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Prefazione
È “solo per i tuoi occhi”, la poesia di
Lucio Cattaneo, che si apre in un esordio per più versi
interessante: la cifra dominante del giovane poeta lombardo, infatti,
in coincidenza di stile e temi, è quella del sussurro lirico
con venature elegiache, incentrata sull’auscultazione del
proprio Io esperienziale calato in un universo denso di simboli, echi,
significati e rispecchiamenti. La poesia di Cattaneo è
infatti giostrata sull’alternanza fra mondo
dell’esperienza e coscienza che riflette su di sé,
in tensione fra monologo sincero e a volte crudo con il proprio Io e il
dialogo appassionato con l’amata - ora a cercare conferme,
ora ad aprirsi alla lode, ora a rendere transitiva la mole di pene e
affanni che da sempre all’interno della cifra lirica si
associa all’amore. E forse, proprio di Amore è
bene parlare in questo caso, evitando la trappola di più o
meno proficue e autorizzate “fallacie
autobiografiche” che tentino di ricostruire a ritroso,
partendo dal deposito sulla pagina, una Bildung
concreta.
Il mondo poetico del giovane autore presenta una
“ambientazione” non di rado esotica, atta ad
esaltare la sensualità che promana dai versi e che si
riflette in un continuo gioco di specchi sul sentimento poetante:
«La risacca, / col suo eterno movimento, / scandisce i
battiti del cuore, / il cuore del mare.» (Parole,
p. 15)
Sono mare e cielo, più che occorrenze precise e localizzate,
a creare lo sfondo più appropriato, in cifra spesso cosmica,
per questo ragionar d’amore: a tratti abbiamo lo slancio
tutto passionale verso l’amata, con l’aprirsi a una
affettuosa e confidenziale sensualità, apparentemente
sicura, appagata, a tratti il testo invece si apre a una riflessione
sulla mancanza, l’assenza, la lontananza, la ferita.
Il verso, che si aggira nei dintorni di un verso libero non di rado a
un solo accento, mostra interessanti allontanamenti dalla prassi
più consolidata di far coincidere verso e sintassi: sono
frequenti gli enjambement anche coraggiosi e le
spezzature (si veda Piccola onda, p. 31 o Peau
blanche, p. 41); soprattutto, però, la cadenza
viene a rasentare, specie nei momenti più ragionativi, il
dettato prosastico del pensiero, lontano da ritmi blandi e cantilene.
In sostanza, un esordio pieno di promesse, che Lucio Cattaneo
dovrà - e ne ha mezzi e coscienza - confermare in prove
successive che attendiamo con vivo interesse.
Mauro Ferrari
* * *
Parole
La risacca,
col suo eterno movimento,
scandisce i battiti del cuore,
il cuore del mare.
Gabbiani volteggiano
come pensieri
e lanciano grida stridule,
per farsi ascoltare.
Il vento scuote ogni cosa,
alza la voce,
impone la sua forza.
Dentro me c’è quiete,
il ticchettio leggero
della tua voce
è dolce ed assorbente,
le parole fluiscono
dalle tue labbra e
come mani attente
mi trasportano
sopra l’oceano
vibrante
delle emozioni.
* * *
Flam nur inin
(Solo per i
tuoi occhi)
Suoni di terre lontane
evocano alla mente
racconti
di uomini forti,
guerrieri spietati.
Dentro un cuore indurito
nacque un pensiero,
flam nur inin,
dedicato chissà
se a donna
od oggetto?
Parole d’amore
che nel tempo
e sul vento,
sfuggite alle labbra
di chi le pensò,
ora giungono a me.
Stupito da tanta
dolcezza,
le rubo
e le dedico a te.
Luce dei miei occhi
marini
che rinnovi
ogni giorno
la gioia del
mondo.
* * *
Peau blanche
Pelle bianca
come luna,
occhi di acque
calme.
Sorridi e
dalle tue labbra
raggi di sole
abbagliano gli astanti.
Le tue dita si muovono
precise
in una danza che
ammalia i cuori.
Adesso, sul mare
il vento agita i capelli
così come la mia
notte
è agitata dal
pensarti.
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