i libri

Sandro Montalto

 

Monologhi

di coppia

Prefazione

Prefaz. di Paolo Bosisio

 

 

marzo 2010

ISBN 13: 978-88-7536-248-5

pp. 60

cm 15x21

€ 10,00

 

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Sandro Montalto è direttore editoriale delle Edizioni Joker, e dirige le riviste «La clessidra» e «Cortocircuito». È redattore e consulente di molte riviste letterarie nazionali e internazionali e scrive su alcuni giornali. È fondatore e giurato di alcuni premi letterari.
In volume ha pubblicato le raccolte poetiche Scribacchino (Joker, Novi Ligure 2000), Pause nel silenzio (Signum, Bollate 2006) e Esequie del tempo (Manni, Lecce 2006); la raccolta di aforismi L’eclissi della chimera (Joker, Novi Ligure 2005); il volume di prose Crolli emotivi (Lietocolle, Faloppio 2006; nuova edizione Cento Autori, Napoli 2010); i saggi Compendio di eresia (Joker, Novi Ligure 2004), Beckett e Keaton: il comico e l’angoscia di esistere (Edizioni dell’Orso, Alessandria 2006), Forme concrete della poesia contemporanea e Tradizione e ricerca nella poesia contemporanea (Joker, Novi Ligure 2008).
Ha curato molti volumi, tra i quali Umberto Eco: l’uomo che sapeva troppo (ETS, Pisa 2009) e Fallire ancora, fallire meglio. Percorsi nell’opera di Samuel Beckett (Joker, Novi Ligure 2009).
Svolge la professione di bibliotecario e scrive anche di musica, cinema ed enigmistica su riviste specializzate, oltre a dedicarsi all’attività di compositore.

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I testi

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Della povertà drammaturgica che, a parte solitari esempi, ha investito le scene italiane contemporanee sono responsabili, in prima istanza, gli scrittori che, sovente, si accostano alla drammaturgia considerandola una declinazione in scala minore della letteratura cosiddetta alta e non, invece, uno fra i codici dello spettacolo, alle cui regole è necessario che essa corrisponda. Chi scrive per il teatro deve essere consapevole delle esigenze connesse all’allestimento del testo, come dei limiti e delle prerogative del palcoscenico: la vicenda prende corpo e sostanza con le parole degli attori, diventa fatto concreto – davanti agli occhi del pubblico – attraverso oggetti e pezzi di scenografia che possiedono una propria reale materialità e, dunque, sono sottoposti a regole assai precise.
Poiché in Italia non esiste – per tradizione purtroppo consolidata – la figura del dramaturg (presente invece nel teatro germanico e anglosassone), spetta al commediografo il compito di fare sì che l’opera sia adatta a divenire strumento dell’idea registica: proprio in tale ottica mi pare apprezzabile il lavoro di Sandro Montalto, che ha saputo conciliare le esigenze del teatro – ove tale termine va inteso come indicativo di un’arte composita e materiale – con quelle autentiche della sua poetica di autore. Montalto fotografa la realtà contemporanea, mostrando un mondo frammentario e incoerente, in cui il dialogo si smarrisce sino a divenire niente più che una sequenza di battute disconnesse e svincolate l’una dall’altra, una serie di frames deprivati della loro essenziale funzione comunicativa. La pausa diviene, dunque, un elemento in sé significante, capace di trasmettere allo spettatore l’ineliminabile individualismo dei personaggi che agiscono sulla scena. L’autore prescrive, del resto, che anche i momenti di parossismo sostanziale siano recitati con toni freddi e secchi, a indicare come il contenimento delle passioni agisca sempre a limitare il rischio di un dono troppo autentico di sé.
Il testo è definito dal suo autore una tragedia comica, a sottolineare il riconoscimento di quel quid ridicolo di cui la realtà abbonda: Montalto trasferisce sulla scena «una iper-chiacchierata, un emblema, un’antonomasia, un minimo repertorio di tipi umani riassunti in due burattini e di esperienze quotidiane sempre ai limiti dell’assurdo, ma non assurde», una sorta di cartina tornasole della piccola e crudele illogicità della vita quotidiana.
Monologhi di coppia lascia intravedere un occhio lucido e disincantato sul reale che, trasfigurato poeticamente, si svela al lettore – e allo spettatore – in tutta la sua desolante normalità.
                                                                                            Paolo Bosisio

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Sandro Montalto, Scribacchino

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Sandro Montalto, (a cura di) Fallire ancora, fallire meglio

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