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La scala
Io, un giorno, mi sono trovata davanti a questa scala. Avete presente
una di quelle giornate talmente uggiose che non si vede a un palmo dal
naso, e mentre si cammina per strada tra sé e sé
si dice: «peggio di così non può
andare, voglio tornare a casa mia!»? Ecco, che cosa ci si
trova in mezzo alla strada? Una scala! Eh beh, mi pare logico no? No...
Ci si stropiccia gli occhi, si pensa subito «se lo racconto
in giro mi dicono che sono matto», non si vuole credere a
qualcosa che è così evidente e ci si gratta la
testa mentre lo si osserva perché sta proprio lì,
davanti a noi! Così mi è successo quel giorno!
Allora, o la schivavo o provavo almeno a toccarla. Se avessi fatto
finta di nulla mi sarei presa in giro da sola: «daaaaiiiiii!
Come si fa a dimenticarsi di una scala che sta lì... in
mezzo alla strada... così!». Allora mi avvicinai,
la toccai... beh, sinceramente l’ho anche annusata ma non
ditelo a nessuno vi prego! Scoppierebbero a ridere come ho fatto io
prima di accorgermi che ha un profumo meraviglioso!
Vabbé, insomma, sapete cosa ho fatto? Ho provato a salirci!
Allora, c’era una nebbia da far spavento e in
realtà si vedevano bene solo i primi due scalini, quindi non
sapevo come questa scala si reggesse in piedi e tanto meno se portasse
realmente da qualche parte. Beh, meglio così: invece che
tornarmene a casa ad oziare, avevo scelto di star lì a
gingillare con sta scala sbucata da non so dove!
primo
scalino
Insomma, tutta impacciata mi posiziono sul primo gradino... che
paaauuuuuraaaaaa quando mi sono girata e l’asfalto della
strada era sparito! Mi è preso un colpo!
«Ehiiiiii, rivoglio il mio asfaltooooo, nero ma sicuroooo,
perché così so dove appoggiare i miei piedi senza
star lì troppo a guardareeee!». Niente da fare, al
posto dell’asfalto c’erano dei sassolini, non mi
davano per niente sicurezza, no no!
Volevo scendere da quella brutta scala del cavolo, cosa caspita mi era
venuto in mente?! Tra rabbia e paura non sapevo a chi dar retta, ma
poi, mentre guardavo in basso... «Uhu! Ma questo gradino
è proprio bello!». Avevo messo i piedi su un
gradino che sembrava emanasse calore, un calore piacevole, sembrava
quasi brillasse, ma poi mi dissi di non esagerare e allora girai la
testa altrove. Ma volete sapere la vera novità? Quel calore
faceva scomparire la nebbia, almeno un po’! Wow!
In quel momento avevo due scelte possibili: o tornare indietro,
schivare la scala e proseguire dritto, o salire sul secondo gradino.
«No no no!», mi dissi subito, «scordati
il secondo gradino, non se ne parla proprio! Dove caspita ti credi di
andare?».
Beh, non so quanto sono stata lì a pensarci su. Sta di fatto
che, sedendomi per riflettere, mi ero inavvertitamente appoggiata al
secondo gradino e quando me ne accorsi, ridendo, dissi: «Ma
guarda un po’! Ci stavo già!». E
così...
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