Tano aveva vissuto il suo amore
giovanile, molto intensamente, con la ragazza dalla quale era stato
realmente affascinato.
Le emozioni erano state sublimi,
rivolte ad una creatura dolce che egli ancora oggi poneva al di
sopra di tutto.
Era abituato a quel tipo di rapporto.
Si era formato in tal modo e non ne conosceva altri. Loredana con il
suo carattere passionale gli aveva fatto scoprire l’impeto dei sensi
e ora la prepotenza del desiderio faceva passare in sottordine ogni
sua remora.
Era soddisfatto, perché questo
aspetto del loro intimo sentimento lo percepiva a livello profondo.
Tano l’adorava, non viveva che per
lei ed ora desiderava incontrarla sempre più spesso.
Nel suo immaginario questa donna
divenne la formula quasi magica che lo placava con l’intensità della
passione.
Altro non esisteva. Non vi erano vie
di mezzo, non vi erano possibili
evasioni
da questo tema. Era così! Era caduto,
ma non se ne pentiva.
Egli aveva cercato di convogliare i
propri sentimenti nella fede e nel sacerdozio, ma, pur avendo
riversato il suo bisogno di amore in Dio, ora si confrontava con una
passione tutta terrena.
La crisi scaturiva proprio da questo.
La sua fede cominciava a vacillare e
le attenzioni che riceveva da Loredana colmavano le sue lacune, i
buchi neri di una sensibilità esasperata.
Credendo d’aver sostituito la fede e
l’amore di Dio con quello di una donna, in quel momento non era in
grado di giudicarne la differenza.
Il primo soddisfaceva il suo spirito,
la sua anima, la sua sete di verità, il secondo era un sentimento
molto più palpabile, più immediato che verificava in ogni istante.
Alternava quindi a giorni di totale
serenità, altri di assoluta ribellione.
Era portato al raffronto che lo
induceva alla soglia di una decisione che poi forse nella realtà
avrebbe finito col prendere.
Il ruolo di Loredana in tutto quel
dramma era importantissimo e determinante, perché lei si mostrava
ogni volta sempre più innamorata e da ciò le veniva la forza per
sostenere quel peso e condividerlo con lui.
“Tu es sacerdos in aeternum”
erano queste le parole che invece rimbombavano nella testa di Tano,
il quale sapeva che, una volta entrato nella Congregazione e
diventato sacerdote lo sarebbe stato per sempre.
La responsabilità della scelta
sarebbe ricaduta sulle sue spalle, per cui doveva prima di ogni
altra decisione liberarsi psicologicamente dell’ impegno nei
confronti della Chiesa.
I due amanti nei discorsi che
facevano fra loro non esprimevano alcuna volontà di contrarre
matrimonio.
Si sarebbero sposati, eventualmente,
solo civilmente perché su padre Gaetano avrebbe potuto gravare la
punizione di una scomunica.
Il Padre Superiore era informato di
tutto. Aveva pensato di farlo trasferire in Toscana o in un luogo
più lontano. È normale che avvengano tali spostamenti, per volere
delle autorità superiori, in località diverse e per padre Gaetano
era già pronto un trasferimento.
La lontananza dalla sua donna
avrebbe potuto dare risultati positivi.
Il tempo, la distanza, la mancanza
delle frequentazioni giornaliere avrebbero creato un momento di
riflessione per entrambi i giovani e… questo il Padre Superiore
sperava che avvenisse.
Padre Gaetano aveva fatto sapere ai
suoi superiori che era disponibile a partire, e per questo fra lui e
Loredana nacque un clima di tragedia.
Lei avrebbe voluto confidarsi con i
genitori per avere aiuto, oppure doveva affrontare il distacco e
poi… E poi tutto quello che sarebbe accaduto non riusciva neppure ad
immaginarlo.
O prendo subito una decisione,
rinunciando al trasferimento e dichiarando le mie intenzioni o
accetto questa punizione per verificare con me stesso se si è
trattato solo di una infatuazione momentanea o se vi è tra noi
qualcosa di più profondo.
Avrebbe dovuto decidere e non troppo
tardi. Aveva solo pochi giorni per fare le valigie e andare via o
restare.
E per il resto come si poteva fare? E
Loredana cosa avrebbe fatto da sola? Quale atteggiamento avrebbe
assunto?
Tano si era informato su casi
analoghi.
Era venuto a conoscenza che, avendo
meno di 40 anni, avrebbe potuto “spogliarsi” liberamente, ma con la
sospensione a divinis, e cioè con il divieto di celebrare i
sacramenti.
Questa prassi sarebbe stata più
semplice per lui che aveva solo ventinove anni, ma pur riducendo il
peso della parte burocratica aumentava il carico della coscienza.
L’amore indiscriminato che aveva
verso Dio, i suoi ragazzi, la famiglia, i suoi amici come si sarebbe
conciliato con quello per Loredana?
Era questo il dilemma che lo assaliva
maggiormente.
Tano ebbe momenti di grande
perplessità, ma aveva fiducia che alla fine avrebbe trovato la
soluzione più giusta. Era ben lungi da lui l’idea di accusare
Loredana di averlo distolto dal suo cammino sacerdotale, ma in cuor
suo soffriva per la precarietà della situazione, ambigua per
entrambi.