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Barbara Bozzi

Analysis

2004

ISBN 88-7536-005-7

pp. 40

cm 12x21

€ 6,00

 

L'autore

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L'autore

Barbara Bozzi è nata a Cremona nel 1972. Risiede in provincia. È insegnante e collabora con testate locali. ha scritto saggi brevi per pubblicazioni specializzate.
Analysis è la sua opera d’esordio.

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I testi

 

Analysis

Quell’anno vivevo d’angoscia ed ero fuori di me. Ed oltre il pensiero. Il motivo non lo dirò, che conta per pochi. Basta il dolore, la rapida scissione liquida, la dispersione vorticosa del sé. In un tutto silenzio fitto, attraverso rallentato tempo di attimi dilatati.
Non saprei spiegare come v’entrai. Non all’improvviso, certo, e senza volerlo. Impercettibilmente, subdolamente, vi scivolai. E divenni ciò in cui precipitavo e chi ero stata molto prima di rovinarvi: afasica amarezza, assenza e reticenza, menzogna, perché a nessuno svelavo ed invano cercavo d’avvolgermi d’inesausta quotidianità.
Rimanevo affamata d’abbracci, che m’impedivo di ricevere, covando ansia sorda di distruzione, nevrotico annichilimento dilavante in disgregazione caotica, vuoto in vorace espansione. Ove, troppo recente per non ferire, troppo aguzzo per non farlo ogni volta mortalmente, incessante tornava il passato, sfida sleale alla guarigione di parole infine pronunciate, ricordi aperti ad ignota essenza, ascolto, mentre inesplorati abissi di una tenebra, che ancora attossica, irridevano calmi lo sforzo ed il coraggio, l’aspra metamorfosi avvilente nel suo paziente plasmare. In preda a furia immobile, serena insania e tinta. Atra.
Dunque, da mesi soffrivo il tormento ed ero lontana, al di là della mente e della ragione taciuta con ostinazione, che non vale per tanti. Ombra lacerata, larva pallida in divorante fluire, frustrazione, ricerca di senso. Così che ero io e non lo ero più e chi fui addietro. Delirio di luna, draghi, serpi e fantasmi, persone che dovevo lasciare.
Timida e spavalda fissavo baratri cupi, curiosa di leggervi notturni, oscuri riflessi, un domani in presagio. Qualcosa di mio: potenza ed atto...
 


12 settembre 2003

 

* * *

 

È capacità camaleontica
questo viola pulsare al colore, che
lento stinge affanno in disfacimento.
Nel fragore di un’insania tranquilla,
se improvvisa e rapida squarcio e disfo
è per vibrata, assurda antinomia
dell’io sommerso, che vive se stesso
ed il demoniaco che lo nega.

 

 

1 aprile 2003

 

* * *

 

Lame aguzze e coltelli: io ti pugnalo,
perso amore, sul fruscio del ricordo
incessante che mi stupra le vene.
Voglio vedere il sangue scuro che il mio
ha violato, il dolore che ottenebra e
rallenta, e quello sguardo che t’ha amato
nel tuo.

 

 

26 maggio 2003

 

* * *

 

D’evanescenza ambigua s’imbevono
sentimenti molli, che, come l’ombra,
crepuscolari scivolano in ridde
cangianti.

 

 

16 dicembre 2003

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