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Domenico De Ruosi

Parole sparse

2006

ISBN 88-7536-068-5

pp. 48

cm 12x21

€ 8,00

 

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L'autore

Domenico De Ruosi è nato a Piedimonte Matese nel 1988.
I suoi versi sono stati pubblicati su varie riviste di cultura poetica tra cui Ellin Selae e La clessidra.
Attualmente frequenta il Liceo Scientifico Statale “L. Da Vinci” di Vairano Scalo.

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I testi

La poesia del giovanissimo Domenico De Ruosi è per più versi una gradita sorpresa: il suo immaginario, infatti, appare già formato e ben distinto dalla costellazione di stereotipi che caratterizza il mondo degli adolescenti e che, anche quando è trasposta nelle prime prove letterarie, offre spesso una banalizzazione inconsapevolmente parodistica. De Ruosi ha invece, fin dall’esordio e quindi secondo le modalità innate del vero poeta, la capacità di aprirsi all’osservazione del mondo e alla trasfigurazione in versi del vissuto.
Se la stragrande maggioranza dei giovani poeti – anche molto più maturi, almeno all’anagrafe, del poeta di Caserta – fatica a scindere l’Io scrivente dall’Io biografico e spesso costruisce irrilevanti romanzetti sentimentali in versi sciatti (o peggio ancora insipide raccolte di aneddoti personali), De Ruosi gioca le sue carte sul terreno ben più alto, sebbene insidioso, della riflessione e del pensiero. La sua poesia prende le mosse da un momento intensamente convergente di osservazione di fatti e riflessione, e si spinge con naturalezza nel territorio della narrazione e di qui in quello della parabola, cioè della narrazione con morale, viso a viso con una riflessione che sa già farsi spietata (quindi oggettiva, distaccata) ma che è tuttavia sempre aperta alla pietas, alla comprensione e al desiderio di costruire legami con il mondo e l’umanità.
Queste caratteristiche, come minimo, attestano una forza poetica che l’esperienza artistica (ma più ancora umana) saprà senza dubbio arricchire e disciplinare negli anni e nelle prove successive; per il momento, non è davvero poco poter godere di una scrittura già attenta alle scelte stilistiche, indirizzata verso una espressività molto personale e dotata di una sua forza peculiare, del tutto convincente in poesie come In principio (p. 15), Rumori di rumori (p. 21) e La partenza (p. 28).

                                                                                                        Mauro Ferrari

 

* * *

 

In principio

Siamo nati
in bilico
e col tempo
abbiamo imparato a cadere.
Il vento sbiadisce i ricordi
imbiancati di nero
ferisce l’anima.
Non è valso a nulla
piantare
il seme della felicità,
non è mai nato.
Noi che non sappiamo
nemmeno sotto quali sembianze
si presenti
la felicità.

 

* * *

 

Rumori di rumori

Avete vissuto
circa un milione di vite
imparando
poco più di niente.
Lasciate la parola al silenzio
ascoltate lo scroscio del torrente
il suo defluire irrequieto.

Senza saperlo
ho sempre conosciuto
soltanto questo rumore,
il rumore del tempo
per quello che è.

 

* * *

 

Cielo d’acqua

Il cielo che vi fa da tetto
quest’oggi è più che mai sereno
limpido come uno specchio d’acqua.
Con le schiene rivolte ad un prato
ve ne state lì a fissarlo meravigliati
e non ci giurereste
ma pare si vedano
le vostre immagini riflesse.

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