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i libri

Salvatore Anzalone

L'equilibrio

dell'anima

2007

ISBN 978-88-7536-119-8

pp. 56

cm 12x21

€ 9,50

 

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L'autore

Salvatore Anzalone (1965) vive e lavora a Bologna.
Nel 2004 ha pubblicato Passatempi e missive, raccolta poetica stampata in proprio.
È presente nell’antologia poetica Poeti bolognesi dopo il 2000, a cura di Bruno Brunini e Carla Castelli (Giraldi Editore, 2006).
Il suo sito internet è www.salvatoreanzalone.it

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I testi

 

Anzalone sa muoversi abilmente sul crinale tra diarismo e grido, fra innocenza e denuncia. Sa gettare l’ancora nei territori della mente schivando ogni faciloneria di pretesa psicologica. Gli piace anche, all’opposto, sfidare i moduli del pensiero personale e privato più trito, riuscendo a cogliere (come un poeta sa ben fare) nel linguaggio quotidiano ciò che davvero riflette il caleidoscopio interiore dell’essere umano, e grazie a sapienti inserimenti di un verso armonioso e legante trasformare tutto nel limpido pronunciamento di un uomo più acuto degli altri, più legato al linguaggio di qua e al mondo e all’uomo di là. Vale a dire, semplicemente e assolutamente, mi ripeto, un poeta.
Non va trascurato il paratesto, sul quale è importante porre l’accento. Una citazione dal filosofo e politologo Bobbio, ad esempio, come apertura di un capitolo di liriche, non è cosa normale né scontata, così come non è scontato l’utilizzo che Salvatore Anzalone fa, in una raccolta di poesie, di una riflessione sugli “uomini di cultura” in generale. È da accogliere con entusiasmo questo tentativo (sia o no consapevole davvero non importa) di ridare al poeta la dignità di uomo di cultura, vale a dire di pensatore che, tramite i modi espressivi da lui privilegiati, contribuisce alla lettura dell’esistenza.
Riacquistando questa consapevolezza i poeti potranno fugare ogni fanatismo, guardare con lucidità ogni esibito equilibrio che, come denuncia una poesia, sfrutta la giustizia ma non è detto che permetta una crescita disposta ad accogliere l’amore. E riuscire così fruttuosamente a «riascoltare le parole», decidere quando occorre dimenticarsi «il senso delle cose» o «tramandarle», salvare la bellezza, guardarsi «negli occhi» e così davvero «capire l’emozione».
 

Sandro Montalto

 

* * *


Questione privata la poesia come l’amore
non bisogna preoccuparsi di mentire
per entrare nella grande famiglia
ci vogliono le conoscenze,

migliore occasione tornando da un lungo viaggio
è trovarla pronta ad aspettare come una donna.

 

 

* * *

 

Ascoltando le indulgenze di chi continua
a perder tempo nel parlare,
si potevano chiudere gli occhi
per immaginarsi un silenzio
di quell’altro che si concentrava per cantare.

Cosa racconteranno a Dio, se esiste
nel giorno del giudizio:
forse dell’ultimo mondiale
ai calci di rigore?

Senza vederli, a Dio piacendo.

 

 

* * *

 

Il perché del mondo crudele
è nelle pupille dei bambini
ma senza i viaggi della mente
i sogni finiscono.

 

 

* * *

 

 

Alludere all’amore e mai dubitare della scelta:
perdersi nei propri desideri.

Fedeli a se stessi e in un respiro
affondare le radici
nel battito di cuore – tragitto inverso –
sentirne una parola del racconto di una storia
con l’immagine dell’anima
che si allunga quasi a diventare
cibo per altre anime
o nel chiudersi di gola
con la narice sola a fare vento
e la voce ironica saprofita della coscienza
a captare le mosse
il fascino del silenzio.

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