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AA.VV.

Antologia del Premio

internazionale per l'aforisma

"Torino in sintesi"

2016

n. 20

ISBN-13: 978887536397-0

2016

pp. 112

cm 15x21

€ 15,00

 

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L'autore

La quinta edizione del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” offre, come negli anni passati, temi di osservazione numerosi e vari. Lasciando a Sandro Montalto, Vice-Presidente della “Associazione Italiana per l’Aforisma”, il compito di eseguire qui di seguito una disamina tecnicamente approfondita del concorso nell’edizione 2016, la Presidenza ritiene utile far convergere la sua attenzione sugli aspetti generali che hanno caratterizzato il confronto letterario da cui deriva quest’antologia.
Premesso che la formula del Premio “Torino in Sintesi” è rimasta pressoché invariata dal 2008 (libri editi di autori italiani, silloge inedita di autori italiani e compendi editi o inediti di autori stranieri), si nota una progressiva e costante tendenza, da parte dei concorrenti italiani, ad allargare alquanto il concetto di “aforisma”. Una definizione, questa, le cui caratteristiche precise e nette vanno sfumando in stili che, sebbene attinenti sempre alla “forma breve”, comprendono sfumature tra le più dissimili. Nei volumi e nelle sillogi inedite inviate al concorso compaiono infatti, con frequenza crescente, massime ed epifonèmi, apoftegmi ed epigrammi, sentenze e frammenti la cui appartenenza ad un genere esattamente identificabile, nel contesto del Premio, risulterebbe inadeguata.
Oltre a questo, va tenuto in conto che l’organo giudicante non può arrogarsi il diritto di stabilire se, oggettivamente, valga di più l’aforisma sentenziale o quello ironico, se sia più degna la fisionomia poetica o quella moralista, e così via. Ne consegue che l’orientamento della Giuria è stato poco incline a sofisticare sul tali difformità e più propenso, anche quest’anno, a valutare le opere secondo il consolidato principio della profondità e dell’originalità dei contenuti, del modo linguisticamente corretto e poco inflazionato di esporre il concetto.
Sulla base di queste osservazioni di fondo, crediamo che qualche parola vada spesa in relazione alla sezione A) riservata ai volumi editi.
Il Premio, nell’edizione 2016, ha aperto alla partecipazione le sillogi aforistiche pubblicate nell’intero decennio scorso, con lo scopo di mettere in evidenza anche le opere mai presentate in precedenza al “Torino in Sintesi”. Come ci si attendeva, dunque, oltre all’iscrizione dei libri più recenti, si è notato il ritorno in gara di ottimi volumi ai quali le precedenti Giurie avevano anteposto altri titoli. L’organo giudicante di questa 5a edizione ha potuto così assegnare i riconoscimenti esaminando un insieme di pubblicazioni che, numericamente, avrebbe potuto essere ancora maggiore, ma che esprime comunque in modo piuttosto ampio il patrimonio aforistico dato alla stampa negli ultimi dieci anni di lavoro creativo da parte dei massimatori italiani di oggi.
L’Organizzazione del Premio e la Giuria hanno trovato, poi, motivo di notevole soddisfazione nell’esaminare la sezione B) degli inediti dove, accanto ai concorrenti già noti, sono comparsi numerosi nomi nuovi. Se i primi hanno ribadito le loro capacità in un crescendo di sicurezza e di esperienza nell’appropriarsi del genere aforistico, tra i secondi si è manifestato spesso un talento indubbiamente spiccato ed un “tocco” stilistico del tutto personale da ritenersi molto promettente.
Si è altresì notato come la poliedricità degli autori italiani contemporanei contrasti nettamente con la concezione aforistica mostrata dagli scrittori serbi, illustri e capaci ospiti stranieri di questa quinta edizione del “Torino in Sintesi”. Invitati ad un proficuo confronto con la massimazione italiana, hanno infatti confermato la loro solida identità nazionale sia nei temi trattati, sia nella scelta della forma espressiva.
Un’osservazione ancora. Come per la maggior parte dei premi letterari, anche il “Torino in Sintesi” esige, per regolamento, un solo vincitore per sezione e poche menzioni speciali. Va da sé che tali norme di obbligatoria categoricità impediscono alla Giuria di rimarcare il pregio di altre opere in concorso che presentano connotazioni senza dubbio meritevoli.
Nell’inopportunità di snaturare il Premio attraverso un esubero di segnalazioni, non si scoraggino gli autori rimasti, quest’anno, al di fuori delle classifiche: ogni volume ed ogni silloge di particolare interesse è comunque ben conservata all’interno della biblioteca specialistica dell’Associazione Italiana per l’Aforisma; pronta per essere riportata in evidenza – previo, ovviamente, il consenso degli autori – nelle future pubblicazioni promosse dall’AIPLA.
Concludendo. Poiché anche nel 2016 il Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi” ha mantenuto interamente lo scopo di mostrare al pubblico la migliore massimazione italiana e straniera, nonché di stimolare gli scrittori, i letterati, i liberi pensatori contemporanei a cimentarsi nel genere della “forma breve”, la Presidenza del Premio ed il Comitato Direttivo dell’AIPLA ritengono sia più che giustificato l’annuncio di una sesta edizione del Premio “Torino in Sintesi” nell’anno 2018. Facendo tesoro delle passate esperienze, il prossimo bando del Premio potrà subire cambiamenti anche di rilevante portata, lasciando però intatta la sua caratteristica fondamentale: l’aforisma sarà sempre, ed esclusivamente, protagonista del concorso.
Da parte della Presidenza ancora un grazie sentito ad ogni membro della Giuria, al Comitato Organizzatore ed alla Segreteria. Ultima, ma di certo non meno importante, la nostra autentica riconoscenza nei confronti di tutti coloro che hanno voluto mettere o rimettere in gioco il loro talento attraverso la partecipazione al Premio. Un felice arrivederci, dunque, al 2018.

                                                                                                        Anna Antolisei

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I testi

 

Introduzione

La quinta edizione del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”, svoltasi nell’anno 2016, si chiude ancora una volta con un bilancio positivo. L’intento del comitato fondatore, ossia riunire autori di aforismi spesso condannati alla macchia, residenti in Italia e all’estero, è stato raggiunto. Grazie alla credibilità che il Premio si è guadagnato in questi anni, e grazie alla riconosciuta serietà di cui l’Associazione Italiana per l’Aforisma già gode, sono ormai molti gli autori di aforismi che hanno deciso di proporre le proprie opere alla giuria, rendendo evidente come l’aforisma non sia più, in Italia e non solo, un genere elitario o di nicchia, ma una modalità scrittoria e comunicativa sempre più radicata, amata ed efficace. Ancora una volta il Premio è stato efficacemente supportato dall’Associazione che, nata nell’ottobre 2011 con sede a Torino, si impegna nella promozione dell’aforisma avvalendosi della collaborazione di autori e studiosi, oltre che di editori ed associazioni con simili finalità operanti in tutto il mondo, e intende favorirne una visione più ampia e sostenerlo anche dal punto di vista pratico, ossia organizzativo, editoriale e promozionale.

Come sempre, la nostra speranza è che il Premio, così come la presente antologia, serva innanzitutto a permettere agli autori di uscire allo scoperto leggendosi a vicenda, conoscendosi ed arricchendosi, e facendosi conoscere presso il pubblico amante di questo genere. Non smettiamo di ribadire, come facciamo con forza fin dalla prima edizione, la necessità di una reale attività sinergica tra autori, critici ed editori, la necessità di confronti e dibattiti sull’aforisma, ma soprattutto di un confronto autenticamente interessato al prossimo. Troppo spesso si registrano, anche da parte di autori anche di indubbia qualità, personalismi eccessivi, narcisismi, egoismi, gelosie e tutti quei comportamenti dai quali emerge come l’ego dello scrivente sia più importante della cosa scritta, a tutto svantaggio di quest’ultima.

Data la particolarità del genere, senz’altro di nicchia rispetto alla poesia o alla prosa, quest’anno ci si aspettava un fisiologico calo del numero di partecipanti, ma la giuria ha constatato con piacere che questo calo si è in parte registrato nella sezione Libro Edito ma non in quella riservata alle sillogi inedite di autore italiano, la quale ha registrato la presenza di molti autori interessanti spesso alla loro prima partecipazione.
Non hanno invece partecipato, purtroppo, alcuni autori di indubbia qualità, ma molti di essi sono già stati vincitori o giurati in questo Premio, e probabilmente hanno voluto evitare di creare imbarazzi. Tuttavia, il Direttivo e i Giurati tengono a sottolineare con soddisfazione che molti autori hanno partecipato a tutte le edizioni, manifestando un piacevolissimo attaccamento e una fiducia nei confronti dell’iniziativa.

È stata soddisfacente anche la partecipazione alla Sezione C, riservata alle sillogi in traduzione italiana di autori stranieri. Quest’anno il paese ospite è la Serbia, paese dal quale sono giunte molte sillogi che testimoniano ancora una volta la vitalità di questo genere in quella regione del mondo.

Come di consueto l’antologia, a cura del sottoscritto e con il patrocinio dell’Associazione, viene ospitata nella collana che le Edizioni Joker dedicano all’aforisma, la prima collana ad esso esclusivamente dedicata in Italia che, in ormai quattordici anni di esistenza, ha portato alla ribalta molti nomi nuovi e no dell’aforistica italiana ed ha ottenuto importanti riconoscimenti. Collana che è nata nel tentativo di rimediare al più grave problema che l’aforisma italiano presenta, ossia la tendenza alla disseminazione e alla dispersione, la quale lo indebolisce e lo rende spesso invisibile, senza contare che spesso i libri di aforismi appaiono presso collane improvvisate o in autoedizione. Anche in questa edizione si è osservato come spesso i libri di aforismi escano in collane non solo non dedicate ma anche poco curate a livello editoriale.

Valgono anche per quest’anno molte delle considerazioni che la giuria si trova a fare fin dalla prima edizione: come i testi partecipanti confermino ancora una volta la vocazione trasversale e onnivora dell’aforisma; la propensione a inglobare nelle sillogi testi sugli argomenti più disparati (anche se a volte organizzati per tematica); il riferimento a modelli immarcescibili (anche se a volte imitati senza una rielaborazione personale) come il moralismo francese, l’aforisma poetico o l’aforistica fulminante e ironica di marca soprattutto italiana.
Non mancano, come ogni anno, alcune sillogi anche edite che invece manifestano una scarsa frequentazione del genere, e naturalmente il risultato si vede subito: sono state presentate alcune sillogi ricche di ovvietà, povere di ritmo, prive di qualsiasi “scatto” formale o contenutistico, piccolo cortocircuito, svolta inattesa che l’aforisma, in mille diversi modi, vuole. Comunque osserviamo con soddisfazione che, anno dopo anno, tali casi sono sempre più rari.
Mediamente gli autori appaiono preparati e consapevoli, e non di rado i libri e le sillogi inedite hanno una tenuta evidente, e manifestano una personalità chiara e forte. Come ogni anno, e come è inevitabile, ciascun giurato ha valutato e votato in base anche alle proprie preferenze personali, tuttavia nella discussione si è palesata a grande maggioranza la necessità di privilegiare nelle sillogi la tenuta generale, a fronte di raccolte contenenti pochi aforismi molto belli e poi molte banalità, o scritti poco efficaci.
Non mancano, come sempre e come è tradizione di questo genere, alcuni aforismi sull’aforisma; una intera silloge su questo tema ha ottenuto una segnalazione.
Anche quest’anno dobbiamo stigmatizzare alcuni difetti presenti nei testi: problemi di punteggiatura e in genere formali che molto fastidio hanno dato alla giuria, ma anche atteggiamenti di “posa”, dall’eccesso di seriosità all’eccesso di candore, la cui mancanza di sincerità balza subito all’occhio allenato. Rimane anche un difetto che il sottoscritto, e non solo, rileva con particolare fastidio, ossia la mancanza di senso del ritmo e della misura, laddove alcuni autori, magari anche capaci di buone intuizioni, compromettono gli aforismi con un eccesso di precisazione, o una sovrabbondanza di termini. Non di rado buoni aforismi sono compromessi da una seconda parte aggiunta nell’inutile tentativo di precisare il messaggio, che viene così annacquato, reso pedestre e di più difficile lettura. A volte un solo aggettivo aggiunto è stato capace di incrinare irreparabilmente l’efficacia contenutistica e ritmica di un buon aforisma. Crediamo che sia molto importante affrontare questo problema, nell’ottica di un allenamento dell’orecchio alla giusta misura, che non è quantitativa ma sottilmente ritmica, difficile da definire ma facilmente identificabile alla lettura o all’ascolto.

Come ogni anno all’atto di raccogliere i voti e i commenti dei giurati si è reso evidente che, seppur nella diversità di gusti e interessi, l’attenzione si è spontaneamente concentrata su un numero piuttosto limitato di opere. Come di consueto i voti sono pervenuti alla Presidente e al Direttore Tecnico i quali li hanno inseriti in una griglia dalla quale sono state aritmeticamente dedotte le classifiche. Il Direttivo del Premio ci tiene però a segnalare che mai come quest’anno la discussione, durante e dopo le fasi di votazione, è stata approfondita e accesa: ogni giurato ha diffusamente argomentato le proprie posizioni e discusso quelle degli altri, in un confronto estremamente proficuo che in qualche caso ha portato ad una modifica della propria personale classifica e quindi, in alcuni casi, della classifica generale. In maniera particolare si è molto discusso circa i confini del genere “aforisma”, il fatale sconfinamento nel territorio più ampio delle “forme brevi” e la possibilità di annettere o meno a tale territorio alcune forme espressive almeno altrettanto attinenti ai territori della saggistica, della poesia e della prosa narrativa. Siamo certi che la discussione continuerà e si arricchirà, portando ad interessanti approfondimenti. Per ora il Direttivo intende ringraziare i giurati dell’edizione 2016 per il grande lavoro svolto con competenza, serietà e generosità.

Anche in questa edizione il bando ha previsto una sezione speciale, questa volta riservata agli operatori, volontari e assistiti del “Gruppo Abele”, la quale per problemi organizzativi interni all’Ente al quale è stata dedicata ha visto un numero limitato di partecipanti, ai quali però va il nostro ringraziamento.

La presente antologia, come previsto dal bando, pubblica estratti dal libro edito vincitore e da quelli segnalati, insieme alle intere sillogi inedite premiate e segnalate. Inoltre, in segno di ringraziamento e per sottolineare ancora una volta il bisogno primario di leggersi a vicenda, vengono come di consueto pubblicati cinque aforismi di ognuno degli altri partecipanti. La selezione ha tentato di proporre i brani non solo più efficaci dal punto di vista stilistico, ma anche più capaci di rendere l’idea del carattere del lavoro completo.

Ancora una volta diamo appuntamento alle prossime iniziative dell’Associazione, e alla prossima edizione del Premio.

Sandro Montalto

 

* * *

 

INDICE

 

Premessa
Introduzione

Sezione A – Libro edito
Giorgio Gramolini, Pensieri scorretti
Roberto Morpurgo, Pregiudizi della libertà I e II
Lidia Sella, Strano virus il pensiero
Lorenzo Morandotti, Crani e topi
Alessandra Paganardi, Breviario

Sezione B – Silloge di Aforismi inedita di autori residenti in Italia
Maurizio Manco, Scatti
Marta Tofi, Metaforismi
Cristina Mercuri, La vita insegna e io prendo disappunti
Daniela Lombardo, Doppi sensi senza senso

Sezione C – Silloge di Aforismi edita o inedita, in lingua originale con traduzione italiana, di autori stranieri
Zoran T. Popović, Aforismi
Aleksandar Cotrić, Aforismi
Vesna Denčić, Aforismi
Slobodan Simić, Aforismi

Sezione speciale – Riservata agli operatori, volontari e assistiti del “Gruppo Abele”
Antonio Pellegrino
Chiara Ponti

Aforismi degli altri autori concorrenti
Sezione A
Sezione B
Sezione C

Relazione conclusiva

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Recensioni
 
Riconoscimenti
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