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Roberto Baldon è nato nel 1964 in
provincia di Padova, dove si è laureato in Scienze
biologiche.
Dopo l’esordio con Venti gelidi (Edizioni
Joker, Novi Ligure 2006), che riprendeva materiale scritto intorno ai
vent’anni, si ripropone con due raccolte maturate di recente:
Risveglio, che lo riporta alla
scrittura dopo tanti anni di quiescenza poetica, e
Marcescenza, un testo incisivo che graffia
sull’onda emotiva di un’accorata osservazione della
decadenza e dello svuotamento progressivo delle coscienze in atto.
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Iracondo
Versi mai scritti
ossessioni mai espugnate
per un giorno vuoto
per un vivere indegno
e un’ira mai placata
Pianse la notte
singhiozzo
dolce sussulto
Verrà ancora
la luce
verrà sempre la notte
occhi di giada
ti guardai
non ebbi a capire.
* * *
Australia
Sogno
di un viaggio
nel tempo
Deserto
terra rosso fuoco
riverbero di giovinezza
Patria aborigena
di luoghi sacri
dalla civiltà profanati
schiamazzi e urla
di un popolo
calpestato
ubriacato
e narcotizzato
Città ibride
quasi sradicate
e trapiantate
nel regno dei canguri
Oceanica costa
spopolate spiagge
coralli intrecciati
paese prigioniero
dell’acque
incommensurabili spazi
aperti
alberi
mai scrutati
parchi
dove l’idea
del paradiso
è stata forse concepita
ninfee
sul pelo libero
verde incontenibile
pullulante
di vita
di ogni forma
che fantasia d’artista
non potrebbe contenere
Uno sconfinato
senso di
libertà
accompagna
ancor’oggi
i miei ricordi
di uomo
sconfitto
dalla
misera
pochezza
di questi giorni.
* * *
Passaggio
Quali blocchi
alla tua mente
quante tossine
cerebrali
cervellotica polluzione
ridondanza
d’asfittico pensiero
Sensazione
crescente
di un nuovo
scorrere
fluire
di una decontaminazione
purificatrice
distaccarsi
dalle cose
patologicamente rimirate
percorrere
ed
essere parte
anche
senza
farne parte.
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