i libri

Heinrich von Kleist

Andrea Laiolo

 

La duplice stanza del seno

 

Riduzione e versione ritmica

italiana di Penthesilea

 

 

2013

ISBN-13 978-88-7536-323-9

pp. 66

cm 15x21

€ 11,00

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L'autore

 

Heinrich von Kleist (Francoforte sull’Oder, 18 ottobre 1777 – Berlino, 21 novembre 1811). Dopo la carriera militare e gli studi di Legge e Filosofia ha cominciato a frequentare i salotti letterari e a spostarsi in varie cittŕ europee, da Berlino a Parigi a Berna a Lipsia a Dresda, coltivando la sua vocazione drammaturgica. Nel 1807 viene arrestato dai francesi per sospetto spionaggio ed in carcere comincia a scrivere Pentesilea. In quegli anni fonda una rivista letteraria, «Phöbus», progetta l’assassinio di Napoleone e scrive Caterina di Heilbronn e Il principe di Homburg, tra i piů importanti testi teatrali dell’Ottocento. Memorabile anche la commedia La brocca rotta (1806) e i racconti, tra i quali i fondamentali La Marchesa di O… (1808) e Michele Kohlhaas (1810). Nel saggio Sul teatro di marionette (1810) sviluppa idee avanzatissime sull’arte della recitazione e sulla metafisica della conoscenza. Da un’altra dimensione, ancora sconosciuta, ha collaborato, per quella che per gli uomini č una prima volta, con Andrea Laiolo a La duplice stanza del seno.

Andrea Laiolo (Asti, 6 giugno 1971). Si laurea con una tesi su La valenza scenica del verso alfieriano; esordisce come poeta lirico con Punctus contra punctum (Edizioni dell’Orso, 2004; Premio “Mario Pannunzio” per la Poesia 2005) e prosegue per i tipi dello stesso editore con le raccolte I sedici soffi del martello (2007) e L’avvento della perfetta pantera (2009). Presso le Edizioni Joker pubblica insieme a Donatella Lčssio Le intronate, parlate per giullara sola, volume che segna il sodalizio artistico con questa attrice, il quale prosegue con Donna a-gogna (pubblicata nel 2012 presso lo stesso editore nell’antologia Teatro aperto) e viene coronato dalla messa a punto del Teatro Creante, un metodo di messa in scena e di recitazione che, tra l’altro, puň comportare la traslazione del testo poetico in puri termini di teatro fisico. Le ultime raccolte poetiche pubblicate sono L’aranceto nel marmo (Joker, 2011) e La neve blu (Achille e La Tartaruga, 2012). Suoi scritti sono apparsi in volumi antologici e riviste. Da questa dimensione, apparentemente conosciuta, ha collaborato con Heinrich von Kleist a La duplice stanza del seno.

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I testi


Ho sempre pensato che per una rappresentazione di Pentesilea di Kleist, poema drammatico concepito dall’autore come un atto senza interruzioni, fossero necessari sia una riduzione del testo sia il mantenimento, nel caso dell’utilizzo di una versione tradotta, della forma in versi: questa sola infatti mi pare capace di garantire, in grazia della continuitŕ ritmica, anche la continuitŕ e coerenza drammaturgiche. La duplice stanza del seno nasce dal bisogno di teatro e dal rispetto di questi due principi. (A.L.).

 

* * *

 

(Entra un capitano)

Achille

Che mi rechi?

Capitano
                       Allontŕnati, Pelěde!
La sorte delle armi, che volge come
il tempo, nuovamente vittoriose
trascina le amazzoni. Qui si
rovesciano al grido: Pentesilča!

Achille
A me le armi! I cavalli! Con le ruote
del mio cocchio voglio dilaniarle!

Pentesilča (con labbra tremanti)
No! Guarda il terribile! Č proprio lui…?

Achille
Ancora distano da qui?

Capitano
                            Puoi scorgere
giŕ nella valle la loro dorata
mezzaluna.

Achille (mentre si arma)
                            Portatela via!

Un greco
                            Dove?

Achille
Nel campo greco, vi seguo fra poco.

Prňtoe
Oh mia regina!

Pentesilča
Oh Giove, e lampo a me non scagli alcuno!?

Capitano
Da questo luogo vŕttene, eroe
dei Dňlopi! Vai via!

Achille (al capitano)
                          Fallo per me:
aiutala.

Il greco
          Ella non si muove.

Achille
Pentesilča!

Pentesilča
Tu non mi vuoi seguire a Temiscira?
Tu non mi vuoi seguire in quel tempio
che sulle querce lontane torreggia?
Oh, vieni, ancora non ti dissi tutto!…

Achille (ora del tutto armato, la fronteggia e le porge la mano)
A Ftia, regina.

Pentesilča
                       Oh, a Temiscira!
Amico, oh, a Temiscira, io ti dico,
lŕ dove il tempio di Diana torreggia
fin sopra le querce! E se fosse Ftia
il posto dei Beati, ebbene, ebbene,
amico, oh, a Temiscira ancora,
laddove il tempio di Diana torreggia
fin sopra le cime!

Achille
Cosě perdonami, oh tu che sei per me
la piů cara: io farň erigere a te
un tempio simile presso di me.

(Entra Diomede con l’esercito)

Diomede (ad Achille)
La sola via che ancora resti aperta
te la recidono le donne ora!

 

[...]

 

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