i libri

Massimo Tortola

 

la dittatura

delle lettere maiuscole

2011

ISBN-13: 978-88-7536-276-8

pp. 48

cm 12x21

€ 8,50

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Massimo Tortola_già punkDandy nasce il secondo giorno di marzo del 1978 alle ore 12 p.m. circa nella ruvida città di Isernia.

Ha vissuto i primi 30 anni della sua vita tra il Piemonte, il Molise, l’Inghilterra e Bologna. Oggi vive sull’appennino tosco-emiliano.

La sua prima silloge L’Onnivoro con l’impermeabile è uscita nel febbraio del 2009, edita da Ismeca. È presente, fra l’altro, nell’antologia Rosso. Fra erotismo e santità (Edizioni Lietocolle, febbraio 2010) e nell’antologia aforistica del concorso Torino in Sintesi 2010 (Ed. Joker 2010).

La dittatura delle lettere maiuscole rappresenta il suo secondo lavoro poetico.

www.punkdandy.it

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La dittatura delle lettere maiuscole
 


sciolto
nei formalismi delle lettere maiuscole,

passeggiamo
su bolle di imbarazzo
nel solito cerchio del niente.

i numeri
          picchiano i colori
i colori
         sono gatti sfuggenti.

Inciampo
tra i piedi degli spettri.

guardo
gli uccelli senza umore di casa mia:
cantano nella pioggia
cantano nella nebbia,
cantano

e questo già basta.
 


aprile 009

 

* * *

 

Banchine di crema


un treno in pensione
posteggiato nel Padre universo,
dove vivo

casa
senza puzzo di chiesa / chiodi / cristi

perso
tra binari d’asfalto,
nella luce
            giallo crema di banchina.

il grosso malinteso dello spostarsi
                                            restando
immobili
qui mi è chiaro.

l’azzoppato che licenzia il bastone
il muto che bestemmia
il folle di Marradi sereno nel sereno,

questo cerco
 


aprile 008

 

* * *

 

da La politica delle nostre vite

 

 

Anticipare la propria rovina in versi: essere poeti.

Perché credere nella democrazia?
Il fatto del tuo esistere è il risultato della dittatura di una voglia oscena accolta in eguale carne oscena.
È da lì che sei venuto: da una dittatura.

 

A centro notte, quando ricerco una penna o una matita, si amplifica la mia parentela con l’uomo delle caverne. Un uomo a cui hanno sostituito la clava con la penna.
È questo il mio progresso?

 

Morire meno stupidi di quando nascemmo. Morire meno stupidi dei nostri padri, morire meglio. Era questo tutto l’affanno.

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