i libri

Gian Piero Stefanoni

 

Roma delle distanze

2011

ISBN 13: 978-88-7536-275-1

pp. 130

cm 12x21

€ 12,50

 

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L'autore

Nato a Roma nel 1967 e laureato in Lettere moderne ha esordito nel 1999 con la raccolta In suo corpo vivo (Arlem, Roma) a cui son seguite nel 2008 Geografia del mattino e altre poesie (Gazebo, Firenze) e nel 2011 l'e-book La stortura della ragione (Clepsydra, Milano). Vincitore di diversi premi sia per l'edito che per l'inedito e presente in volumi antologici, suoi testi, oltre essere apparsi su varie riviste nazionali, sono stati tradotti e pubblicati in Spagna, Malta e Argentina.
http://gianpiero.stefanoni.literary.it

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I testi

 

Le poesie di Gian Piero Stefanoni si configurano come una fastosa, ricca e intensa (non barocca) serie di preghiere rivolte a Dio. Sembra di dire una cosa ovvia, data la presenza frequentissima di maiuscole nel riferirsi e appellarsi al divino, e il tessuto verbale che volentieri si rifà al testo biblico nonché, qua e là, a quello liturgico. Meno banale, e più importante, però, è l’essenza più profonda di questi testi, la quale risiede nella fertile coesistenza di supplica e ringraziamento.
Stefanoni non si perde in vane circonlocuzioni verbali per descrivere il divino, come è pessima abitudine di certa poesia religiosa probabilmente meno sincera, preferendo attenersi alla concretezza della vita umana con le sue scosse e difficoltà ma anche le sue gioie quotidiane, e ringraziare tanto per le une quanto per le altre. Il «nostro salmo oggi» potrebbe essere l’ascolto del «proprio limite»: il Signore non ci acceca con la sua luce ma ci pone «l’uno di fronte all’altro», e l’unico modo per pregare davvero è vivere la propria preghiera amando Dio e l’uomo, mentre il canto prosegue «giubilando ogni dubbio».
Sullo sfondo Roma, la città della cristianità che l’autore abita con amore critico, riempiendone le distanze con la generosità dello spirito; la ama come teatro dell’«ineluttabile amore» che innalza con versi tramite i quali va a costruire un amplissimo e personale Credo.

                                                                                               Sandro Montalto
 

* * *

 

Piazza San Pietro


                                 per Giovanni Paolo II

Ora finalmente, con Te,
sulla soglia di Cristo –
battendo il medesimo tempo
in una veglia di olii e portoni –
Padre, Fratello, Uomo rivelato.

Questo il Capitolo opposto,
l’umana alleanza: il nostro “No!”
dichiarato ad una scevra sostanza.

In un quieto, lento, paziente avanzare
solo la pietra che dice la sacralità
del suo cerchio: ROMA, che vasta

e nuova respiri il tuo visibile Credo
toccando ancora l’Anello: per noi
fatti di terra, con te prega l’Agnello.


Roma, 3 aprile 2005
 

* * *

 

Ponte Cestio


“Non punirti più, non punirti più...” –
ti dici Roma tra l’odore del piscio
e una bellezza che non può più bastare.

Ma risalgono e avanzano, senza più ostacoli
gli animali fiutando la carne.

Nel nostro dare o non dare, il lamento degli stupri,
le voci lasciate a casa, prestate al sangue.

Anime vili, anime prave, ogni tanto qualcuno
non ce la fa e cede: gambe, braccia,
denti consegnate ai giornali.

Come giocare tra le mine e improvvisamente saltare.

 

 

* * *

 

Via Ozanam


Fammi più forte, Padre,
fammi più vigile, ché il male
aggredisce sempre, aggredisce
e lo spirito apre spiragli

dove non c’è costanza di luce
o nella luce crede abbastarsi il calore
in un’aggiunta d’amore.

Rendi il tuo servo uno, umano
e pronto, che il male è in lui,
nel suo tormento e la parola incrina
volgendo il cuore alla bestemmia.

Da spina fammi seme, da seme
fammi pianta: a Te sia resa carne.

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