i libri

 

Sangiuliano

 

Emozioni esplicite

Poesie erotiche

2014

ISBN-13: 978-88-7536-348-2

pp. 58

cm 11x16

€ 10,00

L'autore

I testi

Recensioni

Riconoscimenti

Dello stesso autore

 

Acquista on line su:

9

9

9

       
       
L'autore

Critico letterario e filosofo dell’arte, storico e teorico della canzone, filologo classico e pedagogista, Sangiuliano è nato a Roma nel 1942.
Ha pubblicato in poesia: Geometria del cuore (1976), Il presente impossibile (1978), Notizie dall’uomo (1980), Bestiario ’80 (1980), Erbario ’81 (1981), Inventario con lessico (1983), Ordine chiuso (1983), Ipotesi di lettore (1985), Teorema fragile con argomenti (1988), Il serpente a sonetti (1988), Ode a Balzani (1992), Palme e altro mondo (1996), Tre malumori (2005), Nuovo Bestiario (2007), Le ragioni del canto (2008), Atlante privato (2009), Studio d’orchestra (2010); come narratore: Roma d’autore. Memorie, canti e incanti di una città (2009); come saggista: Il mito America. Hollywood e Fitzgerald (1983), Quando Roma cantava. Forma e vicenda della canzone romana (1986, ripubblicato in versione aggiornata e ampliata da Joker, Novi Ligure 2011, con CD-musicale), Balzani fra spettacolo e folklore (1986), Il tempo della finzione. Modi e orizzonti della creatività (Premio Internazionale Città di Marino, 2004); come antologista: Eidolon. Le rovine e il senso (poesia italiana contemporanea,1983), Tanto pe’ cantà (canzone romana,1994), I giorni della Fenice (poesia contemporanea mediterranea, 1999), Canzoniere per Borges (poesia italiana contemporanea, 1999).
Come autore di canzoni e brani strumentali ha pubblicato il DVD Roma d’autore (2009). Ha rappresentato ufficialmente l’Italia e la città di Roma in vari incontri internazionali di poesia. Ha presieduto, dal 1975 al 1984 il Premio di Poesia FLORIDA, e tuttora presiede il Centro Internazionale di Cultura omonimo, dirigendone le edizioni; ha diretto il Museo dell’Aeronautica Militare Italiana di Vigna di Valle, la collana di poesia L’altro silenzio delle Edizioni Ferv di Roma, nonché, come critico d’arte, la galleria Campioli, e all’interno di questa la Collana Internazionale di Poesia in piego Le parole contate (con Enrico Ghidetti, Giuliano Manacorda, Norbert von Prellwitz e Achille Tartaro).

0

I testi

0

Nei primi due versi della raccolta sta tutto lo spettro espressivo messo in campo da Sangiuliano: «tu, sedula apprendista di varianti, / godevi sia di dietro che davanti». In due versi si fa un viaggio a partire dall’aggettivo “sedula”, termine colto che significa diligente ma soprattutto “senza inganni” (a mettere subito in campo l’estrema e libera franchezza con cui le copule vengono consumate e rievocate), passando per l’approccio ludico sotteso alle “varianti”, per finire al godimento bifronte, ossia “in modo naturale” e “in vaso improprio” come dicevano i teologi un tempo (testimonianza di una piena presa di possesso del corpo proprio e altrui, e dell’indifferenza – o disprezzo – verso qualsiasi proibizione culturale). Non mancano d’altra parte, in tutta la raccolta, riferimenti alla grande letteratura, più o meno larvati.
In questo intreccio felice il godimento del sesso e quello della parola vanno di pari passo.

                                                                                                    Sandro Montalto
 

* * *


 

I

Tu, sedula apprendista di varianti,
godevi sia di dietro che davanti,
e come perla ti prestavi al cazzo
correggendo del mondo il tristo andazzo
ond’era pippa. La tua bocca bella
(fregna con lingua) a giro di cappella
molceva la mia pena: per cui muovo,
allo scader del piangere e il gioire,
fra sesso e amore senza poter dire
dei due qual sia gallina e quale uovo.

 

* * *

XII

Con ciò, persa ogni fede e la fortuna
erettile a onorare le occasioni
della piccola morte, bionda o bruna
che fosse la motrice degli ormoni,
or che non posso più incular nessuna
ho inteso ristorar donna mia prima
che in mille guise a cazzo si fe’ cruna,
col canto e coi rimbalzi della rima..

 

* * *

 

XVIII

Gira la ruota, gira tutto quanto,
gira la femmina a tentare il canto,
e ogni piacer che pur giunga alla meta
sempre finisce in pippa di poeta.

 

* * *

 

XXVII

La verità è nascosta quanto basta
a blandir gonzi ed unica certezza
è che cazzo ci cova. E non è frusta
ossession d’impretato se è la razza
che a Natura interessa e non, per trista
disperazione nella voglia pazza,
l’ostico andar di un singolo arrapato.
L’amor che muove il sole e l’altre stelle,
considerato bene il nostro stato,
altro non è che un urgere di palle.
0

Recensioni
Riconoscimenti
Dello stesso autore

Sangiuliano, Quando Roma cantava

Sangiuliano, Il fondo del barile

0

0