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Africa
Larga nella savana
sconfina in spazi lontani
una strada polverosa.
Gretta e strana
affonda in siepi dai nodosi rami
selvaggia nell’aria odorosa.
Cespugli e piante
erba e rami secchi
qua e là termiti.
Son tante
in cumuli vecchi
paion ceppi rinsecchiti.
Piante e sterpi,
in loro non v’è frutto
tronchi secchi crollati.
Luogo per serpi.
Selvaggio è tutto
in immensi spazi incantati.
S’ode un gracidar al vento
una farfalla color legno
volteggia fra l’erba e fiori.
In un orizzonte sonnolento
vagando liberamente in questo Regno
africano di romantici colori.
* * *
Cammino
Giunto in quell’età
senza conclusione.
Cosa far bene non si sa
d’ogni problema che si pone.
Scrutar l’orizzonte
voler una rimozione.
All’apparir dell’amaro monte
in squallida desolazione.
Domandar al passato
di tutte le speranze.
Che mai ne è stato
dove son le promesse abbondanze.
Forse anche così
il futuro com’è:
sembra lì,
ma poi non c’è.
Profumar di cose segrete
rinascer come nuovo.
Al
giorno che si ripete
questo vo cercando ma non trovo.
Se così giace il destino
vagar nell’aria inquieta.
Porsi in cammino
mai raggiunger la meta.
* * *
Freddo
Già fuori il gelo
lento s’avvicina.
Come un velo
la terra s’imbrina.
Fugge il vento
nelle vie deserte.
Ulula scontento
un’angoscia s’avverte.
Una luce brilla
d’un braciere dimenticato.
Ancora sfavilla
nel bordo del selciato.
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