziliūnaitė

Ernestas Noreika

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I testi

L’antologia offre uno sguardo panoramico sui più recenti rivoli e rigagnoli segnati di recente dal fiume della lingua lituana. Si raccolgono qui diciannove voci di poeti lituani contemporanei, tutti nati prima della svolta del millennio e tutti concentrati nell’arco di poco più di vent’anni, seguendo un criterio informativo e rappresentativo insieme per render conto delle varie tendenze e delle personalità emergenti nel panorama poetico lituano.

Il lituano è stato ed è ancora simbolo dell’identità nazionale. È una lingua indoeuropea che forma, assieme al lettone (e ad altre lingue oggi non più parlate), il gruppo baltico che, nel contesto indoeuropeo, si caratterizza per arcaicità e conservatività.

I fatti storici tra fine Novecento e anni Duemila – crollo dell’URSS e restaurazione della Repubblica di Lituania, ingresso della Lituania (e delle altre due Repubbliche baltiche) non certo in un’unione confederale di Stati europei, bensì nella compagine di una Unione Europea governata dalla globalizzazione globalizzante – hanno segnato uno spartiacque, culturale e anche biografico, e prodotto una mescolanza di opportunità e di sgomento, di illusione e disillusione, tale che è assai complesso comprendere come il cambio abbia influito sui poeti che in questa fase hanno cominciato a tessere la loro tela creativa...

 

 

* * *


Gintaras Bleizgys

 

Lettera dal nord

 

il tempo è la notte e le notti vivendo al nord superano

il giorno; il tempo intreccia la fune della notte

io cercai te; luccica la neve

 

da noi le notti son più lunghe del giorno e la neve

ustiona il giorno il sole; è così freddo il tempo

abita nelle vesti; dal nord s’ingrossano i capelli

 

e le stelle son più chiare dell’inverno; io cercai

te nel prato del nord poiché i prati

non sono solo neve; ma nelle vesti abitava la notte
 

 

* * *

 

Donatas Petrošius


Dopo pranzo fino a cena

Ora non posso ancor dire di vedere a metà

giornata le costellazioni. Vedo soltanto

Venere poiché solo lei sa spogliarsi così.

 

Gli angeli sono creature molto semplici.

Sono protettivi e non si spaventano mai,

sebbene con me succede qualcosa di pauroso.

Non è stato nulla, mi dico, quand’è passato.

 

Quando i miei vicini pensionati guardano

le notizie della sera, dalla segheria rincasano

grandi come draghi i loro figlioli.

 

Passano accanto alle finestre, bussano e

dicono: guardate, qualcosa brilla nel Sole.

 

Non occorre essere un grande drago per non apprendere

un bel nulla, e quest’estate come già l’anno scorso:

solo sporcizia, accumulata dai sogni sotto le unghie.

 

Dopo pranzo e fino a cena vago fra un melo

e l’altro. Qualche cane ulula

a memoria, qualche cane per abitudine.

E quando ululo da solo, mi ascolta

un cielo grande, eppur azzurro.

 

 

* * *


Jurgita Jasponytė

 

Fra gli spazi o spartiacque

Il viso della madre è

quel finestrino nell’ingresso

merlettato

e nasce il mondo là

oltre il disegno della cortina

lungo il sentiero per la sauna

talora rivoltato verso il mio interno

 

residuali indizi di case vissute

trincee nei boschi, segno di mortali

sparatorie:

spazio in equilibrio

fra la vita e la morte

fra la casa e la sauna

fra ora e domani

fra sono ancora

e

non fa già più male. 

 

* * *


Ilzė Butkutė

 

Sei come la foresta

           sei come la foresta

in te paziente sta in agguato la lince

a mezz’inverno esausti cumuli di neve

coprono i paraggi del tuo cuore

in te è così quieto che s’ode

anche il cadere di un ago

e come la propria nascita sogna

il fàrfaro dell’anno trascorso

 

           sei come la foresta

ti scorre attraverso quel fiume

che all’imbrunire ti soffia sui palmi

un bianchiccio vapore serotino

nell’infinita stanza verde dei segreti

passeggia un uccello

e sussurrando ai muschi racconta

i suoi incantesimi

 

           sei come la foresta

al tuo fianco vieppiù s’addossano lupi

e la primavera nelle tue viscere

lentamente disgela

l’hai disillusa e disincantata

e al sogno l’hai distolta

cresciuta l’accommiaterai

e presto dimenticherai questo silenzio
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