i libri

Luca Zendri

 

La qualità totale

2008

ISBN 13: 978-88-7536-195-2

pp. 104

cm 15x21

€ 12,00

 

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Luca Zendri (zendriluca@yahoo.it) è nato a Trento quarantanove anni fa.
Esercita la professione di psicoterapeuta. Abita a Cremona.

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I testi

Chi leggerà questi cinque racconti di Luca Zendri sarà certamente attraversato dalle sensazioni più diverse: anzitutto vi è la piattezza della vita quotidiana, di personaggi che si incontrano ogni giorno, ma colti sarcasticamente e spietatatamente nelle loro più buie miserie. Tuttavia queste vengono esasperate a tal punto che quella piattezza si capovolge in un surrealismo grottesco. All’ordinario subentrano le inquietudini di ciò che non appartiene al comune corso del reale, dando un contesto a eventi, apparizioni e casi veramente straordinari. Realtà e surrealtà si mescolano insieme, ora prevale l’una ora l’altra, creando un’atmosfera piena di fascino: la lettura diventa trascinante ed inarrestabile. E nel suo corso ecco la scintilla, il cenno, l’aggettivo, l’episodio che fa scattare una cosa molto importante, risanatrice e liberatoria: la risata. Irrefrenabile.
                                                                                                     Giovanni Piana

 

* * *

 

Gerald Frühstück era un descrittore anastatico.
Una nuova professione.
Un precario, l’avete indovinato. E chi non è precario, ai nostri tempi?
Un descrittore anastatico vive in un ufficio del tipo detto open space, popolato da un centinaio di persone. Si sposta continuamente tra loro. Alcuni dei suoi compiti sono: il trasporto di documenti od oggetti ed il loro recapito all’interno di uffici contigui; la manutenzione delle macchine del caffè; il controllo delle connessioni dei cavi nelle centinaia di prese di vario tipo presenti negli uffici (prese elettriche, allacciamenti telefonici, prese delle stampanti, dei computer, dei cavi di rete, dei cavi USB). Per eseguire i suoi compiti, un descrittore anastatico non sta mai fermo a lungo.
Viene chiamato.
“Ehi, Gerald! Vieni qui! Si è staccato il cavo di rete! Attaccamelo, sono connesso con il Katanga, muoviti!”
“Gerald, caro, ma come sei carino oggi con quella salopette fucsia. Mi provi la presa della stampante? Non funziona. Sai, devo fare il planning della giornata.”
E Gerald attacca, stacca, riattacca, cerca, connette, sconnette, riconnette…
Tutto ciò, però, è solo una parte del lavoro di descrittore anastatico.
Nel corso delle sue attività manutentive, egli è delegato a fare domande. Raccoglie suggerimenti e lamentele. “Ma tu, come risolveresti il problema?” è solito chiedere, quel “ma” simile a un verme infilzato sull’amo. Oppure: “Ma tu, sapresti suggerire una miglioria per questa procedura?”
Ecco: procedura. Le domande di un descrittore anastatico riguardano questa parola sacra: la Procedura.
In questo modo, egli collabora con l’Azienda per raggiungere la Qualità Totale.
Ah! La Qualità Totale! L’incanto che emana da questa sublime espressione, da questa locuzione aggraziata!
Ma perché “descrittore”, e, cosa ancora più oscura, “anastatico”?
Due volte la settimana, Gerald viene risucchiato nell’ufficio dell’Ingegnere della Qualità, un tizio cubico, con braccia cortissime, mani ancorate sulla tastiera del PC, senza collo, testa bitorzoluta, occhiali high tech, noto petomane. Là Gerald deve prodursi in una complessa descrizione (da cui: Descrittore) della vita infernale di un ufficio brulicante di esseri umani, dal punto di vista del Miglioramento della Qualità. Per questo fa domande a tutti.
Per evitare ogni interferenza tra i dati raccolti e la sua propria psiche; per evitare qualsiasi inquinamento con elementi tratti della propria storia personale; per evitare inutili commenti che potrebbero altrimenti falsare lo spessore originale dei dati raccolti, per tutto questo, egli è addestrato per agire come un registratore umano.
Trovata l’analogia con una fotocopiatrice, la perversa mente di coloro che hanno previsto la funzione dei vari Gerald Frühstück all’interno del Sistema della Qualità Totale, aveva deciso: anastatico! Descrittore anastatico!
Ecco.
L’algida funzione del descrittore anastatico era atterrata però su un esemplare umano poco adatto a sostenerla. Gerald era un sentimentale. Aveva una spiccata capacità di immedesimarsi nel suo simile. Di solito, lo faceva al punto di dimenticarsi completamente di sé stesso. Del resto non aveva la minima idea di che significasse quel “sé stesso”, o “me stesso”, o “egli stesso”, insomma, il termine “stesso” era per lui del tutto privo di un senso definito. Gerald era sempre l’altro da sé. Non il simile. Sarebbe stato più semplice. Gerald non percepiva alcuna similarità tra sé e l’altro. Lo intuiva e sentiva come lui, e da quel momento, svaniva.
Insomma, aveva una paura indicibile di vivere.
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