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I due fratelli
s’incamminarono, stringendosi nei loro abiti per ripararsi da
un prepotente quanto sorprendente vento per nulla caldo. Finalmente
l’imponente figura del grosso pick-up nero metallizzato li
rassicurò. Matteo, con gesto rapido della mano,
pigiò il piccolo pulsante posto nella chiave stessa
dell’auto, un sonoro “bip” seguito da un
tenue e sordo rumore di sblocco, confermò la disattivazione
del “sofisticato” sistema d’antifurto e
una volta saliti a bordo la situazione migliorò nettamente,
rimanendo per qualche istante in silenzio, come per trovare le parole
giuste per affrontare un argomento di cui non si conoscevano i
contenuti. L’imbarazzo di Stella si poteva leggere
chiaramente nel suo volto.
«Credo che parlarne potrebbe essere utile, perlomeno ti
aiuterebbe ad esternare alcune tue sensazioni» le propose lui
con voce bassa, ma sicura, guardandola con affetto. Lei
sospirò, tenendo la testa bassa, limitandosi a scuoterla e
alzare le spalle senza dire nulla, sfilandosi e infilandosi
l’anello dal dito.
«Ho percepito una presenza astratta, difficile da
interpretare in maniera razionale». Il tono usato da lei
nascondeva una velata emozione, recepita immediatamente dal fratello
come un’urgente richiesta d’aiuto, che
notò il viso della sorella divenire pallido e teso
d’improvviso.
«Non permettere alle tue paure di imbrigliare le tue
sensazioni e pensieri… parlami di questa presenza, senza
tralasciare nulla» la rassicurò lui, stringendole
le mani tra le sue. Stella ancora una volta rimase in silenzio,
poggiando la fronte nel vetro della portiera, osservando distrattamente
un gattino giocare con un tappo di sughero.
«D’accordo, ci proverò»
rispose in seguito lei con più determinazione nella voce.
«Bene sorellina, ricordati che è di fondamentale
importanza reagire alle proprie ansie e timori».
«Tu ed io siamo uniti da una singolare
particolarità, quella di poter comunicare a distanza. Siamo
in grado di mutare improvvisamente i nostri stati d’animo,
avvertendo fastidiosi ronzii all’interno delle orecchie,
precedute da un’agitazione crescente… questa
“cosa” noi due la conosciamo perfettamente, non ci
spaventa, l’abbiamo accettata in tutti questi anni,
convivendoci assieme, odiandola e amandola. Oggi, indubbiamente, la
percezione che ho avvertito, non è certamente quella
conosciuta, bensì molto più aggressiva e dolorosa
nel suo passaggio, come mille aghi conficcati nella mia testa. Sentivo
la tua voce per telefono, ma non potevo parlarti, incapace di
comprendere come mai tu non avvertissi nulla in quel momento; solo
adesso mi rendo conto che “un’ignota
presenza” si è incanalata penetrando
silenziosamente nelle mie difese, strisciando come una serpe fino a
raggiungere e comunicare con la mia psiche, eludendola e confondendola.
Matteo, ho una tremenda paura di tutto questo e non riesco ad accettare
l’idea di essere in contatto con un qualcosa che non conosco,
assorbendo un dolore che non sia il tuo. La mia vita ha subito una
violenta virata, ed io non sono in grado d’impostare la
giusta rotta» dichiarò Stella con voce tremolante,
osservando il viso serio e preoccupato del fratello, rimasto in
silenzio ad ascoltarla, impotente nel cercare una risposta plausibile
ad un qualcosa di così “irreale” e
sfuggente.
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