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XX
Tano
aveva vissuto il suo amore giovanile, molto intensamente, con la
ragazza dalla quale era stato realmente affascinato.
Le
emozioni erano state sublimi, rivolte ad una creatura dolce che egli
ancora oggi poneva al di sopra di tutto.
Era
abituato a quel tipo di rapporto. Si era formato in tal modo e non ne
conosceva altri. Loredana con il suo carattere passionale gli aveva
fatto scoprire l’impeto dei sensi e ora la prepotenza del
desiderio faceva passare in sottordine ogni sua remora.
Era
soddisfatto, perché questo aspetto del loro intimo
sentimento lo percepiva a livello profondo.
Tano
l’adorava, non viveva che per lei ed ora desiderava
incontrarla sempre più spesso.
Nel
suo immaginario questa donna divenne la formula quasi magica che lo
placava con l’intensità della passione.
Altro
non esisteva. Non vi erano vie di mezzo, non vi erano possibili
evasioni
da questo tema. Era
così! Era caduto, ma non se ne pentiva.
Egli
aveva cercato di convogliare i propri sentimenti nella fede e nel
sacerdozio, ma, pur avendo riversato il suo bisogno di amore in Dio,
ora si confrontava con una passione tutta terrena.
La
crisi scaturiva proprio da questo.
La
sua fede cominciava a vacillare e le attenzioni che riceveva da
Loredana colmavano le sue lacune, i buchi neri di una
sensibilità esasperata.
Credendo
d’aver sostituito la fede e l’amore di Dio con
quello di una donna, in quel momento non era in grado di giudicarne la
differenza.
Il
primo soddisfaceva il suo spirito, la sua anima, la sua sete di
verità, il secondo era un sentimento molto più
palpabile, più immediato che verificava in ogni istante.
Alternava
quindi a giorni di totale serenità, altri di assoluta
ribellione.
Era
portato al raffronto che lo induceva alla soglia di una decisione che
poi forse nella realtà avrebbe finito col prendere.
XXI
Il ruolo
di Loredana in tutto quel dramma era importantissimo e determinante,
perché lei si mostrava ogni volta sempre più
innamorata e da ciò le veniva la forza per sostenere quel
peso e condividerlo con lui.
“Tu
es sacerdos in aeternum” erano queste le parole che
invece rimbombavano nella testa di Tano, il quale sapeva che, una volta
entrato nella Congregazione e diventato sacerdote lo sarebbe stato per
sempre.
La
responsabilità della scelta sarebbe ricaduta sulle sue
spalle, per cui doveva prima di ogni altra decisione liberarsi
psicologicamente dell’ impegno nei confronti della Chiesa.
I due
amanti nei discorsi che facevano fra loro non esprimevano alcuna
volontà di contrarre matrimonio.
Si
sarebbero sposati, eventualmente, solo civilmente perché su
padre Gaetano avrebbe potuto gravare la punizione di una scomunica.
Il Padre
Superiore era informato di tutto. Aveva pensato di farlo trasferire in
Toscana o in un luogo più lontano. È normale che
avvengano tali spostamenti, per volere delle autorità
superiori, in località diverse e per padre Gaetano era
già pronto un trasferimento.
La
lontananza dalla sua donna avrebbe potuto dare
risultati positivi.
Il
tempo, la distanza, la mancanza delle frequentazioni giornaliere
avrebbero creato un momento di riflessione per entrambi i giovani
e… questo il Padre Superiore sperava che avvenisse.
Padre
Gaetano aveva fatto sapere ai suoi superiori che era disponibile a
partire, e per questo fra lui e Loredana nacque un clima di tragedia.
Lei
avrebbe voluto confidarsi con i genitori per avere aiuto, oppure doveva
affrontare il distacco e poi… E poi tutto quello che sarebbe
accaduto non riusciva neppure ad immaginarlo.
O prendo
subito una decisione, rinunciando al trasferimento e dichiarando le mie
intenzioni o accetto questa punizione per verificare con me stesso se
si è trattato solo di una infatuazione momentanea o se vi
è tra noi qualcosa di più profondo.
Avrebbe
dovuto decidere e non troppo tardi. Aveva solo pochi giorni per fare le
valigie e andare via o restare.
E
per il resto come si poteva fare? E Loredana cosa avrebbe fatto da
sola? Quale atteggiamento avrebbe assunto?
Tano si
era informato su casi analoghi.
Era
venuto a conoscenza che, avendo meno di 40 anni, avrebbe potuto
“spogliarsi” liberamente, ma con la sospensione
a divinis, e cioè con il divieto di celebrare i
sacramenti.
Questa
prassi sarebbe stata più semplice per lui che aveva solo
ventinove anni, ma pur riducendo il peso della parte burocratica
aumentava il carico della coscienza.
L’amore
indiscriminato che aveva verso Dio, i suoi ragazzi, la famiglia, i suoi
amici come si sarebbe conciliato con quello per Loredana?
Era
questo il dilemma che lo assaliva maggiormente.
Tano
ebbe momenti di grande perplessità, ma aveva fiducia che
alla fine avrebbe trovato la soluzione più giusta. Era ben
lungi da lui l’idea di accusare Loredana di averlo distolto
dal suo cammino sacerdotale, ma in cuor suo soffriva per la
precarietà della situazione, ambigua per entrambi.
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