i libri

Sebastiano Cellentani

Filidietanasolieta

ISBN 88-7536-035-9

2005

pp. 84

cm 12x21

€ 11,00

 

L'autore

I testi

Recensioni

Riconoscimenti

Dello stesso autore

 

Acquista on line su:

9

9

9

L'autore

Sebastiano Cellentani è nato nel 1979 a Castel San Pietro Terme (Bologna). Si è diplomato al Liceo scientifico, dedicandosi sempre allo studio della musica, sia classica che contemporanea (principalmente sperimentale e jazzistica), attraverso la chitarra, il basso e la batteria. La sua vera passione, tuttavia, è stata e rimane il pianoforte, al quale attualmente dedica quasi tutto il suo tempo.
Filidietanasolieta è la sua prima raccolta poetica.

0

I testi

Le vie della sperimentazione e anche del serissimo gioco linguistico di scomposizione e ricomposizione di significati e significanti sono, come si sa, innumerevoli; così che è sempre una sorpresa trovare chi riesca a creare accenti di novità e originalità, per di più additando ulteriori territori da investigare. La poesia e la prosa del giovane Sebastiano Cellentani hanno appunto questa caratteristica: lo scrittore indaga le infinite possibilità del barbaglio linguistico, della destrutturazione del senso, e infine il piacere del trovare che, alla fine, il significato paradossale sta nell’esporre la continua sconfitta del lettore di fronte a un testo che, più che oscuro o inintelligibile è, epistimologicamente, indecidibile: «Perché il nocciolo è scoprire non capire. / Qualsiasi parola con due lettere gemelle / si prenderà sempre gioco di te» (p. 19). Una dichiarazione tutta esplicita in un libro spesso obliquo, che costituisce una chiara affermazione di poetica: la poesia o, meglio, la scrittura, come esplorazione delle possibilità di creare un senso e, specularmente, la lettura come ri-scoperta di quel senso - o di infiniti altri, se accettiamo i principi di Derida.
Si tratta, comunque, di una sperimentazione lontana dagli ambiti del primo Viviani, teso alla finta ricostruzione di una superficie apparentemente comprensibile e invece tutta irta di faglie e sommosse; né ci pare possibile un parallelo con Cacciatore, Zanzotto o Ruffato, serissimi indagatori dei limiti della parola - ancorché una parola sfuggente, che nasce e muore in una pura lallazione. Piuttosto indicheremmo, quali possibili compagni di viaggio, certi poeti di area futurista quali Marinetti e soprattutto il Soffici di Bif & zif 18, Simultaneità e Chimismi lirici, Apollinaire e il Dada, e infine alcuni autori del Gruppo 63, tra cui il Sanguineti di Laborintus, Balestrini e soprattutto Landolfi per l’inventiva della prosa.
Additare influenze che più che legittimare un autore ne sminuiscono l’apporto personale è però poco produttivo: nel caso di Cellentani preferiamo invece sottolineare l’intelligenza costruttiva, il sottile gioco fra il pessimismo drammatico del nonsense da un lato e, dall’altro, la vena canzonatoria e fiabesca che costituiscono la pars construens di questo poeta che fin dall’esordio ha trovato una voce e una propria sfera tematica.

                                                                                                       Mauro Ferrari

 

* * *

 

In metto folle

 

Discesalilitigando

Mitigandolalilla

Opportunostromovere

Manialevaunpopiuinla

Midoremosollasol,

simiduolesserdasol.

Salietandosifatardi

scendiscendiluimifa.

:

"mettinfolletaleleva!

ltuocervelnonfarapiega!

Lasolsali,

sisolscendi!

Noistiamqui,

tiaspettiam!"

 

* * *

 

Se non stai attento!

 

Così poco, così tanto,

poco, così, tanto,

giocano.

Tanto può scambiarsi

come poco, ma diversamente.

Grammaticalmente si divertono

ugualmente, a scambiarsi

quella la vocale, quella la consonante.

Sbatto le palpebre per umidificare

il mio occhio e…

sei arrivato al nocciolo?

Perché il nocciolo è scoprire non capire.

Qualsiasi parola con due lettere gemelle

si prenderà sempre gioco di te.

 

* * *

 

Picoclo Modno

Allegretto

 

Tappo

La man girò la maniglietta,

l’aqcau scosre giù in fretta.

Deici mniuti e uil si reimpì.

Fino all’orlo gorgogliante

causal buco ammaestrante.

Acqau limpida.

Città.

Qaulche bl di qaulche goccia

che a tal vitsa non sapea stare

nel condotto ad asepttare.

Si gettaan dal trampolnio

felici al dar man forte

a quel tuttun che diventavan.

Poi Sapone.

Ohi sapone, tutt’a un tratto magico sapone.

Sci o lvava,

si misciava e sciolgeva,

senza che a iul figurasse.

Bolle

Tante bolle trapsaretni che all’itsante rraaddooppiiaa van

dando dietro lale latre.

Si scontra van spesso ai bordi,

così inseime congiungevan

‘si fra loro ad formar

nunica gradne da specchiar.

E ancoraggio era il bordo,

soccol dito le spingea

la man perché al centrendea.

Tondo sferico il gioco andava

tra sparenti e riflessi,

tra color e arcobaleni

fnichè il tappo via levò

stufo fiacco il bimbo d’or.

Tutto il mondo allor svanì,

ogni bolla e ogni dì,

in un attimo succhiato

da quel vortice deostinato.

0

Recensioni

 

  a. II, n. 5, gennaio-marzo 2006

 

In Filidietanasolieta di Sebastiano Cellentani, studente di musica, troviamo molte fumisterie dietro le quali però sembrano muoversi filigrane autentiche di poesia. Se Cellentani non si lascerà abbindolare dalla moda e dal canone imperante e seguirà la sua natura musicale, credo che sentiremo parlare di lui.

0

Riconoscimenti
Dello stesso autore
0