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Romanziere, saggista, poeta,
drammaturgo, Bernard Noël nasce il 19 novembre del 1930 a
Sainte-Geneviève-sur-Argence. La sua ricerca poetica si
muove nel segno di Artaud, Blanchot, Bataille, in
un’incessante ricognizione del rapporto tra scrittura e
corpo, tra eros e linguaggio. Noël non è solo
poeta, ma anche saggista politico, con riflessioni sul
«totalitarismo mentale» e sul «dispotismo
della libertà», e filosofico (sue alcune
osservazioni sull’enigma del nome nella Sindrome
di Gramsci). Come romanziere ha scritto, negli anni
’60, Il castello di Cène, che
fece scandalo per la violenza erotica, vista come violenza politica.
Ha scritto per e su diversi pittori, da Moreau a Géricault,
da Masson a Magritte, da Giacometti a Matisse, e sono numerose le sue
collaborazioni (plaquettes e libri d’arte) con pittori
contemporanei.
La sua opera spazia dal 1958 al 2006. Per le edizioni Lignes &
Manifestes pubblica: Artaud et Paule, L’Enfer
dît-on, Le Retour de Sade, Le
lieu des signes. Per le edizioni P.O.L.: Journal du
regard, Onze romans d’oeil,
Treize cases de je, Le 19 octobre 1977, La
Reconstitution, Portrait du Monde, L’Ombre
du double, Le Syndrome de Gramsci, La
Castration mentale, Le Reste du voyage, La
Langue d’Anna, L’Espace du
poème, Magritte, La
Face de silence, La Peau et les Mots, La
Maladie du sens, Romans d’un regard,
Un Trayet en hiver, Les
Yeux dans la couleur. Per le edizioni Fata Morgana: Une
messe blanche, Souvenirs du pâle,
Le double Jeu du tu (con Jean
Frémon), D’une main obscure, Le
Château de Hors, Le Tu et le Silence,
Roman de postures. Per le edizioni
Flammarion-Léo Scheer: Les Premiers mots.
Per le edizioni Gallimard: Le Château de
Cène, André Masson,
La chute des temps, Extraits
du corps. Per le edizioni Talus d’Approche: Le
Sens la sensure, Le rencontre avec Tatarka,
Quelques guerres. Per le edizioni
Unes: Fables pour ne pas, Extraits du
corps, Vers Michaux, Correspondance
(con Georges Perros), Lettres verticales. Per
L’Atelier des Brisants: Vieira da Silva, Onze
voies de fait, Le Roman d’Adam et Eve.
Per le edizioni Ombres: La Maladie de la chair. Per
le edizioni Scorff: Site transitoire. Per le
edizioni Memoire du livre: Dictionnaire de la Commune.
I libri in traduzione italiana sono: Il castello di
Cène (Milano, ES, 1991); Diario dello
sguardo (Milano, Guerini e Associati, 1992); Il
rumore dell’aria (Venezia, Edizioni del Leone,
1996); La caduta dei tempi (Milano, Guanda, 1997);
Notti al castello (Roma, L’Airone, 1998); Simbad
il marinaio (Roma, Motta junior, 1999); Paroles.
Specchi e versi dell’erotismo con Pey Serge (Roma,
Avagliano, 1999); Distanze. Tre monologhi, con
Peter Porter ed Edoardo Sanguineti, (ivi, 2000); Estratti del
corpo (Milano, Mondadori, 2001); La sindrome di
Gramsci (Lecce, Manni, 2001); La malattia della
carne (Catanzaro, Abramo, 2003); Artaud e Paule
(Novi Ligure, Joker, 2005). Tra i suoi principali traduttori: Donatella
Bisutti, Fabio Scotto, Antonio Prete, Lucetta Frisa.
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Ogni cosa mentale ha il suo retroterra che si perde
nelle tenebre. La scrittura cerca di dialogare con la figura che si
mantiene nella lontananza, nell’ oscurità. O ci
dà l’ illusione di mantenersi così. Per
molto tempo si è creduto che quel laggiù fosse in
qualche aldilà mentre invece si trova nell’
al-diquà. Che è molto prima, dalla parte
dell’ origine irraggiungibile e non di un dopo la cui porta
è la morte. Chi scrive, qui o altrove, vede alzarsi la sua
ombra, la vede avanzare, indietreggiare, perdersi. Ma è
proprio la sua ombra? O soltanto il suo doppio? L’ Io non
è nulla finché non si riflette nel Tu, ma in
questo incontro il Tu cancella l’ Io perché su di
lui ha il vantaggio del silenzio. Così la lingua
dell’ Io rimbalza sul Tu poi, essendosi riflesso in lui,
riempie d’ ombra la bocca dell’ Io. D’
ombra e di silenzio. Carica della sostanza oscura di questo ritorno, la
lingua trascina nella pagina la presenza essenziale del Tu come se,
vuota e bianca, la superficie specchiasse il paradiso perduto
dell’ unità.
Bernard Noël
* * *
sequenza 3
che cosa ci rende vivi
la mano si alza nera
la bocca è piena di tu
ciascuno sogna una metà
un te messo a nudo
tutto il sapere è una tomba
laggiù si muove la lingua
poi è una cucitura dell’ombra
in fondo agli occhi spogli
*
il tu dentro di te è un’anima
d’ombra tutto ciò che fu detto
nessuno ha un altro corpo
quel fumo là in fondo
un nome sulla lingua
tra i denti della notte
il silenzio è terra d’aria
luogo per mettere dell’altro
al centro di sé
*
lui e voi e chi polvere
del corpo stoffa di me
un po’ di nero su nessuno
qualcuno è uscito dal fiato
ha mangiato il mio viso
è dove io sono
quando non sono nulla
un sacco di tenebre
sottosopra
*
che cos’è la morte
dimenticanza del vetro e tu
entri nella materia
è inabitabile la transizione
tutto vuoto l’occhio vede
la sua carne d’ombra
la sostanza del passaggio si unisce
al gesto che fa passare
l’io verso il tu
*
è forma ma non di me
viso senza tratti
spessore forse del silenzio
nulla va fino in fondo al tu
una lama di miraggio buca l’occhio
tutto ciò che è fuori vive meglio
non più io non più esclusione ma chi
è dentro quell’essere là
colmo della mia stessa notte
*
carne di nulla tutta impagliata
di lingua niente saliva
neppure una manciata d’aria
un chi diviso in cosa
gli occhi vorrebbero inghiottirlo
la bocca lotta con una materia
un gusto di ferita
il corpo d’un tratto manca di corpo
continua tanto lontano da sé
*
che cos’è l’oggettività
la terra è curva e il senso
un dado buttato nell’occhio
lo spazio divora tutti i luoghi
bianca notte la bocca vede
il suo tu qualcosa una fossa
nell’aria una mano va via
ritagliando la forma del mondo
davanti ad ognuno si alza l’altro
*
la piega di un gesto un labbro
nel fumo qualcuno cammina
attraverso di sé e
non se ne va il tempo
tocca le mie ossa un’ombra
cerca la mia presenza
nella luce che uccide
tutta la vita scorre fuori
la memoria più non respira
*
un tu inciso nello sguardo
scava di fronte lo stesso buco
centrale come nell’occhio
chi è solo vede la solitudine
alla fine di tutto un viso nero
forbici d’illusione
ritagliano un io d’angelo
la sua ala nella mia bocca
è la lingua del tu
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