i libri

Andrzej Coryell

 

L'infedeltà sopra

ogni fedeltà

n. 26

ISBN-13: 978887536431-1

2019

pp. 208

cm 15x21

€ 20,00

 

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L'autore

Andrzej Coryell è nato a Varsavia.
Autore di aforismi e parabole comparsi in numerose riviste filosofiche e letterarie, ha pubblicato nel 1978 la raccolta di poesie Les chameaux du myope, ed. Caractéres, Parigi. Il romanzo Spółka z lwem (La parte del leone) è stato pubblicato nel 1986 dalla casa editrice Czytelnik, la traduzione in francese è stata pubblicata nel 1991 dalla casa editrice Actes Sud. Gronostaj ubrany w króla (L’ermellino vestito da re), una raccolta di aforismi e prosa breve, è stata pubblicata nel 2007 dalla Jeden Świat. Niewierność nad wiernościami (L'infedeltà sopra ogni fedeltà), una raccolta di aforismi e prosa breve, è stata pubblicata nel 2016 dalla casa editrice Atut, Wrocław. Cień wieży Babel (L'ombra della torre di Babele, una raccolta di aforismi e prosa breve, è stata pubblicata nel 2018 dalla casa editrice Austeria, Kraków.
Coryell si occupa anche di cinema, sia come sceneggiatore che come regista: suoi i cortometraggi Album rodzinny1939-1945 (Album di famiglia 1939-1945), prodotto nel 2002, e Wodna kaligrafia (Calligrafia acquatica) nel 2004.

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I testi

 

C’è negli aforismi di Andrzej Coryell, più che un gusto della variazione, una vera e propria furia combinatoria che lo porta spesso a esplorare i possibili risultati di un generale scompaginamento. Non evita, come è nella natura dell’aforista, di dare una sua fulminea interpretazione del mondo e dell’esistere ma spesso accetta di filtrare il tutto con maglie abbastanza larghe, indulge al piacere di ammettere l’opposto, di accogliere nella sua visione un ventaglio di altre possibili visioni, minimi scarti o slittamenti. A suo modo una saturazione, forse per scongiurare quel «silenzio» con il quale secondo l’autore saranno lapidati «i profeti moderni» (la divisione stessa dell’universo in capitoli sembra l’ennesima illusione di poter tracciare una mappa univoca). Non sarebbe giusto dire che l’autore esprime un cieco relativismo, né che si fa beffe della verità ritenendola solo il precario e mutevole risultato di una serie di ingranaggi che si incontrano e si abbandonano: tenta semmai di ricordare al lettore, simulando anche con divertimento meccanismi logici a funzionamento automatico, che la verità è effimera, anche se preziosa. D’altra parte, difficile dargli torto, «Sull’infinito si potrebbe ragionare all’infinito».

                                                                                                    Sandro Montalto

 

 

* * *

 

– È semplice immaginare l’infinito – spiegai ai bambini – esso è un pozzo senza fondo.
– Fantastico! – esclamarono. – Ma non esiste un pozzo senza fondo.

Il tempo non deve correre: gli basta scorrere.

Probabilmente anche Dio rimpiange il fatto di non esistere.

Quante diottrie ha l’occhio della Provvidenza?

La mia vista è pessima: vedo soltanto il mondo che mi circonda.

La beatitudine degli angeli li rende poco obiettivi.

Grazie a un seme del frutto proibito Satana è riuscito a dar vita a un’enorme piantagione di alberi proibiti.

A credere nel paradiso sono, di norma, coloro che rendono la vita degli altri un inferno.

Tutti sono capaci di lottare con la morte: l’importante è farla vincere.

– La vita continua – mormorò il leone su una gazzella appena abbattuta.

 

Dio si sentirebbe più sicuro e più allegro nella sua esistenza se avesse un qualsiasi albero genealogico.

Essere senza destino, anche quello è un destino.

Sarebbe una cortesia verso la sorte andarsene via per tempo.

L’uomo è tuttora il tesoro dell’umanità nascosto più in profondità.

Persino il volto della sua morte aveva l’odore del lifting.

I grandi attori muoiono in scena, quelli felici muoiono a letto con l’attrice.

Non sarà affatto divertente se a risorgere saranno i corpi invece delle anime.

Solo un ateo è in grado di provare un sincero rammarico per il fatto che gli dèi non esistano.

 

Nella giungla nessuno contesta la legge.

Nessuno pretende che il treno della storia sia puntuale.
 

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