i libri

Serena Stefani

 

Enfants d'Afrique

 

Traduzione  in francese

di Monique Baccelli

 

 

2009

ISBN-13 978-88-7536-208-9

pp. 76

cm 15x21

€ 11,50

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L'autore

Serena Stefani è nata a Pitigliano (Grosseto) nel 1973. Ha studiato all’Università di Firenze Storia e critica del cinema che, insieme al teatro, alla poesia e alla politica resta la sua passione. Attualmente vive a Gand, in Belgio, dove insegna italiano e collabora con associazioni per la diffusione della cultura italiana.
Ha lavorato nell’editoria scolastica e ha pubblicato alcuni contributi sul cinema. Sue poesie sono apparse in riviste e antologie.
Sempre di tematica africana il suo primo libro di poesie (anch’esso bilingue italiano-francese) Caverne/Cavernes pubblicato da Gazebo nel 2005.

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I testi


ATTO II - SCENA VI

L’antro della strega.
Dall’alto scendono due pannelli che tagliano in due la scena. Rimane solo un cuneo al centro, vuoto e scarsamente illuminato. Il resto si oscura. Al fondo del cuneo resterà uno stretto passaggio. Da questo passaggio entra la Strega che si siede per terra. Da un lato del proscenio ricompaiono Emmanuelle e Mehdi che si dirigono con cautela verso il cuneo.
Mehdi, davanti, si fa vedere dalla Strega che fa cenno di entrare nello spazio. Mehdi introduce nel cuneo Emmanuelle, la fa sedere e si pone fra le due donne: deve fare da interprete alla Strega che parla la sua lingua indigena. La strega parlerà nella sua lingua a bassa voce mentre in sala echeggerà la traduzione di Mehdi, registrata)


STREGA – (Guarda distrattamente la cliente. Getta dei sassolini per terra. Poi, dubbiosa, alza lo sguardo su Emmanuelle) **Non capisco perché ti trovi qui.
EMMANUELLE – È proprio la mia domanda.

La strega guarda Emmanuelle alcuni istanti, poi traccia dei segni per terra.

STREGA – (Scuotendo la testa) ** Tutto questo viaggio... Non sono abituata a parlare, non ho mai parlato. (Silenzio. Sospira) ** Se sei venuta da tanto lontano per ritrovarci, ti dico che tutto è finito.
EMMANUELLE – Sì... ma posso pagarti... ho i soldi, ti ascolto...
STREGA – ** Che mi hai portato dai tuoi paesi?

Emmanuelle tira fuori dalla borsa delle banconote, la strega scuote la testa, Mehdi gliele fa rimettere dentro.

STREGA – (Ancora scuotendo la testa) ** Qualcosa devi avermi portato... è stavolta che devo parlare...

Emmanuelle fruga dappertutto, mentre la strega continua a scuotere la testa. Alla fine trova qualcosa in un taschino del vestito.

EMMANUELLE – (Un po’ titubante, porge quello che ha trovato) Ho queste conchiglie... di una gita al mare...
STREGA – Ah... (prende in mano le conchiglie e le esamina)
EMMANUELLE – (c.s.) ...sono conchiglie del Mare del Nord... (Emmanuelle sa che la strega non conosce il Mare del Nord)
STREGA – (Le mette accanto alle sue e guarda Emmanuelle) ** È tardi. Io ho potuto parlare e prendere queste... le terre si ricongiungono, ma è tardi...
EMMANUELLE – (Riflette, esaminando la strega. Parla a braccio, associando) E non si può fare più niente...?
STREGA – ** Qui ancora c’è sangue, e siete venute a trovarmi... Ma il sangue non ha più potere, non vola sugli alberi. Questo è finito. Siamo solo quello che siamo, anche tu. (Silenzio) ** Le nostre conchiglie però sono diverse, come la forza che vieni a cercare.
EMMANUELLE – Come diverse?
STREGA – ** Qui la forza è un serpente che striscia sopra la terra. Quella dei tuoi antenati è una pietra che rompe il legno. (Pausa. Scuote la testa) Avremmo bisogno di tanto tempo, ma il tempo è finito.
EMMANUELLE – Ma se il tempo è finito, che resta? Dove siamo in questo momento? Dove saranno i nostri figli?
STREGA – ** Tu non hai figli. (Silenzio)
(Qui parla in francese, direttamente) Dammi quanto vuoi, quello che mi hai fatto vedere.


Mehdi annuisce. Emmanuelle le dà il denaro. Le due donne restano a guardarsi.
Buio. Sipario.


 

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