|
Questa nuova raccolta di
aforismi di Michelangelo Cammarata, perfetta continuazione
della precedente Fiele di zagara fin dal titolo più
sottotitolo, conferma l’immagine di un autore perentorio,
vivacissimo, piuttosto irrequieto, eppure, seppur colmo di
fiele (autentico e ben giustificato) e di boria (ben
simulata?), mai crudele, sempre attento anzi alle istanze
del vivere e del sopravvivere.
Se nella raccolta precedente
si poteva pensare tra i vari ascendenti al Bierce del
Dizionario del Diavolo, come scrivevamo in prefazione,
questa raccolta rende il riferimento ancor più convincente e
centrale: moltissimi sono infatti gli aforismi che si
strutturano come definizioni spesso lapidarie, volutamente
simili nella forma ma estremamente varie quanto a oggetto.
Si affastellano nelle pagine
seguenti frammenti teorici, a volte dalla rigidità
palesemente canzonatoria, ed illuminazioni, satire e momenti
pieni di compassione e umanità («I vecchi contemplano la
propria pelle e ci disegnano sopra la memoria»), squarci
poetici («Il silenzio è sdraiato sui colori del mondo che
piovono dal cielo e mi arabescano gli occhi») e, come
abbiamo detto, vere e proprie definizioni («La tortura è la
malvagità con l’accento»; «Il perdono è l’aureola della
cattiveria»). Più rari gli “insulti” (nel senso di
invettive) promessi nel sottotitolo del volume precedente,
ed invece più palesi le “fantasie” (e relativi
“capitomboli”) annunciate nel sottotitolo dell’opera che
abbiamo adesso tra le mani. Non mancano i momenti di pura
surrealtà: «La temperatura è così mite che le ali delle
farfalle cinguettano».
dalla
Prefazione
di Sandro Montalto
* * *
Nessuno è così alto da
riuscire a non andare all’inferno.
Ogni uomo scivola sulla pelle
delle proprie illusioni.
Un monogamo sente che la sua
vita è ferma a un passaggio a livello, in attesa che una
donna squilli.
La seduzione delle donne è
dipinta sui petali, quella dell’uomo spesso sulle spine.
Ho sistemato la mia fantasia
nella libreria e ogni tanto controllo quante pagine le
restano.
Il cervello germogliava nel
mio cuore e ci faceva il nido.
I patrioti scrivono la
storia. I militari la inchiodano alla croce.
La tortura è la malvagità con
l’accento.
C’è un solo modo di passare
il tempo: scordarselo.
La pena di morte è un baratro
in cui la giustizia fa le capriole.
Quando moglie e marito
litigano, vuol dire che l’amore ha perso la strada.
Chi si adula è sempre
stupido. Ma qualcuno è così sciocco che ci crede.
La gioia spesso è vacua, ma
qualche volta è pure intelligente.
Qualche rivoluzione è solo un
fuoco d’artificio. Nasce all’improvviso e spesso si accorge
di essere muta.
0
|