|
Domenico
Calcaterra (Sant’Agata Militello, 1974) è laureato
in Lettere Moderne all’Università di Roma Tor
Vergata.
Ha pubblicato Vincenzo Consolo: le parole, il tono, la cadenza,
(Prova d’Autore, Catania, 2007), un corposo volume
monografico dedicato alla trilogia romanzesca dello scrittore Vincenzo
Consolo (terzo classificato al Premio Sebastiani – Il
Minturno, 2007). Il suo interesse prevalente è la
letteratura italiana contemporanea ed esercita attività
critica.
Suoi lavori sono apparsi in varie riviste letterarie come
«Paleokastro», «Sincronie»,
«Marenostrum», «Lunario Nuovo»,
«Critica Letteraria», «La
clessidra».
Luci basse è il suo
primo libro di poesia.
0
|
|
Querelle
(a Pier Paolo Pasolini)
Diserto i miti da strada e da bandiera
ma stretti mi vanno i panni perfetti
da borghese che ho indosso: da passione
mosso a valutar ragioni, monto e rimonto
il film dell’ingiustizia.
Io adoro il rosso dell’Angelo Ribelle,
la sua pietà scabrosa, la verità decisa,
ma non lo straccio per slogan
improvvisati su vessilli.
Nulla ho di marziale,
non porto un basco in testa ma
ben comprendo chi pur con lacrime
ha sparato, e della storia ho misura
come di fiato grosso dietro al collo.
L’idioma deludente,
l’aspetto un po’ normale
(scialbo ai vostri occhi indagatori)
mai baratterei con suggestioni vaghe,
l’informe ribellione che abita in voi stessi.
Rimane la fatica del bracciante,
le urla sante di madri nelle piazze nude,
la rosa pubblica che a sangue c’incatena
per le strade dove l’uomo è nemico di
sé,
sferzando come un grumo la coscienza.
Ho molto letto,
e a forza poco ho compreso;
ignoro ancora troppo,
e se non ho inteso – poco male –
carnale io vi dico con un verso:
lasciate il folklore acceso da finti
comunisti!
* * *
Radio-amateur
A mio padre
My-na-me-is-Ci-ro!...
Lo spelling semi buffo
ridonda claunesco
nel giro delle onde
elettro-frenetiche.
Metalliche le voci
annotate sulle agende
di finta pelle.
E il mondo vera pagina:
libro di conversazioni
(eteree).
* * *
Scherzo
Permettetemi, scendo! –
direi se solo volessi
veramente.
Ma se allento
mi manca il suolo,
ho il sudore alle tempie:
sarà forse il mal d’Occidente?
La malattia del secolo
(come si dice)
la tentazione new age
dell’abbandono e
del rilassamento – ma non altro
ristoro conosco che scrivere
e farmi mero (ma soddisfatto)
fabbricatore di versi.
0
|