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Centouno brevi testi;
anzi, 101, uno in più della cifra canonica; ma, anche, 101 come il
numero del carme catulliano citato in esergo e che racchiude in due
versi una contraddizione insanabile, insita non tanto nei sentimenti
quanto nella nostra stessa natura umana.
La forma prescelta da Annamaria Volpini, il messaggino telefonico
che rispetta la rigida misura dei quattro versi quasi fosse una
norma metrica, con punteggiatura sommaria ed estrema concentrazione,
contribuisce non tanto ad attualizzare ulteriormente un tema
poetico/esistenziale che in fondo è da sempre uno dei topoi
più sfruttati, quanto a cadenzare con ritmo secco, frenetico e
nostro contemporaneo una vicenda senza tempo, condotta e rinnovata
però sul filo della leggerezza, stemperando i toni melodrammatici
con ironia e autoironia.
L’immediatezza degli accenti, del gergo e delle scelte appunto
«tipografiche» (che contrasta abbastanza con il verso, il quale si
mantiene nei dintorni di un endecasillabo molto libero, ritmato ma
colloquiale per tono e ritmo), riconduce la parabola di una
relazione amorosa naufragata nell’alveo del quotidiano, e quindi la
spoglia di tutto ciò che non è immediatamente vissuto, esperienziale,
«normale»: una bella lezione per tutti quei poeti che credono di
rendere uniche ed eterne le proprie vicende di vita caricandole di
sovratoni non pertinenti; o, sull’altro versante, per quelli che
immolano spunti potenzialmente validi sull’altare del tono basso e
minimale a qualunque costo.
Nell’epoca della totale estetizzazione, della sfacciata esibizione
di tutto ciò che è spacciabile per «vero» e «sincero», la poetessa
toscana conquista alla poesia un territorio espressivo nuovo, un
vero e proprio objet trouvé della nostra postmodernità.
Mauro Ferrari
* * *
6- sognavo, ti
credevo... avevi giurato
“x sempre”... ma ho imparato
che questa è la parola più corta e
più bugiarda... Pinocchio dove sei?
20- scrivo sms per te
che poi cancello
li scrivo sempre in rosso vivo
sarà il sangue che mi passa tra le dita?
mi sono tagliata il palmo della mano
26- qualche riga
d’amore è rimasta
... forse nascosta tra le bozze
come ricordo delle tue assenze
... metterle in memoria e poi salvare?
43- i nostri vestiti
in fondo al letto,
come noi abbracciati... dopo un lavaggio
torneranno quasi nuovi
... ci vorrebbe un detergente per l’anima
55- prima c’eri... poi
non ci sei più
qual è la realtà? sono sorpresa
come ho potuto amare una chimera?
documentarsi al Museo Etrusco
74- afoso
pomeriggio... ti penso
il sole secca l’erba e i miei pensieri
aspetto il vento che li spazzi e
mi rinfreschi... a che ora il METEO?
91- da qualche parte è
il tempo della neve
il tuo ricordo mi coprirà di bianco
aspetto maggio con odio e con amore
poi... farò la lampada abbronzante
101- se potessi
scriverti oggi, amore mio
qualche sms certamente cambierei
col passare del tempo l’odio è scomparso
l’amore no... tua x sempre… xxx
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