i libri

Paolo Montanari

 

Arroganza

dell'aforisma

 

n. 33

ISBN-13: 978887536456-4

2020

pp. 116

cm 15x21

€ 16,00

 

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L'autore

Paolo Montanari Ŕ nato a Sacile, in Friuli, il 9 maggio del 1953. Vive in Toscana tra Arezzo, dove risiede con la famiglia, e il mare di Castiglioncello. Ha pubblicato Detto, visto, pensato (Editoriale Sette, Firenze 1999; poesie); La saggezza Ŕ l’ultima illusione (Grauseditore, Napoli 2017; aforismi); Ogni sintesi Ŕ un raggio di luce (Joker, Novi Ligure 2019; aforismi).

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I testi

Gli aforismi sembrano chiudere ogni discorso in modo definitivo, invece abituano chi legge a declinare la veritÓ in modo singolare, terrestre, radicalmente umile. Li immaginiamo caustici e brillanti, con l’invidia covata in segreto per chi ha sempre la battuta pronta. In realtÓ appartengono alla tradizione della densitÓ e del silenzio. Non pretendono di avere ragione: sono un tentativo di nominare e conservare quanto si Ŕ capito, di accettare serenamente la sovrabbondanza di ci˛ che non capiremo. L’arroganza dell’aforisma viene a patti con l’uso quotidiano del mondo. Offre istruzioni provvisorie, un lasciapassare per chi viaggia leggero. In un tempo ricco di percorsi e povero di mappe, questa disciplina di scrittura accompagna il lettore con l’unica promessa affidabile: “non ho niente da insegnarti, ma se imparerai qualcosa da me ne sar˛ felice”.

                                                                                                   Marco Montanari

 

* * *

 

 

Arroganza dell’aforisma: pensare di comprimere un trattato dentro un rigo. Paradosso dell’aforisma: riuscirci.

 

La visione crea seguaci, l’intuizione esploratori.

 

Chi Ŕ in pace con se stesso Ŕ indifferente all’autobiografia.

 

La genialitÓ dell’intelletto pu˛ convivere con la stupiditÓ emotiva

 

Nessuna perfezione lessicale pu˛ avere l’istantanea potenza del simbolo.

 

Non avere canoni Ŕ un canone.

 

Il perdono dimentica i torti, l’amore li cancella.

 

Nel viaggio interiore non si arriva alla meta, Ŕ la meta ad annunciarsi.

 

L’ignoranza peggiore Ŕ quella di chi crede ai propri slogan.

 

Il diritto ad essere amati vale per l’infanzia, dopo Ŕ merito e fortuna.

 

Per l’egocentrico la diversitÓ dei punti di vista Ŕ un’offesa personale.

 

Il vittimismo invoglia a procurare al lamentoso reali motivazioni per compiangersi.

 

La delusione Ŕ conseguenza della propria cecitÓ pi¨ che dell’inganno altrui.

 

Per le mete ambiziose, il coraggio di partire conta quanto la capacitÓ di arrivare.

 

Ascolto tutti, poi sbaglio da solo.

 

Siamo esseri consapevoli, ma consapevoli di cosa?

 

Chi ti vuole colpevolizzare… ci riesce, altrimenti smetterebbe.

 

La ribellione Ŕ l’adolescenza dell’autonomia, il ribellismo l’incapacitÓ di diventare autonomi.

 

Banale: l’ovvio di chi non sa vedere.

 

Contrattempi: esercizio quotidiano del carattere.

 

NormalitÓ: proiezione oggettiva di un metro soggettivo.
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