home 

chi siamo 

novità 

collane 

catalogo 

la clessidra 

cortocircuito 

dicono di noi 

librerie fiduciarie 

appuntamenti 

collaborare 

contattaci 

links 

ISRAT 

 
i libri

Alessandro De Santis

Il cielo interrato

2006

ISBN 88-7536-083-9

pp. 80

cm 12x21

€ 10,50

 

L'autore

I testi

Recensioni

Riconoscimenti

Dello stesso autore

 

Acquista on line su:

9

9

9

L'autore

Alessandro De Santis è nato a Roma nel 1976. Si è laureato in Storia contemporanea con una tesi sull’emigrazione marchigiana verso la Capitale nel secondo dopoguerra. Vive a Lanuvio.
Suoi testi sono apparsi su diverse riviste e le sue Pupille sono presenti nell’antologia poetica Voci Condivise (Fara Editore, 2006)
Il cielo interrato è la sua silloge di esordio.

0

I testi

La poesia di Alessandro De Santis è quella dell’essenza del messaggio e dell’urgenza di comunicarlo; lo si evince non solo dalla brevità di molti testi, ma soprattutto dalla presenza di tutti quegli elementi che portano l’autore a confrontarsi, non tanto con la vastità della materia e del pensiero, quanto con la sua profondità. Una scrittura ridotta al nocciolo, alla ricerca del centro nevralgico attorno cui ruota il discorso, dove poco o nulla è lasciato al contorno, alle periferie della forzatura linguistica. Il lavoro di potatura dell’eccesso si distribuisce su molteplici livelli, dai nessi tematici, al tono del linguaggio, alla naturalezza degli artifici. Il lettore ha l’impressione di trovarsi al cospetto di un panorama notturno; luci lontane della città invisibile della verità: «La verità è una città invisibile... Senso segreto degli oggetti / a ovest dello specchio...» (Lo spazio nudo, p. 74).
E il fine ultimo della poesia di De Santis sembra quello di svelare il senso segreto delle luci che compongono l’incanto. Non è sufficiente osservarne la caotica bellezza; occorre andare oltre, scorgere Le cose dietro il sole, scavare fino a contemplare Il cielo interrato (non a caso così titolano la prima sezione e l’intera silloge). Luci ingannevoli, ma anche fuochi di sensi che «bruciano il sangue» (Quaderno di riflessi, p. 68), «che aspettano nel fuoco chiedendo alla cenere dell’amore ultimo» (Primo amore – un film, p. 72). Il linguaggio abbraccia una mai lenta processione d’immagini nude, forti della loro semplicità inventiva. È il linguaggio presente dei videoclip e degli spot (cui tematicamente attinge più volte), sostenuto da una vena lirica lieve, mai retorica, sovente ipnotica. Difficile ricondurre il tutto ad un modello. De Santis è un poeta che i modelli se li è lasciati alle spalle, consapevole della fuggevolezza della lezione poetica: «Una via crucis di cherubini e marionette / un sentiero di incarnazione che reca ben poche impronte» (Pioggia su ciascuno, p. 65).

                                                                                                     Cesare Oddera

 

* * *

 

Fiori neri

Cinerea sabbia muove sotto i miei piedi
sublimi silenzi mi sorprendono nudo
ed il vento ha smesso di pensarmi
Ombre rapide feriscono lo sguardo
una danza balcanica sembra infrangersi sulla scogliera
Non voglio nient’altro che fantasticare di
chiome sciolte coperte di neve
lasciando a uniformi con la faccia dei nostri figli
di cogliere i fiori di un futuro senza più stagioni...

 

* * *

 

Quaderno di riflessi

I sensi bruciano il sangue
Sospiri tumultuano tra le dita
l’inquietudine è un corallo sotto il ghiaccio
onde spietate sotto i portici
scarpe spaiate senza nome
Una qualche gioia del pensiero
nulla denudato in insonne attesa...

 

* * *

 

Lo spazio nudo

Dio salvi chi può
Chi può salvi se stesso
La verità è una città invisibile
un sentiero di accoppiamenti giudiziosi
La meccanica silenziosa dell’assedio
melodiosa luccicanza pezzo a pezzo
Senso segreto degli oggetti
a ovest dello specchio...

0

Recensioni

Blogspot di Stefano Donno 2007 [Nunzio Festa]  leggi

Riconoscimenti
Dello stesso autore
0