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Gintaras Grajauskas, poeta lituano
attivo nella città portuale di Klaipėda sul Mar Baltico,
è autore di componimenti ironico-speculativi, redatti in uno
stile colloquiale, con frequenti e compiaciute
‘cadute’ verso il registro del parlato di strada, e
altrettante ardite ‘risalite’ verso inattese
pointes meditative.
Racconta
storie a prima vista banali della vita d’ogni giorno. Ma il
dato banale non si palesa immediatamente: è trasfigurato
mediante un calcolato uso dell’ironia e dalla scelta di un
punto di osservazione meno scontato, talora addirittura tale da
debanalizzare il dato medesimo.
Grajauskas ha opportunamente
appreso a usare una nuova (rispetto a quella già in uso
durante l’epoca sovietica) ‘lingua di
Esopo’. Di essa necessita anche la letteratura
contem-poranea, giacché per la sensibilità
moderna sarebbe patetico esprimere con un’articolazione
tradizionale le verità più significative
— il pašaipus
ir liūdnas žinojimas
(beffardo e triste sapere) del poeta —, che si preferisce
invece esprimere sottotono o con allusioni.
* * *
giacché ben
altro sono di quel che vi aspettavate
giacché ben altro sono di quel che vi aspettavate,
altre le mie mani, l’andatura, lo stile di vita,
se mi chiedono una cosa, io un’altra rispondo
giacché ben altro sono di quel che si vorrebbe
essere, al buio, senza contare lampioni viari,
donne, scale, finché s’affaticano gli occhi
giacché in altro luogo sono e non là dove
esser dovrei, dove m’attendono invano,
poiché ben altro sono di quel che vi aspettate
in segno di pentimento debbo ogni sera
recitare buona sera, come state, grazie,
di me stesso affamato, cieco e solo
* * *
tramonto dell'occidente
quante merci! quanti colori
e che sfarzo! come nell’antico
bazar di Samarcanda.
ma perché è così
silenzioso,
né un litigio né uno
schiamazzo.
È forse morto qualcuno?
solo una musica s’ode appena,
in sordina come da oltre un nero
e pesante sipario.
solo commesse, come se nulla
fosse: ad ognuno augurano
buona giornata, quasi piangenti.
* * *
[edifico una barricata]
edifico una
barricata
intorno a me
spingo
l’armadio, il letto
rovescio il
frigorifero
loro inviano un
negoziatore
il venditore di
pizze
opporsi
è inutile, dice quello
opporsi
è inutile, convengo
quello esce come
un vincitore
lasciata la pizza
alla polpa di granchio
arriva il
postino: c’è per lei
una raccomandata,
firmi qua
firmo, entrambi
sorridiamo
opporsi
è inutile, dice la lettera
non discuto,
convengo gentilmente:
non
c’è neanche la più piccola speranza
allora arriva un
mormone: conosci tu
il disegno
divino, chiede il mormone
lo conosco,
opporsi è inutile, dico io,
e il mormone per
le scale mormora qualcosa
perfeziono la
barricata: tappo i buchi
con vecchi
giornali e gomma da masticare
suonano di nuovo
alla porta, e ancora
oltre la porta il
venditore di pizze
il mormone e il
postino
che altro
c’è, chiedo io
aveva ragione
lei, dicono quelli, opporsi
è
inutile, e non c’è la più piccola
speranza
perciò
stiamo dalla stessa
parte della
barricata
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