i libri

AA.VV.

 

Aforismi olandesi

e fiamminghi

 

a cura di Giorgio Faggin

n. 28

ISBN-13: 978887536385-7

2019

pp. 104

cm 15x21

€ 15,00

 

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L'autore

MULTATULI (Eduard Douwes Dekker, 1820-1887)
Il più grande e battagliero scrittore olandese, Eduard Douwes Dekker (Amsterdam 1820 – Nieder-Ingelheim, Magonza 1887), volle per sé lo pseudonimo latino Multatuli (”Multa tuli”, molto soffersi).
Il suo romanzo Max Havelaar (1860), potente atto d’accusa del sistema coloniale olandese, è conosciuto in tutto il mondo. Meno noti sono i suoi lucidi e sferzanti aforismi, sparsi prevalentemente nei sette volumi di Ideeën (1862-1877) e raccolti in varie sillogi soltanto dopo la morte dello scrittore.

 

JACOB ISRAËL DE HAAN (1881-1924)
Scrittore di origine ebraica, nasce nel 1881 a Smilde, nel Nord dei Paesi Bassi. Era ancora studente universitario quando, nel 1904, pubblicò un romanzo a sfondo omosessuale, Pijpelijntjes (“Quelli del Pijp”, quartiere di Amsterdam), che gli creò intorno il vuoto.
Il ritorno alla fede dei padri, rinnegata in gioventù, ispirò, assieme all’amore omoerotico, gran parte dei suoi apprezzati versi. Convinto sionista, nel 1919 partì per Gerusalemme; era in procinto di rimpatriare, quando, il 30 giugno 1924, venne assassinato nella Città Santa.
Duecentoquarantatré suoi aforismi, denominati Besliste volzinnen (“Proposizioni risolute”), uscirono alla spicciolata su riviste, tra il 1907 e il 1910. Verranno raccolti in un volumetto ad Amsterdam nel 1954.

 

JAN GRESHOFF (1888-1971)
Nasce a Nieuw Helvoet, presso Rotterdam, nel 1888. Negli anni in cui vive a Brusselle (1927-1939) è in assiduo contatto con numerosi e importanti scrittori e poeti olandesi e belgi e contribuisce a sprovincializzare le lettere fiamminghe. Amante della libertà, francofilo, individualista, avverso ai totalitarismi, nel 1939 lascia l’Europa e si rifugia in Sud Africa. Muore a Città del Capo nel 1971.
È forse il maggiore aforista dei Paesi Bassi. La sua imponente produzione in questo campo si trova sparsa in diversi libri ed è stata raccolta la prima volta in Nachtschade (“Atropa belladonna”, 1958). Raccolte successive: Cum grano salis (1966) e 444 Aforismen (1969). I cento aforismi da noi presentati provengono per la massima parte da Legkaart (“Puzzle”, 1948).

 

JULIEN DE VALCKENAERE (1898-1958)
Considerato il maggior aforista delle Fiandre, nato e morto a Gent (1898-1958), fu ispettore capo scolastico. L’aforisma fu l’unico genere letterario da lui coltivato. Due le raccolte di apoftegmi che egli diede alle stampe: Levenskunst (“Arte del vivere”, 1949, illustrato da George Minne) e Zonneburg (1954, con incisioni di Jozef Cantré; il titolo si riferisce alla villa di campagna dell’autore, nei pressi della sua Gent).
Nel 1960 uscì un volume con aforismi postumi: Gij, ik en de anderen (“Io, tu e gli altri”). L’anno successivo lo scrittore olandese Simon Carmiggelt curava il fortunato florilegio Steentjes des aanstoots (“Pietruzze d’inciampo”) e nel 1975 dettava l’introduzione alla raccolta completa Flitsen in de duisternis (“Lampi nelle tenebre”).

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I testi

 

Questo volume presenta, a cura di Giorgio Faggin, noto studioso della cultura e dell’arte olandese e fiamminga, e sotto il patrocinio dell’Associazione Italiana per l’Aforisma, una selezione assolutamente inedita in Italia dall’opera di alcuni massimatori neerlandesi del XIX e XX secolo. Un compendio capace di rendere in lingua italiana la disparità concettuale e formale che distingue, ad esempio, lo sferzante progressismo di Multatuli a fronte del radicalismo sentenziale di de Haan, l’individualismo libertario di Greshoff dall’ironia dissacrante di de Valckenaere.
Senza dubbio questa sorprendente panoramica sull’aforistica nord-europea non mancherà di essere motivo di curiosità, di stimolo e di utile arricchimento per ogni estimatore della forma breve: per chiunque, insomma, non sia mai sazio delle “perle di saggezza” che l’aforisma sa dispensare, da millenni, a piene mani.

                                                                                                       Anna Antolisei

 

 

I Paesi Bassi del Nord e del Sud sono sempre stati generosi nella creazione di apoftegmi. È ben noto l’interesse di Erasmo di Rotterdam per il genere gnomico. Da perfetto umanista egli si esprimeva, com’è risaputo, soltanto in latino. Nella lingua materna, il neerlandese, scriveranno invece nel Seicento tanto il popolareggiante Jacob Cats quanto il sommo tragediografo Joost van Vondel. Alcune delle loro sentenze più famose fanno parte tuttora del patrimonio idiomatico della nazione.
La messe non scarsa dell’aforisma neerlandese (olandese e fiammingo) non ha ancora trovato, purtroppo, un’adeguata sistemazione storiografica e un’accattivante presentazione antologica. Non c’è dunque da stupirsi se anche fuori dei confini nazionali l’aforisma neerlandese sia poco conosciuto. Tra le rare eccezioni spicca lo splendido Dictionnaire de citations du monde entier (Robert, Parigi 1979), nel quale il contingente olandese-fiammingo è sostanzioso.
Per evitare parzialità, la nostra antologia riserva lo stesso numero di pensieri (cento) a ciascuno dei quattro autori prescelti, per quanto sia evidente la superiorità tra di essi del genio di Multatuli.

 

                                                                                                       Giorgio Faggin

 

 

 

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Multatuli (Eduard Douwes Dekker)

 

Ascolta un consiglio. Eccolo: non ascoltare nessun consiglio.

Nessuna opinione è tanto assurda da non avere i suoi accesi sostenitori; e nessuna aberrazione è tanto risibile da non venire a volte difesa da sedicenti filosofi.

Visti dalla luna, siamo tutti ugualmente grandi.

L’ingratitudine è un’invenzione dei falsi benefattori.

Chi non lavora non mangia, disse l’economista. E il popolo affamato: chi non mangia non lavora.

Chi annoia ha torto. Non esistono argomenti noiosi. Tutto dipende dal modo di trattarli.

Un popolo affamato è un popolo barbaro, anche se sa recitare mille preghiere, con o senza il segno della croce.

Nessuna disgrazia è più facile da sopportare della disgrazia del vicino.

Non credo nel soprannaturale finché non mi avranno spiegato bene che cos’è il sottonaturale.

Ah, se si sapesse leggere!

 

Jacob Israël de Haan

 

Per uno scrittore dalle idee originali è di vitale importanza poter disporre di uno studiolo con moltissimi libri.

L’erudito sa di più, il sapiente sa meglio.

La coscienza c’è e non c’è, come l’ombra.

Sogno spesso di essere all’inferno. Quando mi risveglio, mi accorgo con orrore che sono in Olanda.

Se si potesse dimenticare il passato ed evitare il futuro, il presente potrebbe avere qualche valore.

Le stupidità pensate da uno stupido non sono mai tanto grandi che la massa non le metta in atto.

Le due province olandesi con la maggiore percentuale di delinquenti non sono il Brabante e il Limburgo ma la Camera e il Senato.

Sento un bisogno impellente di dire una cosa a una persona, ma non conosco né la cosa, né la persona.

Dominare un altro è immorale. Dominare se stessi è impossibile.

L’autorità va benissimo; è il potere che ripugna.
 


Jan Greshoff

 

L’invidia dei poveri nei riguardi dei ricchi non è nulla se paragonata all’odio mortale che provano gli stupidi per chi ragiona.

L’amore è l’unico gioco nel quale barare fa parte delle regole.

I politici si dividono in due categorie: quelli che parlano perché non si sappia ciò che pensano, e quelli che parlano perché non si sappia che non pensano.

Se il mondo e io non andiamo d’accordo, non vedo perché debba essere io a dover conformarmi a lui.

“Ama il prossimo tuo come te stesso”. Vorrei proprio sapere perché.

L’impostore che più detesto è l’ottimista.

I buoni si distinguono dai cattivi perché sono più bravi e fortunati nel nascondere la loro cattiveria.

Se dài a Dio un cervello, diventa Satana.
 

Nemmeno il Padre Eterno riesce a spuntarla con gli stupidi.

La mia avversione per gli uomini si spiega con il mio amore per l’uomo.

 


Julien de Valckenaere
 

Aforista: scrittore che con una manciata di parole vuole far concorrenza a un libro intero, e con un piccolo libro a una biblioteca.

Adulterio: incollare altrove ciò che si è rotto in casa.

Diavolo: spauracchio che serve a tenere i piccoli lontano dalla cattiva strada, e a impedire ai grandi di annoiarsi troppo sulla strada buona.

Si può valutare appieno il valore dell’educazione quando si incontra chi non la possiede, e la sua impotenza quando si incontra chi possiede soltanto essa.

Quando tutti ti elogiano, è in corso il tuo funerale.

“La felicità si può trovare solo in noi stessi”. “Non avrebbe potuto nascondersi meglio!”.

Hobby: biberon per adulti.

L’invidioso non riesce a sopportare che tu faccia il passo più lungo della sua gamba.

Se il porco è uno solo si grida allo scandalo, se sono dieci non si dice più nulla, se sono venti si dubita di se stessi, se sono ancora di più si grugnisce beatamente nel coro.

Padre, perdonali lo stesso, anche se sanno benissimo quello che fanno.

 

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