|
La
trasformazione degli antichi manicomi in strutture sanitarie a regime
aperto ha promosso ai loro interni lo sviluppo di attività
creative quali atelier di arti figurative, teatro, musicoterapia. Tra
questi laboratori, differenti fra loro nelle intenzioni e motivazioni,
ne emergono alcuni caratterizzati dalla conduzione di una particolare
ricerca.
Ho
tentato, al riparo della loro intimità e segretezza, di
scoprire quali legami si instaurano tra l’artista
“tutor” o conduttore e l’artista
partecipante al laboratorio. Ho incontrato queste nuove
“rivoluzioni umane” continuando il mio viaggio per
un’altra Italia, sorta all’ombra del sogno di
Franco Basaglia. Focolai sparsi che attingono ad un grande fuoco
originario.
Io sono
“con” l’altro.
Io sono
con la mia storia.
Io sono
un altro.
E gli
altri sono la mia storia.
Eterna
metamorfosi dell’Uno originario.
Gustavo Giacosa
Giuliano
Scabia, Il volo del gabbiano vestito da sposa
I.
Elogio dell’altro
Pippo
Delbono, L’altro
Gustavo
Giacosa, Elogio dell’altro
- Le maître fou
- Immagini
- Gli atelier
II.
A regola d’arte
Claire
Margat, L’uno nell’altro
Teresa
Maranzano, A regola d’arte
Anne-Françoise
Rouche, La creazione come incontro di catch
III.
Due ma non due
Sergio
Crapiz, Due-ma-non-due
Dieter
Schlesak, La condizione stessa è questo canto
Marco
Ercolani, Il piacere terapeutico
0
|