i libri

Silvia Bertini

 

La rinascita

di Grotta Azzurra

2009

ISBN 13: 978-88-7536-197-6

pp. 192

cm 15x21

€ 17,50

 

L'autore

I testi

Recensioni

Riconoscimenti

Dello stesso autore

 

Acquista on line su:

9

9

9

L'autore

Silvia Bertini è nata a Forlì, dove risiede, nel 1971.

Ha conseguito il diploma di Perito Tecnico Commerciale e Ragioniere e da diciassette anni lavora presso un’azienda metalmeccanica.

Sulla scia della sua passione per la lettura e in particolare per il fantasy ha deciso di scrivere La rinascita di Grotta Azzurra, il suo romanzo di esordio.
0

I testi

 

La navigazione fu calma e tranquilla per circa tre giorni, il sole splendeva e una leggera brezza gonfiava la vela facendo scivolare Spuma Bianca sul mare cristallino. Uccelli marini spesso accompagnavano il viaggio dei tre elfi; Destros si sentiva come un bambino che scopre ogni momento un nuovo gioco ad ogni novità che il mare gli offriva. Banchi di razze volavano nell’oceano, nuvole di meduse gelatinose addensavano la superficie, banchi di pesci facevano ribollire la calma del mare, ovunque guardasse qualche nuova vita marina attirava la sua attenzione.

Serius era spesso impegnato a parlare con gli animali. Fu proprio grazie a queste conversazioni che ebbe nuove informazioni sul tratto di mare che stavano attraversando, potendo così arricchì la vecchia mappa con secche, banchi di corallo, e addirittura isole non segnalate.

Il quarto giorno iniziò come gli altri ma circa a metà mattina Tetril notò che gli uccelli marini erano sempre meno numerosi e i banchi di pesce scomparvero lentamente. Gli unici esseri viventi di cui ogni tanto scorgevano la pinna erano pescicani che, scorbutici, non rispondevano ai tentativi di comunicare con loro. A mano a mano che la destinazione si avvicinava, il tempo peggiorava. Il mare si incupiva e forti venti increspavano minacciosamente la superficie.

Grazie alla mappa trovarono riparo in una piccola baia vicina ad un’isola non molto distante. Il giorno dopo il vento si era placato e così decisero di partire anche se tra loro e la terra ferma non vi erano più possibilità di riparo ed il cielo, all’orizzonte, non prometteva nulla di buono. Per arrivare prima pensarono di navigare anche di notte, organizzando dei turni al timone.

Furono giorni difficili; le nuvole che i giorni prima ingrigivano l’orizzonte, investirono la barca con un vero e proprio uragano; venti fortissimi sballottarono l’imbarcazione a destra e sinistra e, ad un certo punto, i naviganti ebbero paura di non riuscire ad uscirne vivi. Alte onde sormontavano Spuma Bianca facendole imbarcare moltissima acqua. Anche se ai tre amici parve che il temporale non potesse aver fine, dopo due giorni di mare implacabile, vento e piogge cessarono, ma il cielo rimase plumbeo e minaccioso. Serius, che fino a quel momento si era orientato con le stelle ed il sole, non potendo vedere nulla dichiarò di essersi perso; non sapeva più che direzione prendere. Per l’intera giornata nessun alito di vento gonfiò la vela e la barca galleggiò immobile in mezzo ad un mare di piombo.

Destros, non volendo perdersi d’animo, decise di riassettare l’imbarcazione riparando alla meno peggio i danni che la tempesta aveva provocato. Dovette ammettere che era davvero una buona barca, malgrado il mare grosso, i danni erano di poco conto. Poi scese la notte; se durante il giorno il morale era a pezzi, il buio pesto di una notte senza luna, portò la disperazione ai tre compagni che si sentirono naufraghi in mezzo al nulla. Si addormentarono sul ponte, dopo aver gettato l’ancora con la speranza che il mattino seguente il tempo fosse migliore e la posizione del sole li aiutasse a ritrovare la giusta rotta.

Era l’ora fredda e umida che anticipa l’alba, quando Tetril sentì la ruvida lingua di Caio sul viso, e una vocina diceva:

– Svegliati, sveglia, forza. Ma che caspita hai mangiato ieri sera, papaveri? Dài su, forza.

Tetril aprì gli occhi contro voglia mentre nella sua mente altre voci prendevano il posto dell’incubo che stava facendo.

– Ci siete riusciti a svegliarli? Bisogna fare in fretta, è pericoloso rimanere in queste acque – una voce sconosciuta si fece strada nella mente annebbiata di Destros.

– No, non riesco a svegliarlo, sembra che a Destros non dia fastidio il fatto che gli lecchi la faccia.

– Il mio ha aperto un occhio, forse ci riesco.

– Perché non provi a saltargli sulla pancia – suggerì la voce sconosciuta.

Nel mentre Tetril si mise a sedere e fece in tempo a vedere Gipsy prendere la rincorsa e saltare con le quattro zampette sullo stomaco di Destros che preso alla sprovvista emise un grugnito strozzato per il colpo allo stomaco, mettendosi automaticamente a sedere e facendo ruzzolare a terra il cagnolino che, agilmente, si rimise in piedi.

– Ma che cosa cerchi di fare Gipsy, mi vuoi uccidere? – disse Destros tossendo, mentre si massaggiava lo stomaco dolorante.

– Scusa tanto, non volevo farti male, ma non riuscivo a svegliarti – rispose Gipsy abbassando le orecchie dispiaciuto.

Nel frattempo con tutta quella confusione si era alzato anche Serius.

– Cosa succede? – chiese sbadigliando.

– Niente di strano! Gli animali sono impazziti – rispose Destros ancora imbronciato per il brusco risveglio.

– Allora siete riusciti a svegliarli tutti? – intervenne la voce sconosciuta, impaziente.

– Direi di sì – rispose Caio.

– Allora andiamo.

– Ma, un attimo, io conosco questa voce – disse Tetril, sporgendosi dal bordo della barca.

– Citz sei proprio tu, ma cosa ci fai in queste acque?

– Sono stato mandato da Jacopo perché i poteri delle ragazze avevano preannunciato una tempesta in mare sulla vostra rotta, così mi ha mandato a cercarvi: da quanto vedo aveva ragione ad essere preoccupato.

– Ciao Citz, che bello adesso ti posso sentire anch’io – disse Destros che nel frattempo stava guardando fuori bordo.

– Ma come è possibile!? – chiese il delfino stupito.

– È una lunga storia che un giorno ti spiegherò – rispose Destros.

– Bene ne sono molto felice, sarà molto più facile per me guidarvi fuori dai guai ma ora svelti sbrighiamoci ad andare via da qui, il mare è infestato di pescecani e barracuda, pesci poco amichevoli e in questi abissi vive un calamaro gigante che in piena notte fa una capatina in superficie per sfamarsi, e vi assicuro che mangia tutto ciò che gli capita a tiro, meglio non trovarsi nei paraggi – rispose Citz.

I tre uomini spronati da Citz e rinfrancati dall’apparizione del sole all’orizzonte si prepararono a partire velocemente. La vela venne spiegata ed il vento la gonfiò immediatamente dando velocità alla navigazione. Destros si affretto ad andare al timone per seguire i balzi che Citz faceva a prua.

[...]

0

Recensioni
Riconoscimenti
Dello stesso autore
0