i libri

Ciprian Vălcan

 

Le vecchie

e il diavolo

 

Traduzione dal romeno
di Giovanni Rotiroti
e Iulian Francisco Ciubotaru

n. 22

ISBN-13: 978887536403-8

2017

pp. 48

cm 15x21

€ 10,00

 

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L'autore

Ciprian Vălcan è nato il 5 dicembre 1973 a Arad, una città della Romania occidentale. Ha seguito gli studi universitari di filosofia a Timişoara. Borsista dell’École Normale Superieure di Parigi nel periodo 1995-1997, del governo francese nel periodo 2001-2004, si laurea in filosofia all’Università Paris IV – Sorbonne. Professore universitario alla Facoltà di Diritto dell’Università Tibiscus di Timişoara a partire dal 2009. Prorettore dell’Università Tibiscus di Timişoara dal 2010, Dottore in Filosofia presso l’Università Babeş-Bolyai di Cluj-Napoca (2002), in Filologia presso l’Università de Vest di Timişoara (2005), in Storia culturale presso l’École Pratique des Hautes Etudes di Parigi (2006) è Membro dell’Unione degli Scrittori di Romania, del Pen Club filiale della Romania. Redattore della rivista «Orizont» (Romania) e della rivista «Alkemie» (Francia) è Membro del comitato scientifico internazionale della «Revista Colombiana de Filosofia de la Ciencia» (Colombia), del nel consiglio consultivo della rivista «Europa» di Novi Sad (Serbia), del comitato scientifico della rivista «Recerca» (Spagna) e Coordinatore della collana Mirador della casa editrice Napoca Star di Cluj-Napoca. È stato visiting professor presso l’EPHE di Parigi, dell’Università di Lisbona, dell’Università di Castellon nel quadro del programma Erasmus. Dal 2015 ha iniziato la collaborazione con l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” sia in qualità di professore invitato nel quadro del programma Erasmus che come partecipante a diversi convegni organizzati dall’Università.
Ciprian Vălcan ha pubblicato 13 libri e 400 studi, interviste e saggi in lingua romena, ungherese, serba, ceca, polacca, tedesca, francese, inglese, spagnola, italiana, portoghese in riviste e volumi collettivi pubblicati in Giappone, USA, Messico, Colombia, Brasile, Tunisia, Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Belgio, Olanda, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Serbia, Ungheria, Romania.

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I testi

 

La riflessione critica che emerge da questi aforismi di Ciprian Vălcan arriva a determinare le cause sociali e ideologiche della deriva sociale attuale e segnala con lucidità il baratro verso cui il mondo globalizzato sta precipitando. La sua idea che traspare in filigrana in questa sua peculiare scrittura, solo all’apparenza umoristica e provocatoria, si riflette implicitamente nel fatto che il cinismo di coloro che stanno al potere è così trasparente che non è necessaria alcuna critica dell’ideologia; ci si arriva leggendo i sintomi tra le righe; tutto è cinicamente, apertamente ammesso. Ciprian Vălcan sembra opporre al cinismo contemporaneo, un’altra forma di cinismo, quella dei personaggi dei suoi aforismi, cioè recupera il cinismo antico che faceva realmente i conti con l’Altro e non con la sua parvenza attuale. Infatti, già Cioran affermava, ne Il crepuscolo dei pensieri, che dopo l’irreversibile impatto del cristianesimo nel mondo occidentale, al giorno d’oggi sarebbe necessario far ricorso a un “Diogene tenero”. Ciprian Vălcan sembra prendere alla lettera questa indicazione cioraniana del 1940. Infatti il filosofo romeno, come un Diogene del XXI secolo, individua infatti, nei marginali, negli eccentrici e negli anormali sia del passato che del presente, non modelli di “vita naturale” - cioè gli animali, i mendicanti e i bambini come il Diogene classico -, ma soprattutto esemplari umani di dubbia umanità (serial killer, scrocconi, vecchie ciniche, diavoli, ecc.), piuttosto che esemplari di uomo non ancora corrotto dalle convenzioni sociali, maturo portatore di valori e virtù.
Ciprian Vălcan mette insieme il visionarismo e il ludico, la sentenza e il sillogismo, la ricerca filosofica e la scoperta stupefacente di un immediato privo di attese, ideali, valori o precetti degli universi passati. Provocatore, informato, inquietante per colui che desidera letture comode, l’autore compie delle vere e proprie pellegrinazioni spirituali partendo dagli impulsi del concreto e dimostrandosi eternamente innamorato delle sfumature.
Per concludere, il libro di Ciprian Vălcan propone una sintesi avvincente tra letteratura e filosofia, e seduce il proprio lettore con uno stile vigile, ironico, caustico, dimostrandosi così degno erede della tradizione dei moralisti del secolo XXI.

 

 

* * *

 

Potrei accettare solo una rivoluzione ispirata da Falstaff...

Un intransigente moralista è spesso più preoccupato della sorte delle mosche in cucina che di quella dei dannati all’inferno.

Tutti i registi che ho conosciuto parlano del grande talento teatrale dei carcerati.
Forse per mettere perfettamente in scena Macbeth avremmo bisogno di un serial killer.

L’uomo contemporaneo è fiero di poter contare su qualche anno di vita in più. Che trascorre magari in compagnia della demenza senile.

I vecchi morivano come dei patriarchi, sereni e circondati da tutta la famiglia.
Gli uomini di oggi, campioni di longevità, muoiono come bestie.

 


Il diavolo non è mai stato filatelista.
Ha sempre preferito collezionare anime.

Il diavolo non mente mai.
Egli dice sempre la nostra verità.

Il diavolo disprezza i boia.
Ammira invece, e senza riserve, coloro che si occupano di casistica.

Hegel ha avuto l’opportunità di vedere lo spirito del mondo a cavallo.
Ai giorni nostri, lo spirito del mondo cammina a quattro zampe.

Prima di salire al trono, ogni re ha l’obbligo di uccidere lo schiavo che vive dentro di sé.
Però, solo i grandi re hanno la forza di ottemperare a quest’obbligo.
Gli altri si portano lo schiavo sul trono.

Il diavolo ha un debole per le portinaie: ha scoperto che la natura umana per loro non ha più segreti.

I nostri eredi saranno gli insetti.
Dopo l’uomo non verrà il superuomo, ma lo scarafaggio di cucina.

Il successo dello scroccone risulta dalla sua capacità di dare più coerenza al mondo di quanto esso ne dimostri nella nostra esperienza quotidiana. Il mondo dello scroccone è un mondo armonioso, pieno di senso, senza iati. Qualsiasi vedova grassoccia vorrebbe vivere in un mondo simile, dove il diavolo non ha ancora avuto il tempo di infilarci la coda.

Il mondo dello scroccone è un mondo dove non esistono il male, il tedio, la sofferenza. Nel mondo dello scroccone tutto succede come se ci si trovasse in un piccolo rifugio nelle Alpi.

L’unica dittatura veramente intollerabile sarebbe quella di un tiranno austero che impedisse ai bambini di rompere i propri giocattoli.

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