i libri

Fabia Ghenzovich

Giro di boa

2007

ISBN 978-88-7536-118-1

pp. 80

cm 12x21

€ 11,00

 

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L'autore

Fabia Ghenzovich è nata a Venezia dove vive . Ha ricevuto riconoscimenti e premi e ha partecipato a numerose antologie nazionali. Suoi testi sono apparsi nelle riviste Le voci della luna, selezione Premio Renato Giorgi 2006, e Poesia, nella rubrica “per competenza” di Roberto Carifi. Nel 2004 è presente alla prima Biennale di poesia “Officina della percezione”, e nel 2005 e 2006 al Festival Verona poesia, entrambi promossi dalla rivista Anterem.
È interessata alla poesia e alle sue possibili interazioni con i linguaggi dell’arte, in particolare con quello musicale, come nel caso di Metropoli, testi poetici indirizzati verso il rap.

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I testi

 

Segni particolari
 


Non sarà inutile quest’unico comfort
sospeso sul foglio bianco ogni tanto
dell’immaginazione
avant destr sinistr dietro front
in fila per un sogno di libertà
sul viadotto della dissociazione
per i tanti principianti incespicanti
sull’orlo dell’oblio ma io
seguirò punti cardinali fissi per essere ciò che sono
nome: FABIA
segni particolari: NESSUNO.

 

 

* * *

 

 

Giro di boa
 


Mi chiedo se sempre sia l’estrema resa
(dei conti) alla rinuncia un giro di boa
quando tutto è uguale
eppure niente è più come prima nemmeno punto
virgola o rima
aprendo e chiudendo parentesi
di riflesso incontrando te stesso
sfiorando melodie di un duetto
di amanti mai conosciuti
ricominciando dall’ABC
scacciando i demoni di ieri
col gioco del CUCÙ.

 

 

* * *

 

 

Bollettino meteorologico
 


Sorge il sole al mattino
la volta celeste è serena
numerosi i pianeti e le stelle
sulla tangenziale ovest
traffico in aumento
si è rotta la poltrona.
un caccia invisibile 117
è stato abbattuto nel cielo rosso
della Jugoslavia.

 

* * *

 

 

Venezia d’autunno
 


Qui colori d’autunno spenti
languori aloni soffocati
da nebbioni densi qui da silenzi
in sciabordio la riva declina
la pietra apre appena alle sirene
d’invisibili bastimenti
ai richiami ai rintocchi
di passi prossimi e lontani
alle grida straziate dei gabbiani
venuti dal mare tra campielli e calli
un tempo arditi ora qui poverelli
in mezzo ai rifiuti affamati
a mendicare.

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Recensioni

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