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Sandro
Montalto č direttore editoriale delle Edizioni Joker, e
dirige le riviste «La clessidra» e «Cortocircuito». Č
redattore e consulente di molte riviste letterarie nazionali
e internazionali e scrive su alcuni giornali. Č fondatore e
giurato di alcuni premi letterari.
In volume ha pubblicato le raccolte poetiche Scribacchino
(Joker, Novi Ligure 2000), Pause nel silenzio (Signum,
Bollate 2006) e Esequie del tempo (Manni, Lecce
2006); la raccolta di aforismi L’eclissi della chimera
(Joker, Novi Ligure 2005); il volume di prose Crolli
emotivi (Lietocolle, Faloppio 2006; nuova edizione Cento
Autori, Napoli 2010); i saggi Compendio di eresia
(Joker, Novi Ligure 2004), Beckett e Keaton: il comico e
l’angoscia di esistere (Edizioni dell’Orso, Alessandria
2006), Forme concrete della poesia contemporanea e
Tradizione e ricerca nella poesia contemporanea (Joker,
Novi Ligure 2008).
Ha curato molti volumi, tra i quali Umberto Eco: l’uomo
che sapeva troppo (ETS, Pisa 2009) e Fallire ancora,
fallire meglio. Percorsi nell’opera di Samuel Beckett
(Joker, Novi Ligure 2009).
Svolge la professione di bibliotecario e scrive anche di
musica, cinema ed enigmistica su riviste specializzate,
oltre a dedicarsi all’attivitą di compositore.
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Prologo
Sono esistiti, ed hanno opportunamente riflettuto e scritto, centinaia
di pensatori, scrittori, poeti, commedianti, battutisti, fustigatori
dei costumi, della corruzione e dei fustigatori stessi. Sono stati
riscritti, ampliati, censurati, trascritti, tradotti, decifrati - dal
momento che scrivere davvero è forse
impossibile - più volte la Bibbia, il Corano,
il Talmud, codici e regolamenti, decaloghi e
manifesti, protocolli e giornali, trattati e parole d’ordine.
Tutto ciò rende più inane ma anche meno arrogante
l’esecrabile proposito di rendere pubblica una manciata di
riflessioni nuove e antichissime, sprezzanti e comprensive, atomizzate
eppure rapprese in nebulose di indignazione, sfaccettate e
contraddittorie come contraddittorio è l’essere
umano. Lampi che si assumono la responsabilità della loro
violenza ed accettano l’essere effimeri se si presenta come
unica occasione per fare un poco di luce. Tale è il pudore
dei letterati: mettere in chiaro la propria piccolezza e il proprio
vegetare nel cono d’ombra di illustri predecessori, operare
misfatti nell’oscurità e dichiararsi colpevoli
allo scopo di essere assolti per aver commesso il fatto.
In questo volume si troveranno frammenti di ogni tipo - autentici
mondi, almeno in alcuni casi, che andranno letti dentro e tra le righe,
sul rovescio e lungo il margine dei fogli. In obbedienza alla loro
origine e storia indulgono a bagliori poetici, episodi moralistici,
involuzioni, autoscopìe, prescrizioni, dissimulazioni,
sabotaggi e supponenze; inseguono ora la rotunditas
ora l’abbreviatio, la
continuità nella discontinuità; unica guida la
fedeltà alle proprie sensazioni e il rifiuto di ogni
dogmatismo sostanziale e formale, condito con una certa ricerca sulla
forma breve (consapevoli che la brevità postula sempre una
conoscenza condivisa) e qualche serissima risata. Il lettore
troverà dunque aforismi in convivenza litigiosa eppure
necessaria con frammenti, sentenze, epigrammi, motti,
gnòmai, apoftegmi, citazioni, neoproverbi, adagi,
microsaggi, massime, ritratti, pensieri, spasmi, poche
amenità e qualche parodia (di generi detestabili quali il
diario, la lettera o il pensiero ridotto a boutade).
Necessitiamo davvero di una resistenza ad architetture che ci spacciano
per solide ed accoglienti mentre sono solo trasparenti e a beni
preziosi che sono solamente costosi, di un pensiero che sappia
travalicare i generi e raggiungere l’uomo invece di adagiarsi
in comode e ben ordinate scaffalature. Non vorrei essere né
predicatore né accusatore né inquisitore e
nemmeno, non sia mai, idealista: desidero solamente essere un uomo che
si guarda attorno e tenta di mettere a nudo le parole,
all’occorrenza usando la frusta se le pulci si trasformano in
leoni. Occorrono mille armi per fronteggiare mille belve,
nonché un caparbio disinteresse nei confronti di chi esige
circenses secondo copione, siccome
l’unità della lotta di un uomo risiede al di
là di ogni corso di addestramento, nel suo nucleo
più profondo ed intimo.
S.M.
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Diario, prima pagina:
Oggi sono nato. Questo fatto, lo so, mi porterà alla tomba.
Conosco persone senza scrupoli che
fingerebbero di voler possedere una donna per attirarla a casa propria
e discutere di letteratura.
Non si avvicina la gente alla
cultura abbassando la cultura alla gente.
Ogni paese ha la sua
stupidità: solo dopo averla colta possiamo sentirci un
po’ a casa nostra.
L’uomo non
può sapere tutto, ma non è un buon motivo per non
sapere niente.
L’egoista è
uno stupido e lo odio. L’altruista è uno stupido,
ma non importa.
Molti sono incompresi
perché sono incomprensibili.
La Bibbia ci
dà la consolazione di sapere che dio ha presente la
situazione imbarazzante degli uomini.
Quando ti fotografano ti dicono di
stare naturale, e tu assumi una posa che ti farebbe assomigliare a
chiunque.
Se Aristotele fosse ancora vivo non so cosa penserebbe, ma certo non
sarebbe bello a vedersi.
Dobbiamo sforzarci di essere
obiettivi, non modesti: altrimenti facciamo il lavoro del nemico.
Scrivere aforismi è un
modo per riappacificarsi con la vita che ci vuole tutti salti e
capriole, ma è anche un modo per conferire senso a quei
momenti in cui il piede non poggia a terra, il passo non è
concluso e tutto è fumo, incertezza.
Conosco persone che non sopportano
chi resta senza posizione, così assumono quelle di tutti.
Mi piacerebbe amarmi, ma mi faccio
amare da altri: è meno faticoso e i motivi sono affari loro.
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