i libri

Ugo Piscopo

 

Grano di sabbia

Haiku

 

 

ISBN-13: 978887536386-4

2019

pp. 88

cm 12x21

€ 13,00

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L'autore

Ugo Piscopo è nato a Pratola Serra (AV) nel 1934. Laureato alla Facoltà di Lettere dell’Università agli studi di Napoli, frequenta in seguito la scuola di specializzazione in Filologia classica.
Vincitore del primo concorso di abilitazione all’insegnamento del secondo dopoguerra, inizia a insegnare nei licei a Napoli, quindi al Liceo di Tripoli (Libia), tenendo insieme dei corsi di lingua e cultura italiana per stranieri presso l’Istituto Italiano di Cultura. Torna in Italia dopo la Guerra dei Sei Giorni (giugno 1967), ottenendo una cattedra presso un Liceo Scientifico di Napoli. Vince poi il concorso a Preside nei licei e svolge tale funzione per circa dieci anni. Passa, quindi, su concorso alla funzione di Ispettore, prima a livello regionale, poi a livello nazionale. Nel 1998, a firma del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, riceve il diploma di “Benemerito della scuola, della cultura e dell’arte”.
In poesia, ha esordito nel 1963 con la raccolta Catalepta, per la quale Diego Valeri scrisse una bella recensione. L’ultima sua silloge pubblicata è Crepitii. Epilli (Oèdipus, Salerno 2018), che vinto il Premio Speciale il lauro d’oro “Città di Conza della Campania 2019”. Per la poesia ha avuto premi e apprezzamenti, tra cui il primo premio “Petroselli” (Roma, Campidoglio, 1996, Presidente Tullio De Mauro), e traduzioni in francese, tedesco, spagnolo, neoellenico.
Dall’Oriente Piscopo trae sollecitazioni all’uso di moduli, come l’haiku, che fa parlare il silenzio e ciò che non viene nominato. Di haiku sono state pubblicate già altre sillogi, la più importante delle quali è Oscilla mille (Empiria, Roma 2013).
Nel campo teatrale, ha fatto ricerche, ha scritto note critiche su giornali e ha pubblicato volumi monografici, come Maschere per l’Europa: il teatro popolare napoletano da Petito a Eduardo (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1994) e Giovinezza in coturno. Il teatro i giovani lo Stato fra le due guerre (Sinestesie, Avellino 2016).
È autore di vari drammi su cui è stata scritta una puntuale monografia da Asteria Casadio: Ugo Piscopo tra critica e scena, (Evohé, Teramo 2018).
Come narratore, è stato non meno proficuo, pubblicando vari libri tra i quali La casa di Santo Sasso (Sellino, Milano 1993), Scuola che sballo (Guida, Napoli 1997, finalista Premio “Ischia – Domenico Rea” 1998), Irpinia, sette universi cento campanili. Spaccati e percorsi (Edizioni Scientifiche Italiane, napoli 1998, Premio “Capri – San Michele” 1999), Torneador e i suoi amici (Ente Regionale Parco dei Moti Aurunci editore, Campodimele 2001, vincitore 1° Premio Nazionale di narrativa per ragazzi “Monti Aurunci”).
Ha tradotto dal francese, dallo spagnolo e dal tedesco, ed è stato direttore di collane editoriali.

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I testi


Il dibattito sulla natura e la probabilità dell’haiku presso la cultura europea, specie italiana, è sempre aperto e presenta problemi fondati, sul piano storico, culturale e quindi identitario nel senso più valido e pregnante del termine, e, malgrado ogni mediazione culturale, questa espressione allogena e ferreamente prescritta nella metrica, non ha facile accesso alla sensibilità profonda dell’anima occidentale. Ciò tende a confinare a priori nella pura curiosità culturale e nell’atteggiamento snobistico il gesto di chi vi si dedichi più di tanto. Si può anche condividere in generale. Ma nel caso è sembrato che Piscopo abbia, per così dire, aumentato e rimesso in gioco, in modo convincente, la capacità dell’haiku di agganciare, nella brevità e la sintesi che prescrive, frammenti di realtà a loro volta sorpresi saltando da un appiglio tattico all’altro, avanzando sul terreno letterario come farebbe un fante assaltando un presidio.
                                                                                                          Sangiuliano

 

 

* * *

 

luna sfiorita
irraggiungibile sua
in riva al giorno


stella lucente
guarda fontana spenta
piega la fronte

 

 

bosco profondo
serpenti di silenzio
tra fili d’erba

 

 

vecchia fontana
ora sambuchi e vitalbe
e tre cardelli

 

 

talpe di città
sentite almeno voci
in lontananza?

 

 

se ci sono io
ci sei anche tu ma dove
tendere la mano?

 

 

casa natale
rimembri tu mi dice
le ombre del fuoco?

 

 

grano di sabbia
entro sgargiante riso
di cielo e mare

 

 

autunno nella
foresta di sé darsi
un po’ di calma

 

 

pensieri secchi
a galla su acque stagne
a notte fonda

 

 

silente ascolto
del filo che ci parla
me il bruco il vento


ore scialbate
con macchie alle pareti
un giorno senza

 

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Vincitore del X Premio di Poesia Florida Roma 2019
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