i libri

Marco Sartorelli

Efemere

n. 2

ISBN 88-7536-023-5

2004

pp. 40

cm 11x16

€ 7,50

 

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L'autore

Marco Sartorelli è nato a Torino nel 1962. Lavora al quotidiano La Stampa.

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Nota introduttiva

Le efemere di Sartorelli sono insetti definitivi come una bestiolina o un piccolo fiore costretto ed essiccato tra le pagine di un libro, ma ancora accarezzano l’aria con le loro ali reticolate e tutto informano della loro transitorietà ed unicità a un tempo. Fragili, mute, denunciano la prolissità dell’esistenza e la vacuità dell’agitarsi sgraziato. Sono aforismi apocrifi che vivono lo spazio di un margine di pagina, traggono linfa dalla loro adesione od opposizione a una pagina fiancheggiata ed invisibile.
L’operazione di Sartorelli ha qualcosa di straordinariamente surrealista, e di storicamente fondato: innanzitutto potremmo ricordare Cent cinquante deux poverbes mis au goût du jour di Paul Éluard e Benjamin Péret in cui i due autori parodiavano forme gnomiche e frasi celebri con notevole arguzia; in secondo luogo potremmo riesumare il wellerism, genere reso popolare da Dickens nel suo Il Circolo Pickwick e consistente nell’abitudine del brillante servitore Weller di raccontare una miriade di aneddoti e citazioni seguite da un’attribuzione fantasiosa (genere divenuto così popolare che esiste oggi, pubblicato a Oxford, un Dictionary of Wellerisms).
Concreti ed astratti, benevoli e violenti, questi brandelli di cometa sanno ricordare a chi legge come l’identità sia meschina e superflua di fronte all’eternità delle idee.

 

Sandro Montalto

 

* * *

 

No alla pena di morte. E alla pena di vivere?
Mario Fattori, filosofo, 1875-1924

Non festeggio il neonato. Sono sicuro che un giorno morirà.
Carlo Pontelungo, “Riflessioni”, Oscure Edizioni, 1977
 

L’angelo custode di Stalin morì in tenera età.
Motto popolare sovietico

 

Se nasceranno, moriranno.
Tiburzio, poeta latino, III secolo d.C.

 

Sono così bugiardo che non mi credo.
Frank Robinson, comico

 

Il temerario dice “t’amo”. Il folle aggiunge “per sempre”.
Da “Raccolta di detti e motti arabi”, Medio Oriente Edizioni, Roma, 1980

 

Perché quella formica ride di me?
Giovanni Nicolò, poeta e filosofo, 1900-1977, “Poesie”, II Poeta Edizioni, Roma, 1954

La mia vita è un deserto. Datemi almeno un miraggio.
Giorgio, disoccupato palermitano - lettera a “La Sicilia”

 

Chi si ricorda di Antonio Baroni?
Su un muro di via Puccini, Napoli
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