i libri

Remo Pasquale

Messaggi perduti

2006

ISBN 88-7536-099-5

pp. 176

cm 12x21

€ 16,50

 

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L'autore

Remo Pasquale è nato nel 1940 a San Salvatore Monferrato (Alessandria). Ha lavorato nel campo dell'oreficeria a Valenza e, per molti anni, anche all'estero.
Con le Edizioni Joker ha pubblicato le raccolte Poesie (2005) e Messaggi perduti (2006).

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I testi

 

Vecchie lettere dimenticate

Quale serafica tensione
si nota come anima aperta,
nel ricevere il magico squillo.
Afferrando la nostra attenzione,
nell’esser sempre all’erta
come variopinto vessillo.

Fra i giovani innamorati,
è finito il bigliettino come messaggio.
Scritti con mano emozionata.
Leggendo ricordi mai dimenticati,
che apparivan come miraggio,
nell’attender la risposta, al cuor impegnato.

Or è l’era dei telefonini,
il messaggio d’amor è digitato,
s’attende con ansia la risposta.
Pronti siam a manipolar i pulsantini
e scoprir il risultato,
della verità nascosta.

Povero amore dissacrato,
ridotto a scarno affetto.
Non più la lettera profumata
ma un messaggio inviato
d’un amor poco corretto,
una dichiarazione forse cancellata.

Com’era bella la missiva,
a mano consegnata,
nei suoi dolci colori.
Oppur quando si spediva.

Con emozion imbucata,
adorna di piccoli fiori.

Com’era romantico l’innamorato,
v’eran ricordi da collezionare
e poi rileggere con emozione.
Mi par più bello il passato,
sale la gioia nel sol ricordare,
mentre le stringo al petto come ribellione.

 

* * *

 

Soldato Nathan

Soldato, sveglia, che succede!
Credo d’esser ferito, non posso alzarmi.
Sul fianco ho tutto sangue lo vede.

Lo vedo sei tutto insanguinato.
Ero in pattuglia, un’improvvisa esplosione.
Temevo che stavolta m’avessero ammazzato.

Ormai siamo in piena guerra.
Qui in Irak siamo a rischio in tanti.
Si colora di sangue questa terra.

Da quale Paese vieni soldato,
non sei di questi luoghi vedo.
Quale Nazione ti ha mandato.

Vengo da un Paese lontano,
sono venuto volontario.
Sono dell’Oregon, sono americano.

Cosa fa al tuo Paese la gente?
Credo che come al solito vada a lavorare
conducendo la solita vita divertente.

E tu, tu sei qui, a soffrire.
Sì è vero sto combattendo,
lo sai, non ho paura di morire.

Se questo può servire alla liberazione,
il terrorismo uccide gl’innocenti disarmati.
Dò la vita per gente che neppur conosco per nome.


Pensi tornerai a casa in futuro?
Spero ho fratelli, sorelle, la mamma e il papà.
Tornerò, vivo o morto ne sono sicuro.

Perché tante domande mi fai!
Tu, da dove vieni chi sei!
Vedo infermieri intorno ti salverai.

Ti chiameran per nome io devo andare.
Da dove vengo? Vengo dall’aldilà, sono la Morte!
C’è molto da fare, ma tu ti salvi non ti spaventare.

Soldato Nathan!... Rispondi sei qui?
Si scosse come aver ricevuto una doccia fredda.
Una fitta di dolore al fianco, rispose: Sì! Sì!!

 

* * *

 

Il trionfo

Quando il cuore aiuta a contemplare,
non il rifiuto alla vita, ma l’accettazione
che sogna, che spera di trionfare,
d’una felicità oltre la glorificazione.

Quando è grande cuore, questa ascesa
sale nell’anima, invade la memoria.
Brilla come fiamma accesa,
festeggiando la vittoria.

Mentre la carne e il piacere
vanno lentamente ad appassire,
gli anni maturan il dovere,
sognando un giorno il rifiorire.

Gettando il nostro fardello
come sogno infranto,
aprir il grande cancello
alla vita che sognamo tanto.

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