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Forse
poesia
ci
salverà
dal
ghigno beffardo
di
chi oscura
il
bagliore della neve.
Anche
il poeta
si
ottenebra dubbioso
se
gelo e morte
segnano
l’assenza
della
gioia.
Ai
tanti seminatori
silenziosi
chiedo
di farsi voce
di
essere volti e corpi
lucidi
e trasparenti.
Quaranta
giorni
per
tessere speranza.
26/02/2009
* * *
Porto
radici
di
donne
altere
in dignità,
sottili
pioppi
liberi
dall’aria
greve
di
pianura.
Alberi
sorelle
frondosi
ad ogni primavera
nati
e rinati
da
una sola zolla,
scaldata
nel ventre
contadino.
Donna
di provvida accoglienza,
trecce
d’infanzia
sfatte
in
matasse
di
lieve chiarità.
Mi
riconosco
figlia
generata
in carne
e
spirito
da
moltitudini
di
donne
silenziose,
smentisco
l’arido
dei
geni
decifrando
segni
veritieri
a
noi soltanto.
17/04/1993
* * *
Invecchio.
Mi
cade
a
giorni
l’alfabeto
di
bocca
misuro
ricordi
a
colpi di decenni,
fingo
disinvoltura.
In
verità
possiedo
consunte
speranze
nel
cuore di castagna
e
serbo
l’argilla
dei volti
accesi
di
sole e di mistero.
31/08/1993
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