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Il
momento più duro per il dottor Thomas non è il
confronto quotidiano con i mutuati, le ricette da scrivere, le piccole
e grandi tragedie da ambulatorio pubblico, ma affrontare lei, Maria, e
il suo malessere cui la medicina non ha saputo dare una risposta
definitiva. Per aiutarla Thomas dovrà impegnarsi in una
ricerca burrascosa che lo condurrà fino al limite di quelle
certezze che la medicina pareva avergli fornito, in un viaggio
inconsueto tra scienza ed esoterismo, tra situazioni reali e continui
sconfinamenti da un tempo all’altro.
In
questo romanzo chi ama il fantasy non avrà
difficoltà a ritrovarsi nei mondi avulsi dal filo della
narrazione principale; chi ama la storia troverà alcuni
dettagli che collocano correttamente i personaggi nel loro tempo; chi
ama il poliziesco non tarderà a riconoscere le ricerche alla
Simenon. E poi, soprattutto, gli appassionati di medicina naturale, ma
anche gli scettici, troveranno materia su cui riflettere,
poiché ogni indicazione è documentata con la
precisione del ricercatore.
Antonella Emina CNR – ISEM
* * *
V
È già tarda sera nell’appartamento da
scapolo di Thomas, una modesta camera-cucina attrezzata del solo
stretto necessario: un letto, un angolo cottura, un piccolo tavolo e un
armadio a muro. Nulla di più. Però una
traboccante libreria, che farebbe invidia ad ogni bibliofilo, occupa
un’intera parete del mini-alloggio: sugli scaffali i volumi
sono disposti in doppia fila per mancanza di spazio e quelli che non vi
hanno trovato posto sono accantonati in ogni angolo utile, come la
sedia, il comodino, il tavolo. Persino sul davanzale della finestra e
anche nel piccolo bagno dell’alloggio si può
trovare qualcosa da leggere. Una passione, quella dei libri, che Thomas
ha ereditato da suo padre: anche lui li ammassava ovunque e spesso
neppure li leggeva.
Il piccolo monolocale è la sua isola solitaria, che
raggiunge a fine giornata, talvolta in compagnia delle cartelle
cliniche dei casi più complessi, da consultare, come ora,
alla rassicurante luce della lampada da tavolo.
«È solo un posto di
passaggio…», è il pensiero ricorrente,
«E non mi serve più spazio. Un giorno
cercherò altro. Forse per una famiglia mia.»
Finora però, solo lavoro e null’altro nella sua
vita, verrebbe da pensare guardando il tavolo appoggiato alla finestra,
costretto tra libri, stoviglie e blocchi di appunti.
«Sono già fortunato!», sussurra, come
per rispondere ad un pensiero inespresso e fissa una foto alla parete,
dove un gruppo posa su un pavimento di terra, davanti a una vecchia
casa.
«Fortunato…», ripete ad alta voce,
pensando al privilegio di una laurea, rispetto al nulla di un orizzonte
di sabbia, caldo e sassi… Ultimo figlio di una famiglia
numerosa, rimasta senza sostegno in seguito alla prematura scomparsa
del padre, era partito in giovane età per una terra lontana
con un sogno ambizioso nel cuore. Non senza difficoltà era
riuscito a integrarsi, a trovare lavoro e persino continuare a
studiare. Da allora erano trascorse molte stagioni, come ricorda il
primo calendario acquistato, ormai ingiallito, ancora appeso
all’uscio.
Una frugale cena, una doccia e subito al lavoro, in maglietta e jeans,
alla scrivania. Ecco gli appunti del caso di Maria e la lettera del
gastroenterologo, ma la lampada illumina anche molti libri appena
tratti dalla libreria: manuali di clinica, di terapia, un
“Compendio illustrato delle Erbe Medicinali” e
alcuni testi di medicine naturali, acquistati per curiosità
in qualche anonima bancarella e mai letti.
Poi un grosso volume di “Storia della medicina”,
regalo di laurea di un professore, colpito dal genuino entusiasmo di un
brillante studente straniero e dalla sua capacità di parlare
così bene un’altra lingua.
Ma Thomas aveva iniziato a studiare l’italiano già
da bambino, quando suo padre gli aveva regalato un libro di grammatica,
scovato dal suo amico rigattiere. Quella lettura avrebbe condizionato
moltissimo le scelte future di un bambino tanto curioso quanto portato
a imparare.
«Questi libri potranno aiutare?»
La domanda sembra aleggiare sulla sagoma china e nervosa, sprofondata
nella sedia.
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