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Marcello Milli

 

La breve storia

dei gemelli truffa

2017

ISBN-13: 978887536407-6

pp. 236

cm 15x21

€ 10,00

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Marcello Milli, ingegnere, vive e lavora in Germania.

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Questo libro racconta una storia d'amore. Una coppia, un affetto enorme, una complicità unica, una stima incondizionata. Niente di speciale, o forse sì. Perché la "coppia" sono due fratelli, anzi di più, due gemelli. E il loro affetto, la loro complicità, la loro stima sono la forza più potente che esista. Il loro amore è il motore che muove i destini del mondo, e che va anche oltre, oltre la Terra e le stelle. È l'antimateria di cui è composto l'Universo.

 

* * *

 

[...]

Ai tempi dell'asilo il mio incubo si materializzava quando eravamo soli io e lui. Massi si era guadagnato il soprannome di zanzara: sarebbe riuscito a far impazzire anche un santo, ed è chiaro che quando non c'era nessuno nelle vicinanze il bersaglio preferito diventava il suo più grande alleato, e così iniziava a punzecchiarmi e provocarmi. Eppure perfino in quelle provocazioni c'era una complicità inaudita. Era il suo modo di dire: noi siamo noi, e il resto non conta, il mondo poteva crollare, ma finché saremmo stati insieme nulla poteva fermarci.

Col passare del tempo anche i nostri caratteri si stavano formando, lui così buono e dispettoso, io la corazza per tutti e due: Zanzara e Cuore di pietra.

Durante la scuola materna avevamo iniziato con la nostra più grande passione ereditata da papà: il calcio. Del primo anno di asilo ricordo solo le ore di punizioni che ci davano le suore, eravamo così tremendi che venivamo puniti ogni volta che succedeva qualcosa in classe, anche quando forse, e dico forse, eravamo innocenti.

 

Finito il primo anno di asilo, ci eravamo trasferiti a Napoli. Il nuovo asilo era purtroppo sempre gestito da suore con le quali avevamo un conto aperto. Le suore, si sa, non sopportano i teppisti e i teppisti non sopportano le suore.

Gli ultimi due anni di asilo passarono tra un castigo e l'altro, tra una rissa e l'altra. Finito l'asilo al pomeriggio avevamo modo di sfogarci con tutti gli altri bambini nel cortile sotto casa.

Partite a nascondino infinite, calcio a più non posso, scambi di figurine e per ultimo avevamo anche imparato ad andare in bicicletta, cosa che rendeva molto più agevole il controllo del nostro territorio.

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