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i libri
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Gianfranco Brusasca
Il Canto Grande

2005
ISBN 88-7536-034-0
pp. 240
cm 12x20
€ 16,00
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L'autore
I
testi
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L'autore |
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Gianfranco Brusasca ha
pubblicato il Libro di poesie e pensieri Tu sei
l’Amore (Amadeus Editore, 2000) e viene incluso su
varie antologie di poesia La Parola e l’Immagine
(Editore 50 & Più, Roma, 1996-2000) e
Emozioni e Magie del Natale (Editore d’Arte Roberta
Braceschi & Comune di Piacenza, Volumi 1,2,3 -
1998/2000-2001-2002). I suoi testi sono tradotti dal poeta, scrittore e
saggista ungherese Ferenc Baranyi e pubblicati sulla rivista letteraria
di Budapest Ezredvèg; viene incluso
sull’antologia ungherese di poeti italiani da San Francesco
D’Assisi ai giorni nostri, Szerelem és
nemes szìv (Hungarovox Kiadò, Budapest,
2003).
Vincitore di diversi premi di
poesia (Levico Terme, Genova, Piacenza, Milano), è stato
riconosciuto a Milano, come poeta in Lingua lombardo-milanese,
dall’ “Antica Credenza de
Sant’Ambroeus”, vincendo l’Ambrogio
d’oro di Poesia il 7 Dicembre 2002.
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I testi |
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Le tue mani
Da
dove vieni, tu
che
hai il sorriso dei fiori,
da
dove sei scappata?
Dove
vai, tu
che
erri nei pensieri miei?
Dov’
è il tuo cuore
che
sanguina di amori perduti?
Perchè
tu saluti
e i
miei occhi si chiudono
per
non vedere?
Non te
ne andare,
rimani,
ascolta
il canto
lungo
delle cornamuse.
Le tue
mani... le tue mani
là
dove i gerani
amano
baciare le ultime rose.
* * *
Un
fuoco
C’é
un fuoco che arde
nella
mia mente
e
vorrei tanto
poter
cantare a lungo
negli
universi di questa terra
amorosa
e amica
e
nelle sue strade
più
polverose
le cose
che mi
muoiono dentro!
7
Agosto 1999
Vagando
per la terra di Sardegna
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* * *
L’urlo del poeta
Più
volte nell’esistenza
aveva
emesso condanne
a
morte e poi
un
grido ammutolito
una
protesta del cuore
bruciato
dal dolore
e dal
peccato.
Ma non
fu diseguale
la fede
nella
resurrezione.
Cornaredo,
5 Dicembre 2000
* * *
Postfazione
Prima
dell’ermetismo - come scrissi in un mio saggio precedente -
in Italia la poesia non è stata soltanto un puro e semplice
genere letterario, avulso dalla realtà, bensì un
luogo ove si sono svolti i più accesi dibattiti. La poesia
cercava, qui, di interpretare ed esprimere la coscienza della nazione,
esercitando una sorta di controllo critico nei confronti del potere ed
aveva un profondo legame con la gente del popolo dalla quale era molto
seguita. Essere poeta non significava soltanto scrivere poesie, ma
anche dichiarare guerra ad ogni infamia, ingiustizia,
inumanità. Il grande poeta ungherese Sàndor
Petòfi scrisse: «Voglio essere utile - non
splendido». I poeti d’una volta volevano, prima di
tutto, tornare al pro del loro popolo. Oggigiorno ho paura delle poesie
perchè sono aggressive, infatuate, ingiuriose. Mi seccano o
m’umiliano, invece di consolarmi. Le poesie dovrebbero essere
complici delle belle emozioni umane, dando animo alla bontà
sempre più maldestra, recuperando il loro dovere iniziale.
Gianfranco
Brusasca trae profitto dai risultati dell’ermetismo e nello
stesso tempo ha il coraggio di proseguire il cammino dal quale gli
ermetisti deviarono, una volta. Così, nella sua
attività poetica, «il canto grande sale»
e di nuovo «esce dalla casa chiusa» e va verso gli
uomini affinchè essi non siano solitari nelle loro residue
intenzioni generose. «Sì, poesia - scrive il poeta
- per voler vivere / quel sublime attimo / intimo e fuggevole e pur
eterno / d’una foglia d’autunno / che cadendo grida
/ addio al suo ramo / e leggera se ne va / via col vento / per posarsi
/ un po’ più in là / sul seno della
terra / nostra madre e figlia». Le poesie di Brusasca
diventano mezzi significativi e pregnanti per dare forma costruttiva
agli impulsi umani. Lo sento parente nella poesia, fratello nella
concezione del mondo. Quando traduco le sue opere è come se
regalassi al mio popolo l’ispirazione comune di
un’altra nazione.
Ferenc
Baranyi
Budapest,
Ungheria
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Recensioni |
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giovedì
18 agosto 2005
«Un poeta cornaredese riconosciuto a
livello nazionale, e non solo. Si tratta di Gianfranco Brusasca,
originario del Monferrato ma lombardo d'adozione, residente a Cornaredo
ormai da quarant'anni. (...) Scorrendo le poesie di cui è
composto "Il Canto Grande", ci si accorge di come i versi traggano
ispirazione dalla sua vita, dalla realtà, dalla natura con
cui si è misurato nei luoghi della sua infanzia,, nelle
colline dell'Alessandrino e lungo il corso del Po». [Sarah
Costi]
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martedì
10 gennaio 2006
«Nove appassionanti viaggi di vita,
d'amore e di libertà, al cuore della poesia. È
questo il succo della raccolta Il Canto Grande del poeta Gianfranco
Brusasca (Edizioni Joker). Come scrive Andrea Rognoni, direttore del
Centro Regionale delle Lingue e delle Culture Lombarde, nella sua opera
"La carne si fa musica e la poesia arte, chiudendo il cerchio delle
nove realtà per aprirne uno nuovo, per certi aspetti
imprevedibile, come l'accedere del terzo millennio"».
7 aprile 2007
[Sara Cassani]
leggi
agosto 2006 [Cristoforo Puddu]
leggi
Budapest,
gennaio 2006
Gianfranco Brusasca, Milanó egyik
külsõ kerületében,
Cornaredóban él. Ám rokoni
szálak Szardíniához is
fûzik, gyakran megfordul ott. A még ma is
vadregényes sziget különös
színekkel gazdagítja Brusasca
líráját. Nemrég
látott napvilágot "A nagy ének" (Il
Canto Grande) címû verseskötete a
tekintélyes
Edizioni Joker kiadásában.
Elõszót a RAI-ból is jól
ismert Andrea Rognoni professzor írt hozzá,
utószót pedig én. Ebbõl a
kötetbõl mutatok be három verset.
[Baranyi Ferenc]
Sono pubblicate in traduzione
ungherese le poesie Pusztai szél (Vento
di pianura), Te ki hajam levágtad
(Quando Tu mi tagliavi i capelli) e Táncol
a Hold (Danza la Luna )
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Riconoscimenti |
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Premio Speciale della Giuria
- 8° Premio di Poesia "Città di Piacenza" 2005
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