Mario Vassalle appartiene a
quel genere di aforisti che si aggirano per il mondo tutto
osservando, tutto delibando, e tutto filtrando per poi
restituire il distillato di riflessioni ed emozioni in brevi
frammenti di verità. Ecco, proprio la verità è tra i punti
focali di quest’opera: capace di confortare e disperare,
svelare e esiliare, regalare attimi di conflitto e
riconciliazione, essa per Vassalle è una luce da mantenere
accesa anche quando crea momenti difficili. La priorità è
entrare a contatto con il nostro nucleo pulsante, fatalmente
difficile e contraddittorio, anche se il prezzo è fare i
conti con le nostre debolezze, meschinità, povertà. Come
talvolta fanno gli aghi di pino la verità punge, ma la
vivacità del pensiero rimane l’unica cosa capace di
giustificare il nostro percorrere il vasto universo.
Un pensiero, è il caso di
precisare, che mai si scolla dall’emozione: Vassalle sa bene
che anche le emozioni sono una forma di pensiero, senza
dubbio un necessario catalizzatore, e anzi in molti passaggi
le difende come caratteristica propria, si direbbe, del
pensiero più elevato perché elastico.
Nella maniera di procedere
dell’autore, colpisce quel senso di analisi che rivela la
sua formazione di uomo di scienza. Si sente che i suoi
aforismi scaturiscono da un’intensa e appassionata (e quanto
mai diretta) osservazione e riflessione su quell’entità
complessa che è la natura umana. Ne nascono delle
conclusioni che si rifiutano alla compiacenza e
superficialità e soprattutto alle “audacie” di una facile
demagogia. Conclusioni a cui è obbligata una mente abituata
ad esprimere non quello che sedurrebbe la sua fantasia o
inclinazioni, ma quello che i rigori della verità gli
comandano di dedurre. Dopo tutto, non si capisce la natura
prestandole le nostre pretese. Inoltre, la verità ha il gran
merito di essere vera.
Insomma quello che qui
leggiamo è un itinerario plurivalente, reticolare, senza
falsi concetti di elevato e quotidiano, con la sola ma
frequente condanna della volgarità. Un pensiero, quello del
nostro autore, ampio, nobile, insofferente alle vacuità
oracolari, che ama scavare goccia a goccia la scorza del
reale e dispone (si veda l’aforisma 4482) le sue riflessioni
come «sprazzi di luce che illuminano la volta oscura della
notte della nostra ignoranza», minuscole stelle ciascuna
dotata per noi di poca luce, ma capaci insieme di
rappresentare costellazioni. A patto di sapere dove
rivolgere lo sguardo.
4008. Che il filtro
dell’amore sia straordinario lo dimostra la varietà delle
persone che si innamorano reciprocamente.
4017. Anche se non si
capiscono i grandi misteri dell’esistenza, collettivamente,
come esseri umani, siamo certo uno spettacolo straordinario.
4039. Quando abbiamo
sperperato i nostri sentimenti, il nostro vuoto ironizza sui
sentimenti degli altri. Ma è un’ironia amara.
4058. La colpa più grave del
cinismo è l’incapacità di provare la dolcezza non solo delle
speranze, ma persino delle illusioni.
4090. La prima e fondamentale
legge della storia è la sopravvivenza di un popolo: a questo
fine, può sacrificare un numero enorme d’individui. Non si
sente neanche il rimorso per tale sacrificio, perché li
consideriamo eroi (come, in effetti, sono).
4113. Non è attraente che si
sappia così poco? Rimane tanto ancora da imparare! E se non
lo impareremo mai, c’è pur sempre il fascino del mistero e i
voli dell’immaginazione.
4145. Solo l’arte può dare a
una vicenda squallida le emozioni della poesia. Per farlo,
si richiede la sensibilità di un artista, come dimostrato
dalla bellezza di certi film.
4185. La nostra condotta è
potentemente influenzata dai valori che abbiamo e quelli che
di proposito coltiviamo. Si rinforzano quelle convinzioni
che riteniamo importanti. Per qualcuno, questo significa
pregare. Per altri, rafforzare la loro volontà con
l’esercizio. Per altri ancora, l’egoismo e la durezza.
4237. Se si coltivasse
esclusivamente la logica o le emozioni, saremmo meno
completi. Ma se uno fosse forzato a scegliere, una vita con
sole emozioni sarebbe assai più piacevole e meno arida di
una vita con la sola logica.
4265. Per aver paura, bisogna
averne il tempo.
4281. La fisica ha le sue
regole fisse e immutabili, e così la chimica, la biologia,
la matematica, la genetica, la scienza, la morale, la
logica, gli istinti, i sentimenti, ecc. Le trasgressioni di
quelle regole provocano disastri.
4350. Una società civile si
sviluppa e prospera dentro le leggi del codice e della
natura e non contro quelle.
4378. La maniera più sicura
per non essere se stessi è quella di imitare gli altri,
anche quando li riteniamo migliori di noi.
4423. Una verità crudele può
essere spietata e distruttiva. Per questo, la verità
dovrebbe avventurarsi nella selva dell’anima umana solo
affidandosi alla guida della carità.
4443. Il continuo tumulto di
sentimenti diversi impedisce il loro ristagno e la
conseguente abitudine.
4466. Siamo sordi alle cose
che non parlano alle nostre inclinazioni. Il difetto può
essere nel nostro “udito” e non nel “linguaggio” degli
stimoli.
4860. Si protesta contro la
sorte quando non ci favorevole, e si dimentica di
ringraziarla quanto è favorevole.
4884. Il conformismo
snaturerebbe la creatività se non fosse per il fatto che
prospera quando l’originalità non c’è.