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Matteo Bonadies

Tano

Una vita inquieta

2008

ISBN 978-88-7536-173-0

pp. 136

cm 15x21

€ 14,00

 

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L'autore

Matteo Bonadies è nato a Barletta dove vive e lavora.
È laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Bari.
Opera da oltre quarant’anni nel settore dei preziosi.
È Console della Repubblica di Malta a Bari per la Regione Puglia. Fa parte del Consiglio Direttivo Nazionale dell’U.C.O.I. (Unione Consoli Onorari d’Italia) ed è Responsabile della Confindustria Maltese (F.O.I.) per il Sud Italia.
Ha realizzato vari progetti a favore dell’Associazione Internazionale dei Lions Clubs ricoprendo le più alte cariche Distrettuali e nell’anno 2000 è stato eletto Governatore del Distretto 108/Ab Apulia.
Ha pubblicato i seguenti romanzi: Comunque e in ogni caso (Gruppo Edicom, 1992), Amica mia (Schena Editore, 1997), Golfo Aranci (Editrice Rotas, 1997), Vento di Libeccio (Edizioni Giuseppe Laterza, 2002), 21 Racconti all’ombra del caminetto (Editrice Rotas, 2003), Io… Donna (Edizioni Giuseppe Laterza, 2006).

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I testi

 

XX

 

Tano aveva vissuto il suo amore giovanile, molto intensamente, con la ragazza dalla quale era stato realmente affascinato.

Le emozioni erano state sublimi, rivolte ad una creatura dolce che egli ancora oggi poneva al di sopra di tutto.

Era abituato a quel tipo di rapporto. Si era formato in tal modo e non ne conosceva altri. Loredana con il suo carattere passionale gli aveva fatto scoprire l’impeto dei sensi e ora la prepotenza del desiderio faceva passare in sottordine ogni sua remora.

Era soddisfatto, perché questo aspetto del loro intimo sentimento lo percepiva a livello profondo.

Tano l’adorava, non viveva che per lei ed ora desiderava incontrarla sempre più spesso.

Nel suo immaginario questa donna divenne la formula quasi magica che lo placava con l’intensità della passione.

Altro non esisteva. Non vi erano vie di mezzo, non vi erano possibili evasioni da questo tema. Era così! Era caduto, ma non se ne pentiva.

Egli aveva cercato di convogliare i propri sentimenti nella fede e nel sacerdozio, ma, pur avendo riversato il suo bisogno di amore in Dio, ora si confrontava con una passione tutta terrena.

La crisi scaturiva proprio da questo.

La sua fede cominciava a vacillare e le attenzioni che riceveva da Loredana colmavano le sue lacune, i buchi neri di una sensibilità esasperata.

Credendo d’aver sostituito la fede e l’amore di Dio con quello di una donna, in quel momento non era in grado di giudicarne la differenza.

Il primo soddisfaceva il suo spirito, la sua anima, la sua sete di verità, il secondo era un sentimento molto più palpabile, più immediato che verificava in ogni istante.

Alternava quindi a giorni di totale serenità, altri di assoluta ribellione.

Era portato al raffronto che lo induceva alla soglia di una decisione che poi forse nella realtà avrebbe finito col prendere.

 

 

XXI

 

Il ruolo di Loredana in tutto quel dramma era importantissimo e determinante, perché lei si mostrava ogni volta sempre più innamorata e da ciò le veniva la forza per sostenere quel peso e condividerlo con lui.

Tu es sacerdos in aeternum” erano queste le parole che invece rimbombavano nella testa di Tano, il quale sapeva che, una volta entrato nella Congregazione e diventato sacerdote lo sarebbe stato per sempre.

La responsabilità della scelta sarebbe ricaduta sulle sue spalle, per cui doveva prima di ogni altra decisione liberarsi psicologicamente dell’ impegno nei confronti della Chiesa.

I due amanti nei discorsi che facevano fra loro non esprimevano alcuna volontà di contrarre matrimonio.

Si sarebbero sposati, eventualmente, solo civilmente perché su padre Gaetano avrebbe potuto gravare la punizione di una scomunica.

Il Padre Superiore era informato di tutto. Aveva pensato di farlo trasferire in Toscana o in un luogo più lontano. È normale che avvengano tali spostamenti, per volere delle autorità superiori, in località diverse e per padre Gaetano era già pronto un trasferimento.

La lontananza dalla sua donna avrebbe potuto dare risultati positivi.

Il tempo, la distanza, la mancanza delle frequentazioni giornaliere avrebbero creato un momento di riflessione per entrambi i giovani e… questo il Padre Superiore sperava che avvenisse.

Padre Gaetano aveva fatto sapere ai suoi superiori che era disponibile a partire, e per questo fra lui e Loredana nacque un clima di tragedia.

Lei avrebbe voluto confidarsi con i genitori per avere aiuto, oppure doveva affrontare il distacco e poi… E poi tutto quello che sarebbe accaduto non riusciva neppure ad immaginarlo.

O prendo subito una decisione, rinunciando al trasferimento e dichiarando le mie intenzioni o accetto questa punizione per verificare con me stesso se si è trattato solo di una infatuazione momentanea o se vi è tra noi qualcosa di più profondo.

Avrebbe dovuto decidere e non troppo tardi. Aveva solo pochi giorni per fare le valigie e andare via o restare.

E per il resto come si poteva fare? E Loredana cosa avrebbe fatto da sola? Quale atteggiamento avrebbe assunto?

Tano si era informato su casi analoghi.

Era venuto a conoscenza che, avendo meno di 40 anni, avrebbe potuto “spogliarsi” liberamente, ma con la sospensione a divinis, e cioè con il divieto di celebrare i sacramenti.

Questa prassi sarebbe stata più semplice per lui che aveva solo ventinove anni, ma pur riducendo il peso della parte burocratica aumentava il carico della coscienza.

L’amore indiscriminato che aveva verso Dio, i suoi ragazzi, la famiglia, i suoi amici come si sarebbe conciliato con quello per Loredana?

Era questo il dilemma che lo assaliva maggiormente.

Tano ebbe momenti di grande perplessità, ma aveva fiducia che alla fine avrebbe trovato la soluzione più giusta. Era ben lungi da lui l’idea di accusare Loredana di averlo distolto dal suo cammino sacerdotale, ma in cuor suo soffriva per la precarietà della situazione, ambigua per entrambi.

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