i libri

Michelangelo Cammarata

 

Chicchi di boria

 

(fantasie, capitomboli, memorie ed altre amenità)

n. 14

ISBN-13: 978-88-7536-284-3

2011

pp. 44

cm 15x21

€ 9,00

 

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L'autore

Michelangelo Cammarata è nato a Gela nel 1941. Ha vissuto molti anni a Milano e Bergamo. Dal 1980 risiede a Palermo.
Negli anni scorsi ha pubblicato: Un’eco di pensiero, Rebellato 1964; L’oasi propizia, Rebellato 1965; L’uomo con ironia, Quartiere 1969; I germogli di Ground Zero, Federico 2003; L’amorosa cicala, Genesi 2005; Fiele di zagara, Joker 2006; La riga vergine, Genesi 2009.
Ha anche collaborato a numerosi giornali e riviste.

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I testi

 

Questa nuova raccolta di aforismi di Michelangelo Cammarata, perfetta continuazione della precedente Fiele di zagara fin dal titolo più sottotitolo, conferma l’immagine di un autore perentorio, vivacissimo, piuttosto irrequieto, eppure, seppur colmo di fiele (autentico e ben giustificato) e di boria (ben simulata?), mai crudele, sempre attento anzi alle istanze del vivere e del sopravvivere.

Se nella raccolta precedente si poteva pensare tra i vari ascendenti al Bierce del Dizionario del Diavolo, come scrivevamo in prefazione, questa raccolta rende il riferimento ancor più convincente e centrale: moltissimi sono infatti gli aforismi che si strutturano come definizioni spesso lapidarie, volutamente simili nella forma ma estremamente varie quanto a oggetto.

Si affastellano nelle pagine seguenti frammenti teorici, a volte dalla rigidità palesemente canzonatoria, ed illuminazioni, satire e momenti pieni di compassione e umanità («I vecchi contemplano la propria pelle e ci disegnano sopra la memoria»), squarci poetici («Il silenzio è sdraiato sui colori del mondo che piovono dal cielo e mi arabescano gli occhi») e, come abbiamo detto, vere e proprie definizioni («La tortura è la malvagità con l’accento»; «Il perdono è l’aureola della cattiveria»). Più rari gli “insulti” (nel senso di invettive) promessi nel sottotitolo del volume precedente, ed invece più palesi le “fantasie” (e relativi “capitomboli”) annunciate nel sottotitolo dell’opera che abbiamo adesso tra le mani. Non mancano i momenti di pura surrealtà: «La temperatura è così mite che le ali delle farfalle cinguettano».

 

                                                                            dalla Prefazione di Sandro Montalto

 

* * *

 

Nessuno è così alto da riuscire a non andare all’inferno.

 

Ogni uomo scivola sulla pelle delle proprie illusioni.

 

Un monogamo sente che la sua vita è ferma a un passaggio a livello, in attesa che una donna squilli.

 

La seduzione delle donne è dipinta sui petali, quella dell’uomo spesso sulle spine.

 

Ho sistemato la mia fantasia nella libreria e ogni tanto controllo quante pagine le restano.

 

Il cervello germogliava nel mio cuore e ci faceva il nido.

 

I patrioti scrivono la storia. I militari la inchiodano alla croce.

 

La tortura è la malvagità con l’accento.

 

C’è un solo modo di passare il tempo: scordarselo.

 

La pena di morte è un baratro in cui la giustizia fa le capriole.

 

Quando moglie e marito litigano, vuol dire che l’amore ha perso la strada.

 

Chi si adula è sempre stupido. Ma qualcuno è così sciocco che ci crede.

 

La gioia spesso è vacua, ma qualche volta è pure intelligente.

 

Qualche rivoluzione è solo un fuoco d’artificio. Nasce all’improvviso e spesso si accorge di essere muta.

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