i libri

Virginia Boldrini

 

Limerick, 99

 

Prefazione di Stefano Bartezzaghi

 

I libri di

n. 1

 

2009

ISBN-13: 978-88-7536-215-7

pp. 116

cm 12x17

€ 10,50

 

L'autore

I testi

Recensioni

Riconoscimenti

Dello stesso autore

 

Acquista on line su:

9

9

9

L'autore

Virginia Boldrini è nata a Mirandola nel 1951, vive a Udine. Coltiva numerosi interessi fra cui, da alcuni anni, la scrittura breve e i giochi di e con le parole. Per l’editore Campanotto ha curato il libro Un’idea tira l’altra. Esercizi di scrittura ri-creativa (2004) e pubblicato il libro Viaggio a Limerick e dintorni (2006).

0

I testi

 

È il 1972 quando un giro di amici di Umberto Eco, Sergio Morando e Paolo De Benedetti, propongono la forma del limerick ai lettori di Wutki, la rubrica di giochi e di posta del mensile Linus. I lettori risposero subito, con caterve di limerick che finirono per comporre un «Giro d’Italia dei limerick» che ancora oggi viene citato come leggendario dalle persone più insospettabili. Normalmente non si ha idea di quante cose dei giornali di oggi provengano dal vecchio Linus, e basti dire che comprare Linus era l’unico modo allora per leggere le vignette del già grandissimo e già geniale Altan. I direttori dei giornali di oggi erano lettori del Linus di allora, e da Giovanni Gandini e Oreste del Buono hanno imparato tanto. Il Giro d’Italia dei limerick, come la rubrica di posta di OdB, penso che abbiano predicato – a chi aveva orecchie per ascoltare – un’attenzione, una considerazione non di maniera nei riguardi di chi leggeva le pagine del giornale. Oggi la chiamiamo, stancamente, «interattività»: allora era un’idea viva e vivace di giornalismo. Il gioco attraeva perché quella del gioco è innanzitutto una pragmatica: un modo per pensare e impostare le relazioni fra le persone. I giornali già avevano provato a informare, formare, indottrinare, spiegare, indurre, plasmare le coscienze: far giocare le persone, invece, era un programma quasi inedito e di grande intelligenza. Lo dimostra il fatto che siamo ancora qui a parlarne, ammesso che io non ne stia parlando da solo, come un anziano mentalmente instabile che bofonchia cose che non stanno interessando più a nessuno.

 

                                                                (dalla Prefazione di Stefano Bartezzaghi)
 

* * *

  11

C’era un signore di Spotorno
Che scriveva una lettera al giorno.
Le spediva senza indirizzo
Al posto del mittente uno sghiribizzo
Quell’anonimo signore di Spotorno.

  31

C’era una ragazza di Villesse
Che comunicava solo con sms.
Anziché parlare
Preferiva digitare
La taciturna ragazza di Villesse.

 
  96

C’era un uomo di Sironnia
Che soffriva di grave insonnia.
Contate pecore e agnelli
Cantava allegri stornelli
Condividendo coi vicini l’insonnia.

 
Recensioni
  28 agosto 2009   leggi
Riconoscimenti
Dello stesso autore

 

0