i libri

Paolo Barbieri

 

Pentagoni regolari

n. 23

ISBN-13: 978887536412-0

2017

pp. 80

cm 11x16

€ 12,00

 

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L'autore

Paolo Barbieri (Carrara, 1950), laurea in Economia e Commercio, è stato insegnante presso istituti superiori. Ha iniziato a pubblicare i suoi lavori letterari solo dopo il pensionamento del 2008. I suoi interessi culturali hanno sempre spaziato sia nel settore artistico sia in quello scientifico. Le sue conoscenze musicali sono approfondite e si estendono dal polifonismo cinquecentesco di Palestrina alle composizioni atonali del ’900. Profondamente attratto dall’opera lirica, in particolare dal dramma giocoso o buffo, ha completa conoscenza delle più grandi voci liriche dall’invenzione del disco fino ad oggi. È anche appassionato conoscitore di cinema, arte e danza classica. In ambito scientifico, la sua passione per tutte le branche della Fisica è stata travolgente, così come quella per la Psicanalisi. Paradossalmente, le sue conoscenze in campo letterario non sono così vaste. Poesia: Poesie d’amore e di morte (2011), Poesie in sol minore (2012), Peccati di vecchiaia (Edizioni clandestine, Massa 2013). Aforismi: Il caso è singolare (2014), È un piacer serbato ai saggi (2015), Languir per una bella (Stampa indipendente, Massa 2015), Pentagoni regolari (Edizioni Joker, Novi Ligure 2017), Vanità e affanni (Edizioni Joker, Novi Ligure 2019. Romanzi: L’inebriante seduzione (Edizioni Joker, Novi Ligure 2018).

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I testi

 

Un libro di aforismi come regolare scarica di mitra, o altrettanto regolare goccia che, secondo il vecchio adagio, scava la pietra (ma può anche tramutarsi in perversa tortura). Paolo Barbieri ci consegna una nutrita serie di riflessioni in forma aforistica il cui aspetto formale colpisce immediatamente: si tratta infatti di testi di lunghezza quasi identica, e quasi tutti contenuti entro le due righe. Un dato, questo, che non può essere trascurato: l’autore, che come la lettura del libro testimonia non sottovaluta né tace le proprie colpe e debolezze, nondimeno spara con voluta nettezza e icasticità le proprie riflessioni. Però non spara a caso, non sventaglia: prende piuttosto bene la mira e colpisce, senza chiedersi con artificiosa letterarietà se il bersaglio stia più o meno in alto.

 

 

* * *

 

Le vere vittorie non hanno arbitri.

Dai diversi non si imparano normalità.

La follia è maestra di vita.

Nei ricordi gli amori non si sprecano.

La soglia della povertà è aperta ai visitatori.

L’abitudine è l’esilio dell’amore.

Gli inganni d’amore sono gioie d’amore.

Amore: non importa per quanto, importa quanto.

Delusione d’amore è crudele fedeltà.


La morte attenderà ansimante l’ultimo aforisma.

 

L’integrità è l’ergastolo cui sono relegati gli ipocriti.

La cattiva coscienza non morde i cani.

Dalla volgarità ci si defila senza raffinati sprechi.

Il silenzio è musica, ma la musica lo rompe.

Sono un aforista! Da tempo non tocco donne, però amo la sineddoche.

Conquistava le donne col suo perenne stato interessante.

L’innamorato che non vede l’ora la chiede in continuazione.

Se smettono di battere, i cuori sono pompe funebri.

 

L’infelicità dei nostri conoscenti può essere per noi di grande conforto.

Si dice che le donne siano più chiacchierone degli uomini: è un luogo comune che esse negano in continuazione.

Il suicidio è un crimine che non può essere reiterato.

L’emancipazione della donna è stata una delle più grandi conquiste del capitalismo.

Pubblicità Progresso: donate gli organi, non siate senza cuore.

La guerra, come l’edilizia, è impresa trainante.

Il giocatore d’azzardo semina nell’orto del vicino.

I baci sono venti romanzi, il sesso due aforismi..

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